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di Davide Ciampini
Trent’anni. E’ quanto trascorso dalla fondazione di Iom Ascoli Piceno Onlus, l’associazione che da anni si occupa di assistenza domiciliare gratuita nei confronti dei pazienti oncologici. Fu proprio nel 1996 quando, su impulso di Ludovica Teodori e Loredana Morrone, nacque una lodevole iniziativa. I membri non hanno mai fatto mistero del loro obiettivo: mettere al centro la qualità della vita ed il rispetto della dignità della persona. Ed è proprio la presidente Ludovica Teodori che, raggiunta dai nostri microfoni in occasione di questo importante anniversario, ha fatto il punto della situazione tra aneddoti, commozione e nuovi propositi. 
“Nei trent’anni trascorsi dall’avvio delle nostre attività – ha dichiarato la presidente di Iom Ascoli Ludovica Teodori -, possiamo trovare molteplici momenti topici. Tuttavia, ciò a cui tengo maggiormente è l’aver raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati, ovvero creare condizioni di benessere, dignità e rispetto della persona. A ciò si unisce l’indefesso impegno verso il sostegno alle famiglie: abbiamo ad esempio aiutato una madre, che aveva da poco dato alla luce due gemelle mediante l’aiuto di una baby sitter. Nella nostra équipe vi sono inoltre professionisti della bellezza quali i parrucchieri. A loro è stata affidata una signora che, due giorni prima di morire, chiedeva come desiderio quello di curare i propri capelli e di immortalarsi con una foto. Sono piccoli gesti, certo, ma che aiutano chi rimane contestualmente ad un evento infausto quale quello di cui abbiamo parlato. Gli aneddoti sono molteplici, e sono sovente fonte di grande commozione. Nella mia esperienza personale registro un grande desiderio di comunicazione da parte delle persone: tanto dai pazienti quanto dalle loro famiglie. Siamo diventati infatti un punto di riferimento sul territorio alla stregua di uno sportello oncologico. Così facendo, riusciamo ad alleggerire le famiglie. I cari richiedono invero un supporto psicologico per l’elaborazione del lutto: il nostro compito non è sanitario, bensì sociale. Miriamo a sostenere la famiglia che deve riorganizzarsi a seguito di un evento così infausto. Il traguardo trentennale che abbiamo testé celebrato non ci farà desistere dalla prosecuzione del nostro intento: andremo infatti avanti in qualità di supporto della comunità locale. Tengo a precisare che i nostri punti sono presenti anche ad Offida, Comunanza e San Benedetto del Tronto. In definitiva, mi piacerebbe che un giorno si potesse creare un hospice domiciliare, così che i pazienti possano rimanere in un contesto familiare. Va da sé che l’iniziativa andrebbe coadiuvata dall’Ast. Vorrei infine spendere qualche parola in merito al volontariato in particolare verso quello giovanile. Abbiamo bisogno di aiuto, benché la nostra organizzazione sia già molto coesa. Infatti, se riusciamo a raggiungere certi traguardi è per via della nostra unità di intenti. Mi rifaccio ad un assunto secondo cui “il senso nella vita sta nella ricerca della bellezza nelle cose” e io, così come le centinaia di persone che lavorano al nostro fianco, l'abbiamo evidentemente trovata”.
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autore Davide Ciampini****