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di Redazione Picenotime
Tre nuove varietà di castagne per
produrre una farina buona quanto duttile in cucina, i cui nomi sono
un tributo a quanti ne hanno sostenuto a vario titolo ricerca e
valorizzazione: i prof Sergio Murolo e Carlo Urbinati, docenti
dell’Univpm, il presidente del Consorzio Bacino Imbrifero del
Tronto, Luigi Contisciani. Sono queste novità presentate ieri
pomeriggio alla Sala Gialla della Camera di Commercio di Ascoli
Piceno nel corso del convegno "Coltivare il Futuro:
finanziamenti, filiere corte e mercati locali", organizzato da
Coldiretti Ascoli Fermo, in collaborazione con CCIIAA, Regione Marche
e Federforeste e promosso nell'ambito del CSR Marche 2023-2027 per
approfondire le opportunità di sviluppo del settore agricolo e
forestale del territorio.
E la farina ottenuta? Quella è
stata dedicata a Guido Castelli, presente ieri come Commissario
straordinario alla ricostruzione, con l’appellativo di "Farina
del Senatore", motivato dal fatto che da assessore regionale al
Bilancio reperì le risorse per la ricerca genomica e
l’iscrizione nel repertorio regionale della Biodiversità di
numerose varietà di castagne e marroni Made in Marche. Nella nostra
regione sono presenti 4mila ettari di castagneti ma appena un
migliaio di ettari viene sfruttato. La stragrande maggioranza dei
castagneti coltivati si trova nell'entroterra Piceno (Acquasanta
Terme, Arquata del Tronto, Montegallo, Roccafluvione, Montemonaco),
che rappresenta il vero cuore pulsante della castanicoltura
marchigiana, ma non meno interessanti sono le realtà del Fermano
(Amandola, Comunanza, Montefortino),
Maceratese (Valfornace, Camerino, Castelraimondo) e
Pesarese (Fonte Avellana e l'entroterra pesarese), e Anconetano (Val
di Castro). Terre che ospitano varietà di pregio come il Marrone
Rugoso, Marrone Gentile, Marrone Classico, Pallante
e Inzita (provenienza Acquasanta Terme), il Marrone delle
Piagge (Ascoli, Piagge), il Marrone di Pievebovigliana
(Pievebovigliana), il Marroncino dell’Ascenzione (Rotella),
il Marrone della Sibilla di Montemonaco (Montemonaco) e la Castagna
di Val di Castro (Val di Castro). Tutte iscritte nel Repertorio.
Quanto alle prossime candidate all’ingresso, la Castagna Urbinati,
la Castagna Murolo e la Castagna Contisciani, “sono varietà
selvatiche, caratterizzate da una pezzatura importante e da una
dolcezza inferiore rispetto ai tradizionali marroni. Sono
particolarmente indicate per l’utilizzo in cucina grazie alla loro
facilità di pelatura e alla versatilità gastronomica. Tra le
sperimentazioni più interessanti vi sono perfino le olive
all’ascolana e il gelato” ha illustrato Ascenzio Santini,
castanicoltore di Acquasanta che le ha scoperte.
Proprio le castagne sono al centro
di un bando di finanziamento che ha permesso di recuperare circa 300
ettari di bosco, invertendo così l'abbandono colturale nell’area
del cratere. Di recente la Regione ha anche reperito oltre 500mila
euro aggiuntivi per coprire le domande inizialmente escluse.
Ulteriori progetti regionali prevedono la protezione dei castagneti
dai parassiti, la caratterizzazione genetica e sanitaria, la
protezione e la tutela delle biodiversità. “La valorizzazione del
castagno - ha detto Stefano Mazzoni, presidente di Coldiretti Ascoli
Fermo - rappresenta una concreta opportunità di sviluppo per
territori marginali e complessi come quelli dell’entroterra
montano. È un prodotto che aiuta le aziende agricole a rimanere sul
territorio, favorisce la permanenza delle persone nelle aree interne
e contribuisce alla creazione di nuove opportunità occupazionali.
Dopo anni particolarmente difficili, la castanicoltura può diventare
un importante strumento di presidio e sviluppo economico.
Fondamentale è stato il contributo della ricerca scientifica e delle
università, che stanno investendo nella valorizzazione di questa
coltura e della politica che attraverso i finanziamenti europei ha
sostenuto le filiere locali in progetti di innovazione e sviluppo”.
Al convegno hanno partecipato anche il sindaco di Ascoli Piceno,
Marco Fioravanti, il presidente della Camera di Commercio delle
Marche, Gino Sabatini, il presidente di Federforeste, Gianluca
Barbacovi, Michele Michelini, dirigente Agricoltura della Regione
Marche, e l'assessore regionale all'Agricoltura Enrico Rossi.