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''Operazione Ricostruzione'', Confartigianato Macerata Ascoli Fermo: "Tutelare le imprese artigiane"

di Redazione Picenotime

Le notizie relative all’operazione “Ricostruzione” richiedono pieno sostegno al lavoro della magistratura e della Guardia di Finanza, nel rispetto della presunzione di innocenza e dell’accertamento delle responsabilità nelle sedi competenti. Occorre, contemporaneamente, intervenire per proteggere le imprese artigiane che hanno partecipato correttamente alla ricostruzione, come appaltatrici, subappaltatrici, fornitrici, installatrici o attraverso altre prestazioni e servizi.

Questa la nota della Confartigianato Imprese Macerata Ascoli Fermo.

Il rischio è che eventuali interruzioni dei cantieri, difficoltà delle imprese affidatarie o blocchi dei flussi finanziari producano un effetto a cascata sulla filiera. Per una piccola impresa, il mancato incasso di lavori già eseguiti può compromettere il pagamento di stipendi, contributi e fornitori, fino a mettere in pericolo la prosecuzione dell’attività e persino i redditi che, nel caso delle imprese artigiane si riflettono direttamente sul reddito familiare e sull’intero territorio. Chi ha investito lavoro, materiali e risorse proprie nella ricostruzione deve ricevere una tutela effettiva, fondata sulla verifica delle singole posizioni. Il solo rapporto commerciale con un operatore interessato dall’inchiesta non può diventare motivo di generalizzata delegittimazione dell’intera filiera, che deve essere tutelata attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento a garanzia di chi opera nel rispetto della legge e in piena trasparenza.

Le imprese artigiane rappresentano l’ossatura di un territorio, che non può e non deve pagare il costo conseguente all’accertamento di responsabilità altrui, né subire gli effetti negativi di eventuali errori compiuti dalle personalità coinvolte nell’inchiesta. Diversamente, si dimostrerebbe il fallimento di un sistema che per sanzionare i colpevoli, sacrifica la parte sana dell’imprenditoria e della società civile che il sistema giudiziario pretende di tutelare. Per tali ragioni, auspichiamo che il Commissario straordinario ascolti la richiesta di convocare con urgenza un tavolo con gli Uffici speciali per la ricostruzione, le istituzioni competenti, le associazioni delle imprese e le rappresentanze dei lavoratori, per definire un protocollo che preveda: la ricognizione dei cantieri esposti a interruzioni e dei crediti delle imprese artigiane per prestazioni effettivamente eseguite; procedure tempestive per verificare e liquidare le somme legittimamente dovute, attivando i pagamenti diretti nei casi consentiti; soluzioni per la prosecuzione o la ripresa dei lavori, salvaguardando, ove possibile, le imprese della filiera in possesso dei requisiti; strumenti di liquidità e garanzia, con il coinvolgimento di banche e Confidi, per evitare che ritardi negli incassi si trasformino in crisi aziendali; un referente dedicato e indicazioni chiare su documenti, procedure e tempi di risposta.

Tutte le misure dovranno rispettare i provvedimenti dell’Autorità giudiziaria e i controlli antimafia, assicurando che le risorse raggiungano esclusivamente i soggetti che ne hanno titolo. Al Commissario chiediamo di dare seguito operativo all’impegno di proteggere imprese, professionisti e lavoratori onesti. La continuità della ricostruzione dipende anche dalla capacità di preservare le competenze artigiane che ogni giorno rendono possibile il ritorno delle famiglie nelle proprie case. Legalità, tutela del lavoro e pagamento delle prestazioni regolarmente eseguite devono procedere insieme.

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