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Questura Ascoli Piceno, report attività Polizia di Stato nell'anno del Coronavirus

di Redazione Picenotime

sabato 23 gennaio 2021

Pur in presenza del significativo effetto creato dalla pandemia diffusa che ha messo in rilievo la fragilità della nostra società e ci ha di fatto costretto a modificare in modo drastico le nostre abitudini di vita, l’attività della Polizia di Stato sia di natura preventiva che repressiva, accompagnata dalla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, si è svolta senza sosta e affanno. Peraltro, nonostante la crisi economico-finanziaria che ne è scaturita, la quale ha ovviamente interessato anche nella provincia di Ascoli Piceno, il sistema “sicurezza” ha saputo far fronte garantendo la tutela dei patrimoni pubblici e privati, contenendo ogni forma di reato predatorio ed il ricorso alla violenza di genere. E’ stato altresì garantito il diritto a manifestare, contemperandolo con le speciali misure sanitarie di contenimento del contagio, il supporto a vario titolo del settore sanitario fortemente e costantemente impegnato sul fronte del contrasto epidemiologico e dell’assistenza sanitaria alla popolazione, la gestione delle tensioni sociali che hanno interessato il mondo del lavoro e l’ambito della libera circolazione dei cittadini.

Anche la Polizia di Stato, insieme alle altre Forze di Polizia che hanno contribuito validamente ai servizi ed alle attività in premessa, ha dovuto fare i conti con i contagi dovuti agli effetti della pandemia di coronavirus. I protocolli sanitari per tempo predisposti e l’assistenza sanitaria prestata, caso per caso, ne hanno sin qui contenuto gli effetti.

Seppur con le difficoltà sopra accennate, quest’Ufficio in qualità di articolazione periferica del Dipartimento della P.S. del Ministero dell’Interno, è stato chiamato ad assolvere con il diretto contributo degli Uffici di Specialità (Polizia Stradale, Ferroviaria, Postale e delle Comunicazioni), agli obiettivi prefissati ed individuati in seno alla Direttiva generale per l’attività amministrativa e per la gestione relativa all’anno 2020 del Ministro dell’Interno, a sua volta recepita dal Capo della Polizia, Direttore Generale della P.S. (quale titolare del centro di responsabilità), che ha individuato con proprio formale provvedimento i piani di azione e le attività da realizzarsi sul territorio a cura delle Questure, quali uffici ramificati sul territorio.

Tali obiettivi hanno riguardato principalmente, anche in questa Provincia:

- Il consolidamento degli elevati standard sul piano dei risultati raggiunti per il contrasto alla criminalità organizzata nelle sue variegate manifestazioni, quale diretta conseguenza dell’elevato numero di rilevanti operazioni di polizia giudiziaria, condotte, anche in collaborazione con Stati terzi, Stati membri dell’Unione Europea, Agenzie dell’Unione Europea e Organizzazioni internazionali con il fine di individuare e catturare latitanti, arrestare numerosi esponenti di cosche criminali, sequestrare e confiscare beni con alti valori acquisiti nella loro totalità.

- Incremento delle attività di prevenzione e contrasto dell’immigrazione clandestina, che già nel corso dell’anno 2019 ha registrato un sensibile calo, frutto di un calibrato approccio al fenomeno migratorio che ha coniugato insieme strategie interne ed internazionali.

- Rafforzamento dell’attività di contrasto all’eversione ed al terrorismo fondamentalista, fenomeno di rilevante allarme sociale, verso cui le azioni strategiche risultano maggiormente incisive specie sul fronte preventivo e nelle proiezioni internazionali.

- Espansione e consolidamento del quadro dei rapporti di cooperazione internazionale di polizia di carattere strategico ed operativo, sul piano bilaterale, unionale e multilaterale nella lotta a tutte le forme di criminalità transnazionale grave, anche grazie ad una capillare rete di Esperti per la sicurezza all’estero.

- Potenziamento delle già incisive misure operative per una costante azione di controllo del territorio e di tutela della sicurezza, in cooperazione con tutti i livelli di governo, per corrispondere alla domanda di sicurezza che proviene dalla collettività e per mantenere alto il livello di vigilanza, soprattutto nei settori più esposti alle cointeressenze criminali (infiltrazioni nell’affidamento di appalti pubblici) e verso fenomeni di grave allarme sociale (violenza di genere, contraffazione e abusivismo commerciale).

- Attenzione costante alle strategie inerenti la sicurezza stradale.

- Tutela della comunicazione via web, anche attraverso mirate iniziative, finalizzate al rispetto della legalità, all’osservanza delle regole ed alla consapevolezza dei comportamenti pericolosi e dei rischi connessi.

- Consolidamento degli alti livelli di efficienza nei servizi a tutela dell’ordine pubblico e rafforzamento dei livelli della professionalità delle Forze di Polizia, anche al fine di prevenire tensioni sociali e possibili incidenti nell’ambito delle manifestazioni sportive.

La principale finalità che scaturisce, dalla corretta adozione delle direttive ricevute e degli obiettivi da raggiungere, è consistita nel fornire garanzia alle rispettive collettività, di fruire di standard di sicurezza adeguati e rispondenti ai reali livelli di percezione che giustamente i cittadini esigono.

Il superamento della cultura dell’autoreferenzialità, trova invece nell’illustrazione e partecipazione delle attività portate a termine dalla Polizia di Stato in questo comprensorio nei confronti degli Enti territoriali e dei cittadini, un valido strumento di conoscenza ed eventuale validazione da parte di tutti i soggetti fruitori di tali servizi.

L’obiettivo, nel territorio provinciale è stato quello di preservare e garantire quelle condizioni che hanno visto la provincia di Ascoli Piceno nell’anno appena concluso, conquistare il primato nazionale nella graduatoria per reati e sicurezza, attestandosi al quinto posto nella classifica generale qualità della vita stilata da Italia Oggi. A livello nazionale il Piceno ha scalato ben 32 posizioni rispetto al 2019 balzando dal trentasettesimo al quinto posto. La Polizia di Stato è quindi a fianco della comunità locale e dei suoi Amministratori che attraverso la propria operosità, senso civico e capacità di resilienza, ha dimostrato di perseguire tali finalità e meritare ampiamente il riconoscimento attribuitole.

La necessità quindi di una adeguata risposta di carattere operativo, da considerarsi prioritaria da parte di questa Autorità di P.S, sia sotto l’aspetto della prevenzione che per quanto riguarda l’effettiva repressione di quei reati maggiormente presenti sul territorio: lo spaccio, anche al minuto, di sostanze stupefacenti e tutti quei reati predatori indotti dalla presenza in quest’area di particolari categorie delinquenziali “trasfertiste” a ciò interessate; inoltre l’efficace contrasto all’immigrazione clandestina e conseguente impiego di mano d’opera illegale. Una risposta, oltre che agli interlocutori istituzionali, da fornire in primo luogo alla cittadinanza ed agli imprenditori che chiedono maggiore sicurezza, obliterando la formazione di scenari di allarme sociale che incidono negativamente sulla percezione di sicurezza condivisa.

Ovviamente, l’attività di contrasto ai fenomeni sopra descritti ed il conseguente presidio e la bonifica delle zone interessate, ha richiesto mirate strategie operative aggiuntive e parallele agli ordinari e quotidiani servizi di controllo del territorio della Squadra Volante, i quali da soli non possono, per modalità ed impatto, essere sufficienti e funzionali all’eliminazione o al contenimento di quelle che possono individuarsi come “sacche” di illegalità presenti nel tessuto urbano.

Per fronteggiare la criticità, sin dall’inizio dell’anno è stata pianificata una strategia mirata non solo per il contrasto degli anzidetti fenomeni ma soprattutto rivolta ad assicurare una maggiore presenza ed un consistente impatto visivo della Polizia di Stato, affinché, sin dal livello meramente percettivo, la cittadinanza potesse quotidianamente vivere gli spazi cittadini in tutta serenità.

Con cadenza quasi quotidiana sono stati pertanto disposti servizi straordinari di controllo del territorio, disimpegnati nel centro cittadino con l’impiego coordinato di equipaggi di quest’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e delle articolazioni investigative Squadra Mobile e Digos (in abiti civili), di elementi del Reparto Prevenzione Crimine, della Polizia Stradale e Postale.

Il dispositivo ha riguardato le vie del centro storico per Ascoli Piceno e del centro urbano per S. Benedetto del Tronto nel loro complesso, con particolare attenzione alle zone dove è maggiore la promiscuità tra cittadini e soggetti potenzialmente ascrivibili a contesti delinquenziali in occasione di mercati e fiere, nonché i luoghi di aggregazione giovanile e le aree verdi frequentate dalle categorie più vulnerabili.

Preziosa, in questa attività, si è rivelata la collaborazione di alcuni comitati civici (gruppi di vicinato) e rappresentanti di quartieri, presenti ormai numerosi sul territorio, i quali mettendo a fattor comune notizie ed immagini assunte sul territorio nel quale insistono, hanno fornito un buon contributo informativo attraverso collegamenti diretti con quest’Ufficio, rivelatosi utile nel riscontro delle fattispecie più palesi e nell’emersione di quelle più sommerse.

Nessuna articolazione interna della Questura è rimasta estranea ai dispositivi allestiti per garantire il rispetto delle disposizioni adottate sull’intero territorio nazionale in relazione all'epidemia da COVID-19, un'emergenza di sanità pubblica che il Governo italiano, dopo i primi provvedimenti cautelativi adottati a partire dal 22 gennaio, tenuto conto del carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia, ha proclamato lo stato di emergenza e messo in atto le prime misure contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale, le quali hanno previsto, come è noto, il divieto di ogni spostamento tra Regioni o Province autonome diverse, con l’eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, consentendo il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Quest’Ufficio nell’ambito delle competenze attribuitegli, che individua nella figura del Questore, l’Autorità tecnica provinciale di P.S., sulla scorta dei numerosi e periodici Comitati Provinciali per l’Ordine e la Sicurezza pubblica susseguitisi in Prefettura, ha elaborato:

- l’azione di raccordo e di coordinamento e il flusso informativo;

- la definizione del quadro informativo generale e particolare;

- l’attività informativa preventiva e l’analisi del rischio – il documento di “valutazione del rischio”;

- la determinazione del teatro operativo: le aree di interesse strategico e gli obiettivi sensibili;

- la definizione degli obiettivi e delle priorità di intervento;

- l’analisi del contesto e l’individuazione dei fabbisogni (risorse umane e tecnologiche/strumentali a supporto delle Forze territoriali).

Tutto ciò, risultando propedeutico alla programmazione e pianificazione dei servizi di ordine pubblico, disposti con apposita ordinanza di servizio rivolta a tutte le Forze di polizia chiamate a concorrere nell’espletamento dei servizi di cui sopra.

Ad ogni buon conto, rappresentare nel dettaglio l’impegno numerico e le risultanze del lavoro dedicato alla sicurezza urbana e a quella pubblica sull’intero territorio provinciale, serve ad indicare la varietà e le tipologie dei servizi posti in essere, suffragati dai risultati ottenuti.

E’ indubbio quindi, evidenziare che questa tipologia di servizi ha sicuramente contribuito ad un miglioramento delle condizioni di sicurezza del centro cittadino, come peraltro certificato dalla recente classifica annuale di ItaliaOggi1, sopra richiamata. Il dato, relativo all’anno appena trascorso, di fatto conferma la bontà della strategia operativa adottata negli scorsi anni ed implementata e ancor meglio modulata per quello in esame, lasciando ragionevolmente presumere una proiezione tendenzialmente positiva anche per il prossimo anno.

Andamento della criminalità e valutazione dei dati statistici.

Il dato emergente in ordine all’attività di contrasto (atteso che l’azione preventiva non è quantificabile in termini statistici), indica come gli arresti realizzati dalla Questura di Ascoli Piceno nell’anno 2020 siano pari a n° 89 rispetto ai n° 73 dell’anno 2019 vadano nella direzione del grado di maggiore sicurezza raggiunto. Un analogo incremento, si rinviene in ordine ai denunciati in stato di libertà rispetto ad analogo periodo dell’anno precedente, pari a n° 430 (per l’anno 2020), rispetto a n° 356 (per l’anno 2019), a conferma della tesi sostenuta.

Sotto l’aspetto analitico e gestionale, il dato dell’anno 2020, conferma lo sforzo e la maggiore e diversificata articolazione dei servizi predisposti sul territorio per la prevenzione ed il contrasto della criminalità, in particolare quella connessa ai reati c.d. predatori e di contrasto al traffico di stupefacenti, percepita ovviamente dalla collettività in modo più preoccupante di quella che in alcuni casi si manifesta invece in forme organizzate.

Infatti, all’aumento dell’attività di natura preventiva, documentato dall’incremento del numero di pattuglie impiegate sul territorio, di quello degli stranieri irregolari identificati ed oggetto di provvedimenti di espulsione (sia pure in un periodo di sensibile riduzione della mobilità per la situazione epidemiologica che ha caratterizzato l’intero anno appena trascorso), nonché dal numero implementato delle misure di prevenzione adottate, come riportato di seguito nelle tabelle riepilogative, è corrisposta una sempre maggiore sicurezza partecipata e condivisa tra Forze di Polizia, Enti territoriali e popolazione, nella “nuova” accezione di sicurezza. Assolvendo alla sicurezza pubblica, la quale come è noto, ha come suoi obiettivi beni altamente istituzionalizzati quali l’incolumità delle persone e la tutela della proprietà, formalizzati da una lunga e consolidata tradizione giuridica, si è ampiamente e validamente concorso nella sicurezza urbana, la quale aggiunge ai suddetti obiettivi, la qualità della vita e il pieno godimento dello spazio urbano, beni che sono di gran lunga meno istituzionalizzati.

La “governance” dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, nel processo di pianificazione dei servizi di ordine pubblico, accresciuti nell’ultimo anno a causa dell’emergenza sanitaria, la quale ha comportato la necessità di dispiegare una complessa azione di governo e gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica per il puntuale rigoroso rispetto delle misure sanitarie governative, ha fatto lievitare i servizi e conseguentemente le aliquote di Personale delle Forze di polizia, anche locale, impiegate sul territorio provinciale. La tutela dell’ordine pubblico, infatti, nell’attuale delicato scenario internazionale, costituisce più che mai obiettivo primario dell’intero sistema di sicurezza nazionale a livello centrale e periferico, in relazione alla necessità di realizzare – in occasione delle varie manifestazioni in programma – i più elevati standard di sicurezza, adeguati ai diversificati contesti territoriali e alle diverse tipologie di eventi.

La necessità di garantire il massimo rispetto delle norme di distanziamento sociale, nonché di quelle che prevedono il rigoroso uso dei dispositivi di protezione individuale ed il divieto di assembramento, affiancate alla necessità di prevenire ed infrenare i reati predatori nel centro storico della città capoluogo e nei maggiori centri urbani, ha comportato la previsione di specifici servizi di prossimità mediante l’impiego di un Camper quale presidio temporaneo di zona e unità appiedate che hanno consentito di accrescere il senso di sicurezza percepita della cittadinanza, in una moderna e virtuosa prospettiva di sicurezza partecipata, che vede spesso i cittadini direttamente protagonisti, con i loro spunti e segnalazioni, raccolti direttamente o presso il veicolo con i colori d’istituto , il quale consente di accrescere la presenza ed in alcuni casi, la tempestività e l’efficacia dell’intervento degli Operatori della Polizia di Stato impegnati nel controllo del territorio dei centri abitati. Tali servizi favoriscono indubbiamente i contatti con gli esercenti, i commercianti ambulanti e la rispettiva clientela, i passanti ed i turisti che affluiscono nel centro cittadino.

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