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Ascoli, al Teatro dei Filarmonici un convegno per valutare l’impatto economico e sociale della presenza universitaria nel Piceno

di Davide Ciampini


Valutare l’impatto economico e sociale della presenza universitaria nel Piceno. Queste le finalità del convegno "Università e territorio: quale impatto, quali strategie?" svoltosi presso il Teatro dei Filarmonici di Ascoli Piceno. Grazie alla sinergia fra Luiss Business School della Luiss Guido Carli di Roma e Consorzio Universitario Piceno, sono stati rappresentati dati ed evidenze emerse dall’analisi e dall’indagine sugli studenti. Nella fattispecie, si sono evidenziati gli impatti socio-economici del Sistema Universitario Piceno e le linee strategiche per rafforzare il ruolo dell’università come vero motore di crescita del territorio. 




"Sono in atto delle valutazioni circa l'impatto economico che sta avendo l'università ad Ascoli Piceno – ha esordito il sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti -. L’implementazione dei corsi presenti, come radiologia e infermieristica, hanno generato evidenti risultati, su tutti maggiore ricchezza economica e sociale. Negli ultimi anni abbiamo registrato un aumento degli iscritti, specie per la scuola di architettura. Dobbiamo tuttavia rinforzare il territorio a livello infrastrutturale, così da permettere alle facoltà di esprimersi al meglio. Credo, infatti, che lo studio ci dia gli elementi per lavorare non più in modo individuale ma collegiale”.



Il nostro compito – ha proseguito la presidente del Consorzio Universitario Piceno Roberta Faraotti è quello di custodire la questione studentesca. Ringrazio pertanto l’Università Politecnica delle Marche e di Camerino per la disponibilità dimostrata. Per chi non lo sapesse il Cup è un ente facilitatore, potremmo dire di opportunità. Miriamo ad orientare al meglio i giovani verso il mondo universitario. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza l’aiuto della Fondazione Carisap, della Camera di Commercio, del Bim Tronto e delle associazioni giovanili, a cui desidero rivolgere un caloroso ringraziamento. Questo studio ci dà la cifra della realtà attuale, ma ci restituisce altresì degli spunti su cui migliorare. Lavoriamo infatti per far sì che il Piceno diventi un punto di riferimento per l'università”. 



Dai dati che emergono – ha detto il presidente della Camera di Commercio Ascoli Piceno Gino Sabatini - possono nascere proficue linee di progettualità. E’ grazie al vostro encomiabile lavoro se le università sono riuscite a rimanere nel Piceno, permettendo così di contaminare il sistema territoriale mediante la presenza dei giovani. Giovani che ricordiamo essere il presente e il futuro. Da giovani eravamo costretti ad andare fuori regione per frequentare l’università: ora, invece, non è più così. Ringrazio pertanto Roberta Faraotti per quanto fatto sinora”.



"Ai ragazzi – ha chiosato il presidente di Webuild, già rettore della Università Politecnica delle Marche, Gian Luca Gregori - direi di attuare le debite verifiche prima di recarsi fuori regione. Tale scelta non implica infatti una maggiore qualità dell’offerta formativa universitaria (il Piceno ospita tredici corsi di laurea, ndr.). Sono infatti molti i ragazzi che, a seguito di un trascorso accademico nelle università locali, hanno fatto carriera. Dagli studi emergono determinati flussi migratori, i quali ci dicono che la Lombardia sia una regione assai ambita. Lì vi si sposta una cospicua quantità di studenti. Nelle Marche, invece, quasi 5000 giovani si recano in altre regioni, a volte anche all'estero. Questa tendenza può essere invertita mediante la creazione di opportunità lavorative sul territorio".






autore Davide Ciampini****

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