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Regione Marche: politiche sociali, approvato il nuovo programma triennale finanziato dal Fondo Nazionale

di Redazione Picenotime

Con oltre il 60% complessivo di risorse destinate ai minori e alle famiglie, la Regione Marche ha approvato il nuovo programma triennale degli interventi finanziati attraverso il Fondo Nazionale Politiche Sociali (FNPS) 2024‑2026, definendo modalità attuative, destinatari e criteri di ripartizione dei finanziamenti agli Ambiti Territoriali Sociali (ATS). Il piano mira al potenziamento dei servizi alla persona, al sostegno delle famiglie e alla piena attuazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS).


Con questo nuovo programma FNPS – dichiara l’assessore regionale alle Politiche sociali, Paolo Calcinaro - la Regione Marche compie un passo decisivo per rafforzare il welfare territoriale e garantire una rete di protezione più vicina ai cittadini. Investiamo risorse importanti su minori e sulle famiglie e sul lavoro quotidiano degli operatori sociali, affinché nessuno rimanga escluso da un sistema di servizi equo e accessibile”.


Le priorità della programmazione 2024-2026 riguardano infatti il potenziamento degli interventi rivolti ai minori, anche attraverso lo sviluppo dei servizi per l’affidamento familiare in ogni ATS e l’implementazione dei LEPS, con riferimento alla supervisione del personale dei servizi sociali, ai servizi per le dimissioni protette e al programma nazionale di intervento per la prevenzione dell’istituzionalizzazione (P.I.P.P.I.), rivolto a famiglie in situazioni di vulnerabilità con figli minori di 11 anni allo scopo di prevenire l'allontanamento dei bambini.


La collaborazione con gli Ambiti Territoriali Sociali e l’integrazione con i progetti PNRR – continua Calcinaro - ci permettono di costruire un modello di intervento moderno, multidisciplinare e omogeneo in tutta la regione”.


"Gli interventi per la famiglia – precisa Calcinaro – oltre alla quota dal fondo nazionale (600 mila euro per ciascuna annualità) potranno contare anche sulle ampie disponibilità finanziarie assicurate da fondi regionali (650 mila euro per il 2026, 1,4 milioni di euro aggiuntivi e straordinari di Fondo Statale Famiglia)”.


Per l’affidamento familiare, ogni anno sono stanziati 1.700.000 euro, destinati a coprire le spese comunali, con contributi modulati in base alle tipologie di affido, ai parametri base regionali e alle eventuali maggiorazioni per fragilità specifiche (neonati, disabilità, famiglie in rete).


Sostenere l’affido – evidenzia l’assessore - significa promuovere il diritto alla continuità affettiva dei bambini in difficoltà e valorizzare le famiglie che si rendono disponibili a un gesto di straordinaria accoglienza. È una priorità morale e politica”.


Per l’accoglienza in comunità, per l’annualità 2024 sono previsti 4,6 milioni di euro a parziale compensazione delle rette sostenute dai Comuni, con criteri di priorità a favore dei Comuni più piccoli e dei minori stranieri non accompagnati.


Per l’attuazione dei LEPS relativi ai Centri/Servizi Affido Familiare, le risorse complessive sono € 531.945 per il 2024, € 201.750 per il 2025, € 201.750 per il 2026.


La ripartizione è basata su quota fissa, popolazione minorile e superficie territoriale degli ATS.


Il programma di prevenzione dell’istituzionalizzazione P.I.P.P.I. riceve 350.465 € l’anno, destinati ai cinque ATS individuati, per interventi educativi, sostegno alle famiglie e co-progettazione scuola‑servizi.


Altro capitolo riguarda i LEPS per le dimissioni protette; per garantire continuità assistenziale a soggetti fragili dimessi da strutture sanitarie, il FNPS assegna € 538.000 per ciascuna annualità 2024‑2026 agli ATS coinvolti negli interventi PNRR sui servizi domiciliari.

Destiniamo inoltre risorse per la supervisione del personale dei servizi sociali, perché – spiega Calcinaro – operatori motivati e supportati professionalmente offrono servizi migliori: È un investimento sulla dignità degli operatori e sulla qualità dell’intero sistema”.


La Regione Marche – conclude Calcinaro - vuole essere vicina alle comunità e alle persone più fragili, con fatti e risorse. Questo piano triennale va in quella direzione, costruendo un welfare più giusto, inclusivo e capace di rispondere ai bisogni reali dei nostri territori”.



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