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Dieci anni dal sisma, Arquata ricorda le vittime. Fiaccolata e notte di preghiera al 'Parco della Memoria' di Pescara del Tronto

di Redazione Picenotime


Cerimonia notturna a Pescara del Tronto per ricordare, dopo dieci anni, le 52 persone che la notte del 24 Agosto 2016 morirono nel comune di Arquata del Tronto dopo la violenta scossa di terremoto che causò 300 vittime nel centro Italia. Come ogni anno tantissime le persone che si sono unite in una fiaccolata silenziosa che alle 2 della notte è partita dal cimitero per raggiungere il vicino Parco della Memoria.


E' sicuramente un momento di tristezza che però ci da la voglia di sperare ancora in un futuro con il pensiero forte alle vittime di quella notte e a chi poi, come il sindaco Aleandro Petrucci ci ha lasciato nel corso degli anni” – sono state le parole del sindaco di Arquata Michele Franchi presente insieme a tantissimi suoi concittadini. “Dopo dieci anni ci aspettavamo qualcosa di più con tante famiglie già tornate nelle proprie abitazioni ma non ignoriamo i segnali positivi che ora ci danno speranza per andare avanti spediti nella ricostruzione delle case e del tessuto sociale”.



Nel Parco della Memoria, è seguita poi la celebrazione della Messa con Monsignor Gianpiero Palmieri, vescovo di Ascoli Piceno. “Questa liturgia assomiglia alla veglia di Pasqua nel segno del fuoco con cui abbiamo cominciato questa nostra processione notturna e silenziosa. Ci ricorda la morte di Gesù ma anche la sua Resurrezione. La nostra preghiera non può che essere un passaggio dal buio alla luce, dalla morte alla vita, dalla disperazione alla speranza. La morte non è l'ultima parola, e la luce della Pasqua qui si è manifestata in diversi modi, a partire dallo splendore di una solidarietà straordinaria da parte di tutto un territorio e una intera nazione. Abbiamo trovato la luce della Pasqua nella comprensione che la vita è più forte della morte e quindi rigenerare e ricostruire è un desiderio che sorge del nostro cuore. Non ci rassegniamo a vedere i nostri paesi distrutti e abbandonati. Vogliamo rivederli pieni di vita, gioia, con famiglie e bambini, con sorrisi e mani che si stringono. Noi vogliamo che tutto rinasca. Le pietre si mettono insieme lentamente ma gradualmente mentre le ferite dell'anima chiedono più fatica, solidarietà e determinazione ma anche quelle possono guarire”.


Al termine del rito religioso momento particolarmente toccante quando alle ore 3:36, l'ora esatta della scossa che cambiò per sempre la storia di queste comunità, il rintocco della campana ha scandito i nomi di quanti persero la vita nel territorio di Arquata del Tronto.


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