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Regionali, il parere di Francesco Ameli: "Sondaggi più che positivi. Mia candidatura all'insegna del rinnovamento"

di Redazione Picenotime

Francesco Ameli

Francesco Ameli

Francesco Ameli

Un mese. E' quanto manca alle prossime elezioni regionali. Una tornata elettorale che vedrà contrapposti il governatore uscente Francesco Acquaroli e l'europarlamentare Matteo Ricci. Contestualmente alle schermaglie tipiche di ogni votazione, i due hanno sciolto le riserve sui propri candidati. Tra volti nuovi e politici di lungo corso, è stato tempo di presentazioni e riflessioni rispetto al proprio programma elettorale. Ed è proprio ad un politico di lungo corso come Francesco Ameli che abbiamo chiesto le proprie valutazioni rispetto allo scenario che si sta profilando. Dopo una lunga trafila nel consiglio comunale di Ascoli Piceno, il noto esponente del Partito Democratico ha infatti deciso di candidarsi nella sezione di Ascoli Piceno. Nell'occasione è stata inaugurata, presso Corso Vittorio Emanuele 23, la sua nuova sede elettorale. Queste le sue parole:

Quali le sensazioni per questa campagna elettorale?

"Le sensazioni sono assai positive, anche perchè suffragate dai recenti sondaggi. Questi ultimi, usciti sulla stampa nazionale, hanno dato esito favorevole, ponendoci addirittura in una posizione di vantaggio. Il clima è dunque disteso e positivo: siamo in una fase di crescita di questa ampia coalizione che tiene unito tutto l'arco del centrosinistra. Da questo punto di vista, siamo ben contenti di come stanno andando le cose. Naturalmente manca un mese, e la sfida è tutt'altra che chiusa. Abbiamo tuttavia delle ottime prospettive di vincita per cambiare questa regione che, purtroppo, è rimasta in uno stato di inerzia".

Quali sono le vostre riserve rispetto alla gestione Acquaroli e quali, invece, le proposte?

"In questi anni le Marche ha tirato il freno a mano, specialmente in quei settori indicativi di uno sviluppo di una regione. Pensiamo ad esempio al tema della sanità, che ha causato un mancato diritto di accesso alle cure da parte dei cittadini; alle liste d'attesa infinite così come agli indicatori economici che ci dicono come le Marche stiano arretrando. Lo dicono i rapporti, certo, ma soprattutto i cittadini. In questi anni, e nella fattispecie dopo il Covid, la Regione non è riuscita a ritrovare se stessa: si pensi al settore manifatturiero, che non ha ricevuto le dovute misure di tutela e innovazione. In tempi non sospetti avevamo ventilato la necessità di rifinanziare l'area di crisi complessa quando si trattava della problematica della Beko. Una questione in cui tutte le forze politiche, in special modo quelle di centrodestra, hanno sostenuto la necessita anzidetta. A distanza di molti mesi, però, tutto ciò non è avvenuto. Mi chiedo pertanto quali sono le loro risposte alle imprese che lavorano sul territorio marchigiano. E, a riprova di quanto affermo, ciò la scelta di attuare la ZES (zona economica speciale, ndr.), che reputo un vero e proprio bluff: non c'è un solo euro a disposizione, così come un testo che può essere discusso in Parlamento. Si tratta naturalità di una mera iniziativa elettorale. Ma noi, in quanto persone coerenti, rivendichiamo la paternità della proposta. Il giorno dopo la vittoria delle elezioni Regionali, infatti, ci recheremo con forza al governo da Giorgia Meloni, chiedendole l'istituzione di questa misura. Sarà tuttavia necessaria mettere in atto quelle misure perequative per i Comuni che sono rimasti fuori nel Piceno: Montefiore, Cupra Marittima e Massignano".

Un messaggio agli elettori?

"Penso che la candidatura di Matteo Ricci sia la più utile in questo momento per le Marche: si tratta di un candidato dinamico, capace di dare risposte concrete. E lo abbiamo visto con quanto fatto a Pesaro e nel Parlamento Europeo contestualmente all'elezione del 2024, testimonianza di una grande popolarità. Popolarità resasi necessaria in quanto la nostra è una Regione assolutamente anonima. Abbiamo bisogno di persone che la rappresentino adeguatamente. Infatti, ogni Regione è associata ad un presidente ben preciso: se parliamo di Emilia Romagna pensiamo a Bonaccini; idem comparate il Veneto, dove da tempo governa Luca Zaia. Ecco, tutto ciò non succede nelle Marche. In definitiva, dobbiamo mettere la persona migliore all'interno del Piceno: la mia è una candidatura forte, sostenuta dalle aree interne fino alla costa, ma soprattutto una candidatura di cambiamento e di rinnovamento. In un centro sinistra rimasto statico per troppo tempo e che, invece, necessita di andare avanti".



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