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La fisica del dialogo: Vincenzo Schettini si racconta a Picenotime.it prima del Festival Linus ad Ascoli Piceno

di Davide Ciampini

Vincenzo Schettini

Vincenzo Schettini

Vincenzo Schettini

​Alla vigilia del suo atteso intervento al Festival Linus di Ascoli Piceno, il professore più amato del web, Vincenzo Schettini, si è concesso ad un'intervista ai microfoni di Picenotime.it. Un colloquio a tutto campo che ha messo al centro la complicata e affascinante sfera dei giovani, riflettendo sul loro linguaggio e sul modo ideale per coinvolgerli senza filtri. Tra una battuta sul pubblico ascolano — pronto ad accogliere la sua travolgente energia in una cornice ricca di storia — e una riflessione profonda sui media, Schettini ha tracciato una linea netta tra la comunicazione teatrale, fatta di contatto visivo immediato e vibrazioni dal vivo, e la potenza sintetica del parlare dietro una telecamera. Un assaggio imperdibile di ciò che il docente porterà sul palco della città delle cento torri.




"Sono felice e contento per questa accoglienza - ha esordito il prof. Vincenzo Schettini. Ho incontrato tanti bambini con cui ho fatto delle foto, un papà che mi ha detto: "Meno male che ci sei tu in mezzo a tutta questa rete di schifezze", e una mamma che mi ha fermato dicendomi: "Non vediamo l’ora di fare lezione con lei". È una bellissima sensazione, perché in un mondo di rete spesso fatto di mediocrità e superficialità, c'è davvero bisogno di spingere su cose più serie. E anche i fumetti, per l'appunto, sono una cosa molto seria. Una delle accuse che vengono rivolte più spesso ai giovani è quella di essere una generazione poco attenta, ma io sono a contatto con loro ogni giorno. Il mio segreto per carpire la loro attenzione, al di là dell'interesse per la fisica, è l'essere molto diretto e molto chiaro quando spiego. Ho iniziato a insegnare quasi vent'anni fa e dieci anni fa ho deciso di condividere le mie lezioni in rete: mi sono sempre caratterizzato per questo approccio diretto. Quando sei chiaro vieni compreso. Si tratta di semplificare gli elementi senza mai banalizzarli, in modo che la gente capisca, ed evidentemente è una formula che funziona. Più che cercare di parlare il loro stesso linguaggio, la chiave è stata proprio l'onestà e la direttività. I ragazzi apprezzano questo: dicono "Lui non è un mio coetaneo, quindi non mi aspetto che si comporti come tale, ma se mi devo appassionare mi aspetto che in qualche modo attivi la mia attenzione". C'è una differenza enorme - ha poi precisato - tra il parlare a una platea dal vivo e il rivolgersi a una videocamera. Quando sei in rete, quando fai le dirette, i video o quando sei davanti a un obiettivo — un po' come accade in TV — non hai un pubblico fisicamente di fronte a te: ci sei solo tu. Da un lato questo crea un rapporto molto intimo, perché sai che dall'altra parte ci sono delle persone che ti ascoltano da sole, ma dall'altro è anche molto isolante. Quando invece mi trovo sul palco di un teatro, la chimica che si crea è completamente diversa: quando ti trovi di fronte a cinquecento o mille persone, sai che magari un venti per cento del pubblico potrebbe non darti retta per tutto il tempo, ma non puoi semplicemente andartene: devi allenarti come se dovessi tenere la conferenza più importante della tua vita. A me questo aggiornamento continuo succede ogni volta. Un giorno, dopo uno spettacolo, mi hanno detto: "Ma lo spettacolo oggi era diverso!". Ho risposto: "No, non era diverso, era lo stesso, ma evidentemente per voi la percezione è stata unica". Se dovessi fare un parallelismo con la materia che insegno ogni giorno e associare il pubblico di Ascoli Piceno a un fenomeno della fisica, beh, pensate alla termodinamica delle olive ascolane! Le ho appena mangiate e le ho trovate meravigliose! Se ci pensate, c'è una struttura incredibile: morsi, mastichi, schiacci ed è un’esplosione sotto i denti. Entrano in gioco le leggi di Newton, con le reazioni alla forza esercitata dai denti, e la termodinamica con lo sprigionarsi del calore e la trasformazione della materia. Riunisce davvero di tutto, ed è una fisica fantastica. Mi sento infine di rivolgere un saluto affettuoso a tutto il pubblico: sono felicissimo di essere al Linus Festival, ringrazio Elisabetta Sgarbi e tutti coloro che hanno voluto la mia presenza. Questo mi permetterà di fare una vera e propria "scansione fisica" dei fumetti e dei cartoni animati, e sono convinto che il pubblico ne uscirà sorpreso. Faccio un enorme in bocca al lupo ai giovani che si affacciano a questo festival: dietro un fumetto c'è tanto lavoro, competenza, continua evoluzione e tantissima creatività. Mi auguro che nel corso degli anni possiate appassionarvi alla creatività, perché è proprio questo che vi renderà persone speciali".






autore Davide Ciampini****

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