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di Davide Ciampini
“Un vero e proprio appuntamento con la storia”. Marco Fioravanti, in veste di sindaco di Ascoli Piceno ma anche di presidente ANCI Marche e Consiglio nazionale ANCI, ha definito così l’ottantesimo anniversario del Consiglio Comunale di Ascoli, celebrato al Teatro Ventidio Basso in presenza di moltissimi amministratori del passato e, naturalmente, dei consiglieri e degli assessori in carica.
“Il Consiglio è la prima espressione democratica dello Stato, un luogo sacro dove si esercita l'ascolto – ha dichiarato dal palco Fioravanti –. Il primo luogo in cui il cittadino ha la possibilità di far sentire la sua voce a chi è chiamato a prendere decisioni che riguardano tutti. Sedere sui banchi, della maggioranza o dell’opposizione, vuol dire ascoltare, confrontarsi e riflettere. In sintesi, vuol dire ‘mettersi al servizio della città’, un compito nobile ma anche una grande responsabilità. Dal 1946 le sedute di Sala Ceci, prima sede dell’assemblea, e di Palazzo dei Capitani cambiano ciclicamente i loro occupanti. Anche noi sindaci siamo solo di passaggio. Ma la voce che risuona nell’aula deve restare la stessa di sempre: quella degli ascolani e della loro sovranità. Ci sono amministratori che hanno contribuito alla ricostruzione nel dopoguerra, altri a superare le crisi più recenti. Il grande impegno di collaborazione porta ad una visione collettiva, quasi più alta. Ascoli è una splendida città, capace di unire tutti in nome del bene più alto: quello collettivo. Leggendo gli atti dei consigli comunali di quest'anni, ho avuto la facoltà di conoscere diverse delibere che oggi considereremmo inusuali: dallo stop ai motocicli in centro, sino alla fine degli allevamenti all'interno dello stesso. Qualche tempo fa abbiamo dato il via libera ai lavori a Palazzo dei Capitani, cosa che ci farà dislocare il Consiglio Comunale, prediligendo la sala provinciale per presiedere l'assise nei prossimi mesi. Non bisogna temere di attuare provvedimenti impopolari, specie se essi vanno a perorare la giusta causa della città. Responsabilità è dunque la parola cardine di questa giornata, affinchè l'influenza di un amministratore possa orientare - nel bene così come nel male - la cittadinanza”.
Presenti, in un Ventidio Basso gremito in ogni posto, le principali autorità civili, militari e religiose del territorio, oltre al sottosegretario di Stato al ministero dell’Interno, Emanuele Prisco, che ha portato i suoi saluti: "Mi sono, come molti altri, formato sui banchi di un Consiglio Comunale - ha detto il sottosegretario -. Conosco pertanto il valore encomiabile di un'assise del genere: il simbolo della partecipazione, diversamente dalle aule parlamentari e regionali. Esso si dostingue infatti per la folta presenza di cittadini al loro interno".
Molto emozionato il presidente del Consiglio, Alessandro Bono: “Ricoprire questo ruolo in occasione di un appuntamento tanto importante è un vero onore. La prima assemblea si insediò il 29 Aprile di 80 anni fa: da allora è seguito quasi un secolo di rappresentanza e pluralismo, per il bene di Ascoli e degli ascolani. Questo evento, così come il volume che abbiamo realizzato per l’occasione, dà il giusto riconoscimento all’impegno delle donne e degli uomini che in questo tempo si sono dedicati alla nostra città con passione e altruismo. Oggi, ricordando ciò che ha rappresentato il nostro passato, gettiamo le basi per il futuro della comunità ascolana. Celebriamo una tappa importante, che tramanda un canovaccio di valori, dialogo e democrazia. Il Consiglio Comunale è il luogo dove le decisioni attuate hanno un riscontro tangibile sul bene comune. Abbiamo la fortuna di poter condividere questo traguardo con uomini e donne che, nel corso degli anni, hanno messo a disposizione la loro passione e la loro competenza. A loro, così come alle autorità presenti, va il nostro pensiero. Permettermi altresì un pensiero per chi non è più presente con noi, il cui ricordo è vivo grazie alle loro famiglie. Oggi più che mai, il consiglio comunale è chiamato a rinnovare il proprio impegno con i cittadini, con lo sguardo rivolto al futuro della nostra città"”.
"Sono particolarmente commosso da questa ricorrenza - ha dichiarato il commissario alla ricostruzione post sisma 2016 Guido Castelli -. Si uniscono infatti ricordi ad azioni ancora attuali. Molte cose sono cambiate, infatti il consiglio comunale aveva poteri importanti: la democrazia locale si basava su regole poi riviste nel 1993. Ringrazio dunque coloro che hanno presieduto il Consiglio Comunale".
Dopo l’inno nazionale, eseguito dalla Fanfara dei Bersaglieri, la cerimonia ha vissuto anche momenti di approfondimento, con la lettura della ‘Lettera agli ateniesi’ a cura di Paolo Fratoni e con due dibattiti: il primo, “Dal Consiglio Comunale al Governo del Territorio”, ha visto la partecipazione dei presidenti dei consigli comunali di Pordenone, Francesco Ribetti e di Ancona, Simone Pizzi; il secondo, “Il ruolo del Consiglio comunale tra storia, diritto e amministrazione locale”, ha visto sul palco il direttore generale del Comune di Ascoli, Vincenzo Pecoraro, il segretario generale del Comune di Ancona, Giovanni Montaccini, il segretario generale ANCI, Veronica Nicotra, e il presidente della ‘Gazzetta amministrativa della Repubblica Italiana’, Enrico Michetti.
Non è mancato il coinvolgimento delle giovani generazioni, con gli interventi del sindaco dei ragazzi Carolina Cappelli e dei rappresentanti dell’ITS Academy, oltre allo spazio dedicato al contest delle scuole che ha visto emergere il lavoro della 5^E dell’istituto Celso Ulpiani. Particolarmente significativa la consegna delle pergamene d’onore ai sindaci e ai presidenti delle precedenti consiliature (presenti in sala Gino Andrani, Valeriano Camela, Nazzareno Cappelli, Guido Castelli, Piero Celani, Amedeo Ciccanti, Mauro Gionni e Umberto Trenta, assenti per impegni pregressi Roberto Allevi e Andrea Antonini). A impreziosire la giornata, l’intervento di Roberta Lazzarini, una delle prime donne a ricoprire il ruolo di consigliere in città. In chiusura il momento più toccante, riservato alla memoria dei primi cittadini del secolo scorso, rappresentati sul palco da figli e nipoti: Serafino Orlini, Mario Cataldi, Pacifico Saldari, Vincenzo Aliberti, Antonio Orlini, Luigi De Santis, Ugo De Santis, Giovanni Forlini, Aldo Loreti e Carlo Maria Nardinocchi. Sul palco, prima degli scroscianti applausi che hanno posto fine alla giornata, anche tutti i componenti dell’attuale Consiglio Comunale e della Giunta Comunale.

autore Davide Ciampini****