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di Redazione Picenotime
Favorire la nascita di idee innovative e l’accesso alle opportunità offerte dai programmi di finanziamento di sviluppo locale. Era questo l’obiettivo principale del Gal Piceno nel promuovere un percorso di accompagnamento per la creazione di Partenariati Pubblico-Privati (PPP) e lo sviluppo di Smart Villages sul territorio marchigiano. Un’azione lungimirante, che mira a garantire l’effettiva partecipazione di stakeholders del territorio ai bandi SRG07. E al momento la strada intrapresa sembra quella giusta: i numeri e le azioni parlano chiaro. Sono stati infatti un successo di partecipazione il webinar e i laboratori partecipativi organizzati dal Gal Piceno tra giugno e luglio a Comunanza, Castignano e Montefiore dell’Aso, per mettere insieme enti pubblici, imprese, associazioni, professionisti e cittadini interessati a sviluppare progetti innovativi e ad accedere alle opportunità offerte dai programmi di finanziamento e sviluppo. E dopo queste attivazioni territoriali innescate dal Gal Piceno e in seguito a ulteriori scambi tra interlocutori (Comuni, associazioni, imprese), da agosto hanno preso il via le prime azioni concrete verso la definizione dei Partenariati Pubblico-Privati. Ad oggi sono quindi tre i principali risultati raggiunti per rispondere alla sollecitazione del Gal Piceno, e che corrispondono a tre aggregazioni tra Comuni in vista di dar vita a Partenariati Pubblico-Privati veri e propri finalizzati al bando Intervento SRG07 "Cooperazione per l’inclusione sociale ed economica", con l’obiettivo di finanziare iniziative strumentali all’attivazione, potenziamento, qualificazione di servizi educativi, ricreativi, sociali, assistenziali, sanitari e per l’inclusione nelle aree rurali del GAL Piceno. A riprova della concretezza delle operazioni avviate, c’è anche il fatto che ogni soggetto capofila del partenariato tra Comuni ha già pubblicato, sul sito istituzionale, un avviso pubblico con lo scopo di individuare e selezionare nel breve termine i soggetti privati che prenderanno parte ai tre PPP. Gli avvisi pubblici dei Comuni scadranno il 7 settembre 2026 alle ore 12. Ecco nel dettaglio i partenariati tra Comuni: Comune di Castignano (capofila), in aggregazione con i Comuni di Appignano del Tronto, Montedinove, Offida, Rotella, Castorano e Cossignano per la costruzione di un “arcipelago” di spazi e servizi di prossimità: non un unico centro servizi localizzato in un solo Comune, ma una rete di spazi intergenerazionali diffusi sul territorio dell’aggregazione, per ospitare contemporaneamente funzioni educative e ricreative intergenerazionali.Comune di Comunanza (capofila), in aggregazione con i Comuni di Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Force, Montegallo, Montemonaco, Palmiano, Roccafluvione e Venarotta, con un progetto che intende agire sulle fragilità del territorio, rendendo i servizi accessibili e più prossimi ai cittadini dei Comuni aggregati, con particolare riferimento alle persone con disabilità e alle fasce più fragili della popolazione, attraverso due strategie tra loro integrate: l'attivazione a Comunanza di un Hub per l'integrazione della disabilità e l'attivazione di un servizio di trasporto sociale a chiamata, individuale e collettivo, che consenta di avvicinare i cittadini ai servizi rendendoli accessibili mediante un'azione di accompagnamento in luogo, riducendo la marginalità e la perifericità delle aree interne e attivando sinergie con altre progettualità territoriali, tra cui ciò che è già stato attivato con la SNAI in materia di mobilità, che doterà i Comuni di mezzi dedicati al trasporto sociale.Comune di Montefiore dell’Aso (capofila), in aggregazione con i Comuni di Acquaviva Picena, Carassai, Cupra Marittima, Massignano, Ripatransone, Montalto delle Marche, per attivare, potenziare e qualificare servizi sanitari, sociali, assistenziali, ricreativi ed educativi di prossimità a beneficio della popolazione dei Comuni del partenariato, con particolare riferimento ai cittadini in condizione di fragilità, mediante la costruzione di un ecosistema territoriale di prestazioni maggiormente prossime e accessibili, imperniato su un presidio sanitario qualificato che valorizzi il contributo del Terzo Settore territoriale, su una rete diffusa di sedi di erogazione nei Comuni aggregati e su un sistema di trasporto a chiamata a servizio dei residenti dell'intera aggregazione.