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di Redazione Picenotime
I semi custodiscono molto più di un raccolto: conservano la memoria di un territorio, le tradizioni di una comunità e la possibilità di costruire nuove relazioni. È da questo significato che nasce l’iniziativa realizzata mercoledì 21 ottobre dalla Comunità Slow Food di Favalanciata, ospite de L’Orto di Paolo – Pagefha, ad Ascoli Piceno, per condividere i semi autoprodotti delle Fave di Favalanciata con i ragazzi e gli educatori della realtà sociale del Piceno.
L’incontro tra Comunità si è svolto nell’ambito delle giornate europee di azione Good Food Good Farming 2026, la mobilitazione che ogni anno, nel mese di ottobre, coinvolge cittadini, associazioni e organizzazioni in iniziative dedicate al futuro del cibo e dell'agricoltura. Un movimento europeo che promuove sistemi alimentari più sostenibili, valorizzando la biodiversità, le comunità locali e il ruolo delle persone. Al centro della giornata, i semi delle Fave di Favalanciata, espressione del patrimonio agricolo e della tradizione del piceno. La loro condivisione rappresenta un gesto concreto per custodire e tramandare una varietà legata alla storia locale, favorendone la diffusione e mantenendo vivo il legame tra agricoltura, cultura e comunità.
I semi sono stati accolti e presi in custodia da L'Orto di Paolo, realtà legata alla Cooperativa sociale Pagefha, che promuove percorsi di partecipazione e crescita attraverso attività rivolte a persone con disabilità. Nei prossimi giorni saranno seminati, dando avvio a un percorso che accompagnerà la crescita delle piante e offrirà l’occasione di prendersi cura della terra e di osservare i ritmi della natura. Un gesto semplice, dal valore ambientale e sociale. La consegna dei semi non è stata soltanto uno scambio di materiale da coltivare, ma un'occasione di incontro e condivisione di esperienze. Da una parte, la volontà della Comunità Slow Food di Favalanciata di preservare e trasmettere un patrimonio agricolo locale; dall'altra, un luogo nel quale la cura dell'orto può diventare anche un’esperienza di relazione, partecipazione e valorizzazione delle capacità di ciascuno. Anche un piccolo seme può diventare così il punto di partenza di un percorso più ampio, capace di unire tutela della biodiversità, trasmissione dei saperi e inclusione. Per la Comunità Slow Food di Favalanciata, condividere le proprie fave significa affidare a nuove mani una parte della storia del territorio, con la speranza che possa continuare a crescere e a dare frutto. Perché i semi non sono soltanto qualcosa da conservare: il loro valore si realizza pienamente quando vengono condivisi, coltivati e trasmessi. Dalla terra alla comunità, il futuro della biodiversità cresce insieme alle persone.