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Piccole imprese e credito, rapporto complesso. Direttore Cna Balloni al convegno Banca del Piceno: "Sinergie per sostenere artigiani e imprenditori"

di Redazione Picenotime

Francesco Balloni

Francesco Balloni

Francesco Balloni

In un momento storico complesso per il tessuto imprenditoriale locale, la sinergia tra associazioni di categoria, confidi e istituti di credito può rivelarsi fondamentale per favorire l’accesso al credito e sostenere gli investimenti di artigiani e imprenditori. A evidenziarlo è il direttore CNA Ascoli Piceno Francesco Balloni, che lo scorso venerdì 26 giugno ha preso parte al convegno promosso dalla Banca del Piceno dal titolo “Il ruolo delle micro e piccole imprese per la tenuta del territorio.

In una tavola rotonda con i rappresentanti delle associazioni di categoria, Balloni ha sottolineato il ruolo cardine svolto dalle piccole e medie imprese. A confermarlo è il 99,2% delle 18.771 imprese attive in provincia di Ascoli al 31 maggio 2026 per la Camera di Commercio delle Marche, formato da aziende che hanno fino a 50 addetti, percentuale che diminuisce leggermente ma resta preponderante (98,3%) tra le 130.880 realtà imprenditoriali marchigiane.

Eppure, i dati di Banca d’Italia evidenziano una netta contrazione del credito per le famiglie produttrici, ossia le imprese fino a 5 addetti, che a marzo 2026, rispetto a marzo 2025, hanno registrato una restrizione del credito del 3,2%, mentre le società non finanziarie hanno beneficiato di un incremento dell’1,8%. La dinamica risulta ancora più marcata per le imprese fino a 20 addetti, che nel giro di 12 mesi hanno assistito a una riduzione del 4,8%, a fronte di un incremento del 2,6% per le aziende con più di 20 addetti.

Tra le cause principali di questa difficoltà, per la CNA di Ascoli Piceno spiccano la minore redditività dei piccoli finanziamenti, la progressiva chiusura degli sportelli bancari sul territorio - da 611 a 585 nelle Marche nel solo 2025, mentre Banca del Piceno mantiene 28 sportelli sul territorio - e delle valutazioni del merito creditizio troppo spesso basate solo su parametri numerici.

CNA è da sempre in prima linea nel promuovere strumenti e opportunità a misura di artigiani e imprenditori. È il caso del Fondo di Garanzia per le Pmi, i cui beneficiari rientrano tuttavia, almeno prevalentemente, nelle fasce di rating meno rischiose e ottengono importi più elevati. CNA propone che il Fondo intervenga specificamente a sostegno delle micro e piccole imprese, aumentando la percentuale di garanzia e differenziando la copertura rispetto alle imprese con un basso profilo di rischio.

Resta fondamentale  il ruolo dei confidi, che negli ultimi anni hanno erogato anche crediti di piccolo importo per supplire parzialmente alle difficoltà nell’accesso al canale bancario. Per l’associazione sarà fondamentale attuare quanto prima la legge delega per il riordino della disciplina dei confidi per rafforzare il supporto all’accesso al credito delle Mpmi.

«Il credito alle micro e piccole imprese è anche una questione di tenuta sociale dei nostri territori - dichiara Balloni - I dati dicono che dove le grandi banche arretrano, sono le banche di prossimità a presidiare il territorio e a credere nelle imprese artigiane. La sinergia tra associazioni di categoria, banche di credito cooperativo e Confidi è indispensabile. Solo lavorando insieme possiamo garantire alle nostre imprese l'accesso al credito che meritano e continuare a costruire sviluppo, anche nelle aree interne e nelle comunità più fragili».

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