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Arquata del Tronto, conservazione e innovazione tecnologica: il progetto dell'intera collina rinforzata sismicamente

di Redazione Picenotime

lunedì 29 maggio 2023

Presso la sala polivalente "Don Francesco Armandi" nell'area SAE in frazione Pretare di Arquata del Tronto si è tenuta la presentazione dell'attività di ricerca condotta dalla Fondazione Eucentre per la redazione del progetto di suolo per la ricostruzione di Arquata "capoluogo".

Hanno partecipato all'incontro il sindaco Michele Franchi, il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il direttore tecnico di Eucentre Gian Michele Calvi, il direttore dell'USR-Marche Marco Trovarelli, il presidente della Federazione Ingegneri Marche Massimo Conti, Alberto Romagnoli CNI delegato Sisma e Stefano Babini consulente dell'USR-Marche.

Michele Franchi, sindaco di Arquata del Tronto: “Giornata importante, momento innovativo per il futuro dei nostri borghi. Ringrazio il commissario Castelli sempre vicino al territorio. Grazie all'ingegner Calvi, orgoglioso e onorato che sia oggi qui ad Arquata. Agli arquatani voglio dire che possiamo avere speranza, sarà un progetto che servirà a tutto il territorio, bisogna pensare a quello che sarà”.

Guido Castelli, commissario  straordinario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016: "Con l'ingegner Calvi ci siamo incontrati a inizio gennaio 2022. Mi colpì anche per il temperamento unito alla genialità. É passato un anno e siamo qui a definire l'idea di ricostruire Arquata capoluogo come luogo sicuro per le persone e per gli edifici. Sia sicuro anche per investire. C'è necessità di dare certezza, ringrazio quindi Stefano Babini e Massimo Conti e la Regione Marche per il risultato ottenuto finora importante per gli arquatani. Attraverso la ricostruzione di questi luoghi si potranno recuperare punti in classifica come Centro Italia. Si può ricompaginare come luogo dove è bello e sicuro vivere. Doveroso un messaggio al compianto Aleandro Petrucci che fin dalle prime ore di quella tragica mattinata sognava questo momento. Serve ottimismo e dinamicità, testa bassa e pedaliamo. Arquata ha dei diritti che devono essere riconosciuti.

Andrea Maria Antonini, assessore regionale: “Momento importante, finalmente reale di ricostruzione. Un processo di riparazione anche del tessuto ecconomico. Non c'è sviluppo senza un territorio produttivo, in particolare turismo e agricoltura. Bisogna cercare di ripartire insieme."

Gian Michele Calvi,  direttore scientifico di Eucentre ha presentato il progetto: due pozzi sotterranei in cemento armato da cui partiranno 328 tiranti, 12.970 metri lineari in totale, per rinforzare sismicamente tutta la collina del borgo di Arquata del Tronto. Questa la soluzione innovativa per il centro storico di uno dei Comuni più gravemente colpiti dal terremoto del 2016. 

Il primo passaggio sarà la messa in sicurezza della strada provinciale e della strada di accesso al paese, consolidandone le strutture anche attraverso micropali verticali e inclinati. Saranno poi realizzati terrazzamenti, con muri a sostegno di ampie platee orizzontali. Su questo complesso sistema saranno ricostruite in sicurezza le case. La vita utile dei tiranti, già calcolata in oltre 100 anni in base alla qualità elevata dei materiali e delle protezioni, potrà essere ulteriormente allungata grazie alla previsione di solai interpiano che permetteranno, all’occorrenza, di sostituirli. Le infrastrutture sotterranee, comprese le reti idriche ed elettriche, saranno anche visitabili nella parte centrale del paese, mentre potranno essere ispezionate a vista nel resto del borgo. Com'era dov'era si va ripetendo da anni, è un motto sbagliato. Quando si ha a che fare con le catastrofi si deve mettere insieme conservazione e innovazione tecnologica.

L'ingegner Calvi ha portato ad esempio due paesi, in Friuli Venzone e in Irpinia S. Angelo dei lomabrsi, luoghi ricostruiti visitati dai ricercatori di tutto il mondo dove si respira la stessa aria pre terremoto ma sono state apportate modifiche innovative.

Ad Arquata è mancata la terra sotto ai piedi. Bisogna ricostruire una collina, non solo gli edifici. Ingente  il lavoro svolto dall'USR con rilievi recenti a cura di Tecno Art e  i dati geologici.  L'idea e la sua realizzazione: C'erano cose buone e non. Abbiamo pensato a dei tiranti che vanno da un lato all'altro della rupe, una collina con l'armatura e molto meno calcestruzzo. I tiranti arriverrano a dei pozzi ai quali si ancorano, accessibili ed equilibrati, posizionati sotto al paese. Bisognerà predisporre il luogo, con cunicoli dove passeranno energia, acqua, dati. L'importo complessivo di quest'opera è intorno ai 53.754.521,47 euro più iva. Tra un anno circa possiamo immaginare le carotatrici che lavorano”.

Massimo Conti, presidente Federazione Ingegneri Marche: “L'interesse sia rivolto alla capacità che ha avuto l'USr affinchè Arquata possa ottenere quello che gli viene promesso da sette anni. Sarà un progetto di risonanza mondiale. La ricerca di innovazione possa portare Arquata in primis e tutto il cratere a un risultato veloce e sicuro. É un intervento tecnologicamente avanzato. Bisogna comprimere le procedure e dare a Franchi le trivelle per iniziare i lavori. A Calvi e Trovarelli dico che bisogna dialogare per accelerare il processo.” Calvi su domanda di Conti risponde al quesito di come riuscire ad andare in gara senza tutta la 'querelle' che si crea di solito in questi casi. Ci vuole una gara fatta bene, se vince impresa che ha preparato tutto con serietà senza ribassi economici i tempi si accorciano”.

Ringrazio l'Ufficio Speciale Ricostruzione per l'impegno e per l'immaginazione, non è stato semplice arrivare sin qui -aggiunge il direttore dell'USR Marco Trovarelli-. Senza immaginazione, nella vita, non possiamo trovare soluzioni. Ed è bello, oggi, condividere il momento in cui abbiamo immaginato come ricostruire il borgo di Arquata, quello che più ha sofferto le conseguenze del terremoto. Se proseguiamo nell'ottica del lavoro di squadra messo in campo fino ad oggi ce la faremo anche con tempistiche adeguate, velocizzando il più possibile tutti i passaggi; noi ci crediamo. Ogni tassello è importante ed ognuno deve fare la sua parte, dal contabile al tecnico: ribadisco, le idee e la squadra fanno la differenza, a livello di tempo e di qualità”. Sono intervenuti anche Alberto Romagnoli, CNI Delegato Sisma Buona prassi da replicare, questa è la strada corretta per far sì che questi territori possano essere vissuti" e Provenzano ingegnere di L'Aquila “Sicuramente replicabile, tecnologia nuova, con i tirani passanti intervento flessibile. Siamo venuti qui a imparare.”

Stefano Babini, consulente dell’USR Marche e Presidente Ordine Ingegneri Provincia di Ascoli : “Giornata importante, permette di iniziare la ricostruzione del simbolo del sisma 2016. Ricordo quando Conti ha consigliato l'ausilio di Eurocentre e dell'ingegner Calvi. Qeusto è un evento per tutti gli ingegneri italiani. Non può passare inosservato. La dimostrazione che le cose una volta pensate si posono mettere a terra quando ci pensa l'ingegneria italiana. Fare le cose semplici, cercare di fare salto di qualità, lavoro costruttivo e pragmatico."

E' intervenuto anche il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli.



Riprende la parola il commissario Castelli che parla di stimolazione di cura e attenzione da parte di tutti, enti e cittadini:“Ci vuole armonizzazione continua, esiste anche problema di gare deserte. Ci vuole ascolto di una realtà in continua evoluzione. Più solidarietà anche tra i privati, emblematico esempio di Tufo che con grande coesione ha scelto un'unica ditta per l'intero paese. Se pensiamo che nel caso di L'Aquila ci sono voluti sui 22 miliardi, per il nostro centro Italia la cifra si aggira sui 27 miliardi ci fa capire entità danni. Per le tempistiche possiamo dire che dalla primavera 2024 si lavora per i sottoservizi con un anno e mezzo di cantiere circa e dal 2025 si posonno cominciare a ricostruire gli edifici.

Anche le associazioni hanno posto alcuni quesiti. Nicoletta Tiliacos dell'Associazione proprietari di Arquata capoluogo “Le persone sono scoraggiate poiché anche la rimozione delle macerie procede a rilento. Indagini aggiuntive portano ritardi? I fondi ci sono? Sono queste le nostre domande.” Calvi: Le indagini sono indispensabili, a disposizione dei progettisti. Già affidate e si concluderanno alla fine del mese di giugno. Verranno integrate alle altre informazioni.

Per i fondi ha risposto il commissario Castelli “volontà del Governo è portare avanti ricostruzione. Risorse le stiamo via via rialimentando. Anche per la scuola l'Ufficio scolastico regionale non deve far altro che applicare la norma approvata dal Governo.

Per quanto riguarda il progetto di suolo delle frazioni perimetrate Trovarelli ha spiegato come i lavori vengano organizzati in base alla presentazione dei progetti. Il suo appello è stato quello di costituire i Consorzi e presentare subito i progetti. Anche Carlo Moscati di Tufo ha chiesto delucidazioni sull'intervento della collina di Arquata considerando che ricade nell'area di sedime dei privati se potesse causare ritardi. Trovarelli ha spiegato come verranno trovate soluzioni miste pubblico-privato.  L'evento si è concluso con il saluto delle autorità e del sindaco Franchi che ha ribadito i ringraziamenti a quanti hanno voluto partecipare a quest'evento così importante per Arquata capoluogo e per tutto il territorio.


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