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Prospettive per la zootecnia da latte. Ad Amandola convegno di Confcooperative su problematiche settore lattiero-caseario delle Marche

di Redazione Picenotime


Si è tenuto oggi ad Amandola presso l’Auditorium Vittorio Virgili, l’importante convegno dal tema “Quali prospettive per la zootecnia da latte nelle aree interne dell’appennino”.

L’iniziativa, organizzata da Confcooperative Marche, nell’ambito del CSR Marche, intervento SRH – Azioni di Informazione, è stata aperta dall’intervento del Presidente di Confcooperative – Agroalimentare Marche Francesco Torriani e dal Presidente nazionale del settore Latte di Confcooperative, Giovanni Guarnieri.

Il settore lattiero-caseario in generale – ha dichiarato il Presidente di Confcooperative Agroalimentare Marche Francesco Torriani - sta attraversando una fase di forte crisi iniziata nei primi mesi del 2026 causata principalmente da uno squilibrio tra domanda e offerta che ha determinato un crollo dei prezzi del latte alla stalla. L'abbondanza di materia prima rende difficile vendere il latte eccedente, specialmente quello non destinato alle più importanti filiere nazionali delle DOP. Questa crisi congiunturale si inserisce in un contesto già problematico che per la zootecnia da latte delle aree interne, a causa di un sistema allevatoriale caratterizzato da strutture obsolete, spesso sottodimensionate da un punto di vista economico e pertanto in difficoltà nell’approcciare investimenti volti a migliorare non solo la redditività economica dell’allevamento, ma anche gli standard di benessere animale e di qualità del latte oggi richiesti dal mercato. Inoltre, la bassa marginalità dell’attività, unità all'ambiente di lavoro disagevole e un impegno di lavoro costante e continuato fanno sì che molti giovani si allontanano da queste attività”.

Di seguito tre relazioni che hanno affrontato il tema sotto diversi profili: dal punto di vista politico-strategico il Prof. Gabriele Canali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che ha parlato del tema del valore della cooperazione lattiero-casearia nelle aree interne anche in prospettiva di una Organizzazione Comune di Mercato (OCM) specifica per il comparto; dal punto di vista produttivo-qualitativo il Prof. Andrea Serraino dell’Università degli Studi di Bologna nonché presidente dell’Associazione Italiana dei Veterinari Igienisti che ha relazionato sul tema della qualità del latte e del benessere degli animali quale binomio imprescindibile per dare valore alla zootecnia da latte e infine, dal punto di vista politico-amministrativo regionale, il dott. Michele Michelini, Dirigente Servizio Agricoltura della Regione Marche, è entrato nel merito del CSR Marche mettendo in luce i principali interventi a favore della zootecnia da latte.

Sono seguiti una serie di interventi, in particolare Massimo Stronati, Presidente Confcooperative Marche e Cooperlat – Tre Valli, e in video conferenza l’On. Mirco Carloni, Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera dei deputati e l’On. Antonella Forattini, membro della Commissione Agricoltura alla Camera dei deputati.

Cooperlat – Tre Valli sta attraversando – ha affermato Massimo Stronati, Presidente Cooperlat – Tre Valli - una fase di grandi mutamenti come capofila delle cooperative e aziende agricole associate facenti parte della filiera del latte marchigiano per lo più proveniente dalle zone interne. Mutamenti volti alla adozione di un nuovo piano strategico pluriennale che lancerà Cooperlat verso nuovi mercati e con nuovi prodotti, il tutto per valorizzare il latte locale frutto del lavoro dignitoso di tanti agricoltori/allevatori che producono latte di qualità, un prodotto che in questo momento viene poco valorizzato rispetto alle dinamiche europee del prezzo della materia prima”.

Le conclusioni sono state portate dall’On. Luigi D’Eramo, Sottosegretario con delega all’Agricoltura di Montagna, in video conferenza, e dal Vicepresidente e Assessore all’Agricoltura della Regione Marche Enrico Rossi.

Ha concluso il presidente Torriani: “In un contesto così critico, abbiamo la necessità nell’immediato di utilizzare al meglio le risorse a disposizione del CSR Marche affinché vengano attivati, nell’ambito di un accordo di filiera, gli interventi a favore degli allevatori e delle loro cooperative sia per gli investimenti strutturali che per l’innovazione e la promozione. A livello nazionale come Confcooperative stiamo spingendo per l’adozione di un’Organizzazione Comune di Mercato (OCM) specifica per il latte strumento fondamentale per superare la gestione "emergenziale" e dare stabilità strutturale al settore. L’OCM latte permetterebbe di pianificare la produzione in base alla domanda reale, evitando squilibri di mercato che causano il crollo dei prezzi alla stalla; le cooperative potrebbero attivare piani pluriennali di investimento finanziati dall'UE per ammodernare e innovare il sistema allevatoriale; rafforzerebbe il ruolo delle Organizzazioni di Produttori (OP), consentendo loro di negoziare contratti collettivi più equi con l'industria e la grande distribuzione, tutelando meglio il reddito degli allevatori; infine, fornirebbe risorse stabili per campagne di valorizzazione del latte italiano e dei prodotti DOP sia sul mercato interno che su quelli esteri, differenziando il prodotto dalle commodities a basso prezzo”.

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