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di Redazione Picenotime
La Regione Marche rafforza il proprio impegno a sostegno della castanicoltura, destinando ulteriori 520.351,16 euro al bando per il recupero e il miglioramento dei castagneti da frutto. Le nuove risorse consentono lo scorrimento della graduatoria e il finanziamento delle domande risultate ammissibili ma inizialmente escluse per insufficienza della dotazione finanziaria, dando seguito agli impegni assunti nei confronti delle imprese agricole e dei territori interessati.
Un intervento che riconosce il valore strategico della castanicoltura marchigiana, non soltanto sotto il profilo produttivo, ma anche per il contributo alla tutela del paesaggio, alla salvaguardia del patrimonio agroforestale e alla vitalità economica e sociale delle aree montane.
“Con questo ulteriore stanziamento manteniamo gli impegni assunti nei confronti degli agricoltori e di un comparto che rappresenta una risorsa preziosa per le nostre aree interne – dichiara Enrico Rossi, vicepresidente della Regione Marche e assessore all'Agricoltura –. Il recupero dei castagneti è una scelta che unisce responsabilità istituzionale e visione di sviluppo: significa sostenere una vocazione produttiva radicata nel territorio, restituire valore a superfici agricole e forestali e rafforzare il presidio delle comunità montane. La castanicoltura, inoltre, offre opportunità economiche che vanno oltre la produzione primaria. Le castagne trovano oggi crescente valorizzazione nelle filiere della trasformazione agroalimentare, capaci di accrescere il valore aggiunto del prodotto, ampliare le prospettive di mercato e rendere ancora più significativo l'investimento delle imprese in questo settore. È una direzione sulla quale intendiamo continuare a lavorare, perché la tutela del patrimonio castanicolo deve procedere insieme alla crescita delle filiere e alla creazione di nuove opportunità di reddito”.
Il bando regionale ha registrato complessivamente 55 domande di sostegno, per una superficie interessata dagli interventi di recupero e miglioramento pari a circa 125 ettari. La graduatoria iniziale aveva consentito di finanziare le prime 25 domande, esaurendo le risorse disponibili. Grazie all'integrazione finanziaria sarà ora possibile dare copertura alle ulteriori 30 domande ammissibili, completando la risposta al fabbisogno espresso dalle aziende.
Gli interventi riguardano il recupero dei castagneti abbandonati e il miglioramento di quelli esistenti, anche in relazione alle criticità fitosanitarie che negli anni hanno compromesso la produttività e la conservazione di questa coltura.
Il percorso di valorizzazione richiede tuttavia un impegno di lungo periodo. Nelle Marche restano ancora circa 300 ettari di castagneti abbandonati, un patrimonio che richiama la necessità di mantenere alta l'attenzione e proseguire con investimenti mirati. Il recupero di queste superfici rappresenta infatti un'opportunità per rafforzare il presidio e la gestione attiva del territorio, consolidare le filiere produttive e della trasformazione e contribuire alla vivibilità delle aree interne, contrastandone il progressivo abbandono.
“Lo scorrimento della graduatoria rappresenta un risultato concreto, ma anche una tappa di un percorso che deve proseguire – conclude Rossi –. La presenza di ulteriori superfici abbandonate ci richiama alla necessità di continuare a investire in questa direzione, favorendo il recupero del potenziale produttivo. Il nostro obiettivo è costruire le condizioni affinché la castanicoltura possa esprimere pienamente il proprio valore economico, ambientale e sociale. Perché mantenere vivi questi territori significa anche renderli luoghi nei quali sia possibile continuare a lavorare, investire e costruire futuro”.