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di Redazione Picenotime
“La decisione della Corte d’Appello di Ancona che rende immediatamente esecutivo il rilascio del palazzo di piazza Orlini, sede storica del Tribunale di Ascoli Piceno, è inaccettabile” Così il sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti. “Non possiamo consentire che una questione così delicata, che riguarda il funzionamento della giustizia e la tenuta dei servizi pubblici sul nostro territorio, venga affrontata senza la necessaria attenzione alle conseguenze per la comunità. Il Tribunale è un punto di riferimento per cittadini, imprese, professionisti e operatori del diritto: un eventuale trasferimento degli uffici giudiziari avrebbe negative ricadute socio-economiche per l’intero territorio Piceno e rischierebbe di compromettere l’efficienza e la continuità di un servizio essenziale. Sono in contatto con il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, per individuare in tempi rapidi una differente soluzione: è indispensabile che il Governo, il Demanio e tutti i soggetti coinvolti proseguano con determinazione le interlocuzioni, per arrivare a un accordo che consenta di garantire la permanenza del Tribunale nella sua sede storica. Come sindaco, continuerò a seguire la vicenda con la massima attenzione, affinché si giunga a una soluzione nell’interesse della città, del Piceno e di tutti i cittadini”.
Questa la posizione di Francesco Ameli, segretario provinciale del Partito Democratico: "La sentenza della Corte d’Appello sul Tribunale di Ascoli Piceno ci mette davanti ad un rischio che era conosciuto da anni e sul quale avevamo chiesto, più volte, una soluzione definitiva ma le istituzioni preposte erano probabilmente impegnate nella creazione di reel. E’ un problema che la città ed il piceno subiscono da anni: già nel 2024 e poi ancora nel 2025 il Partito Democratico aveva chiesto chiarezza sulla trattativa con la proprietà, sui rapporti con il Demanio e sulle eventuali alternative nel caso in cui l’appello avesse avuto questo esito. Nel frattempo, abbiamo ascoltato molte rassicurazioni e persino l’annuncio di un accordo per l’acquisto dell’immobile da parte dello Stato. Insomma quella filiera di cui si sono vantati ora rischia concretamente di far sfrattare anche il tribunale di Ascoli. Scopriamo infatti che quella soluzione non è stata ancora perfezionata e che il Tribunale rischia concretamente di dover lasciare piazza Orlini. C’è anche un paradosso che merita di essere ricordato: lo stesso fondo InvestiRE Sgr, proprietario dell’immobile ascolano, è quello coinvolto nella vicenda romana di Spin Time, anch’essa figlia delle vecchie operazioni di dismissione del patrimonio pubblico. È un richiamo utile a capire quanto possano pesare, anche a distanza di decenni, determinate scelte sul patrimonio dello Stato. Il Tribunale e la Procura rappresentano un presidio fondamentale di giustizia per tutto il Piceno, con magistrati, personale, avvocati, professionisti e migliaia di cittadini che hanno bisogno della continuità di quei servizi. Pensare di affrontare un eventuale trasferimento in poche settimane, tra archivi, sistemi informatici, sicurezza e organizzazione degli uffici, sarebbe estremamente complesso. Per questo, Governo, Ministero, Demanio e Comune devono chiarire immediatamente a che punto sia la trattativa, perché non sia stata conclusa dopo gli annunci dello scorso anno e quale sia il piano operativo nel caso in cui il rilascio diventi inevitabile. Posizione questa che il PD a tutti i livelli sostiene da anni e per la quale si è fatto e si farà parte attiva nelle istituzioni".
"La sentenza della Corte d’Appello di Ancona, che ha confermato lo sfratto del Tribunale di Ascoli da Palazzo de Angelis stabilendone l'immediata esecutività, trasforma una complessa vicenda amministrativa in una vera e propria emergenza per tutto il territorio piceno. Condivido pienamente le profonde preoccupazioni espresse questa mattina dal Presidente del Tribunale Raffaele Agostini, dal Procuratore della Repubblica Umberto Monti e dal Presidente dell'Ordine degli Avvocati Paolo Travaglini: la continuità dei servizi è a forte rischio e non possiamo permettere la paralisi della giustizia". Lo dichiara in una nota il consigliere regionale delle Marche, Andrea Maria Antonini. "Il pronunciamento dei giudici anconetani cancella di fatto la tolleranza precedentemente fissata al 29 dicembre 2026 dal giudice Paola Mariani, aprendo la strada al rischio di uno sgombero immediato. Uno scenario drammatico se si considera che, come sottolineato dal Presidente Agostini, non esiste una sede alternativa pronta e che un trasferimento coatto forzerebbe mesi di blocco totale delle attività, a causa dei complessi tempi tecnici e informatici necessari al trasloco degli uffici. L'incertezza e lo stallo emersi nella trattativa tra l'Agenzia del Demanio e il fondo Investire Sgr rischiano ora di tradursi in un danno incalcolabile. Il Tribunale – sottolinea l'esponente dell'Assemblea Legislativa marchigiana – oltre ad essere presidio fondamentale della legalità, è un motore vitale nel cuore pulsante di Ascoli. Spostarlo da Piazza Orlini, dove si trova da oltre settant'anni, significherebbe inoltre assestare un colpo violento al tessuto commerciale del centro storico, ai professionisti e alle attività di ristorazione. Sarebbe uno svuotamento inaccettabile che contrasta nettamente con le politiche di rilancio e valorizzazione dei borghi e dei centri storici che come Regione stiamo portando avanti- Sosteniamo con forza l'appello dell'avvocatura e della magistratura ascolana, auspicando anche un tempestivo intervento dell'Avvocatura dello Stato. Serve un'azione sinergica immediata: è fondamentale che tutte le istituzioni coinvolte – dal Comune ai Ministeri competenti – si coordinino per sbloccare la trattativa e trovare una soluzione definitiva. Come consigliere regionale mi attiverò in ogni sede opportuna affinché la Regione Marche faccia la sua parte come mediatore e garante, per scongiurare il trasferimento degli uffici e tutelare il futuro economico e giudiziario di Ascoli Piceno".