News
di Redazione Picenotime
Le Marche registrano un nuovo arretramento sul fronte della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. È quanto emerge dai dati illustrati da Claudia Mazzucchelli, segretaria generale Uil Marche, e da Roberto Rimini, responsabile Uil Amianto Marche, in occasione della Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro che si celebra il 28 aprile, a conferma di un peggioramento rispetto al precedente rapporto regionale: un quadro complessivamente critico sia per gli infortuni sia per le malattie professionali. Nel 2025 gli infortuni denunciati crescono leggermente, segnando un aumento dell’1,28% rispetto all’anno precedente. Un dato che, pur contenuto, evidenzia una sostanziale stagnazione del fenomeno, lontana da quel calo costante registrato tra il 2008 e il 2016.
Più preoccupante è l’incremento degli incidenti mortali, passati da 22 a 31 casi, con un aumento significativo degli eventi avvenuti durante l’attività lavorativa. Un andamento che, secondo il sindacato, segnala l’assenza di un controllo efficace e di politiche di prevenzione strutturate. Continua a crescere anche il numero delle malattie professionali, salite a quasi 8.000 denunce nel 2025, con un incremento superiore al 24% rispetto al 2021. Un fenomeno che, nel lungo periodo, produce conseguenze ancora più gravi in termini di inabilità e mortalità, e che evidenzia difficoltà nella diffusione delle buone pratiche di prevenzione. Gli indici di frequenza e gravità, superiori alla media italiana, confermano il ritardo delle Marche e posizionano la regione tra le meno virtuose. Da qui la richiesta di un cambio di passo: la UIL propone il ritorno a una strategia condivisa tra istituzioni e parti sociali, sostenuta da risorse certe e da una programmazione pluriennale, in vista del nuovo Piano regionale della prevenzione 2026-2030. Tra le proposte avanzate, anche quella di rendere strutturale l’ordinanza sul caldo, trasformandola da misura emergenziale a strumento permanente di tutela per i lavoratori esposti alle alte temperature, sempre più frequenti e intense. Un intervento ritenuto necessario per prevenire rischi gravi per la salute, soprattutto nei settori più esposti come edilizia, agricoltura e logistica. Solo attraverso un’azione coordinata e continuativa, sottolinea il sindacato, sarà possibile invertire un trend che continua a destare forte preoccupazione.

Focus Amianto
Dall’analisi del rapporto Inail sulle malattie asbesto correlate emerge che nelle Marche l’impatto, pur inferiore rispetto alle regioni del Nord, resta significativo e meritevole di attenzione. Nel 2024 i casi riconosciuti di patologie asbesto correlate nella regione sono pari a circa 26 unità, dato che colloca il territorio marchigiano tra quelli con incidenza più contenuta ma comunque presente nel quadro nazionale. Se si considerano le rendite di inabilità permanente, nelle Marche risultano circa 54 prestazioni attive al 31 dicembre 2024, a conferma di una platea consolidata di lavoratori che negli anni ha sviluppato patologie legate all’esposizione all’amianto. A questo dato si affianca quello relativo agli eredi: una quota rilevante delle prestazioni Inail riguarda infatti le rendite ai superstiti, ben 369 nella nostra regione, a rappresentare una componente molto significativa proprio a causa dell’elevata mortalità di queste malattie. Anche nelle Marche, quindi, il fenomeno non si limita ai soli lavoratori colpiti, ma coinvolge direttamente le famiglie, con un numero non trascurabile di prestazioni erogate agli eredi. Nel complesso, il quadro regionale evidenzia una diffusione meno intensa rispetto alle grandi aree industriali, ma conferma la persistenza degli effetti dell’amianto e la necessità di continuare a rafforzare sia le politiche di prevenzione sia le tutele per lavoratori e superstiti.