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di Redazione Picenotime
È stata depositata questa mattina alla Corte d’Appello di Ancona la candidatura a presidente della Regione Marche del governatore uscente Francesco Acquaroli per la coalizione di centrodestra. A consegnare la candidatura, come cinque anni fa, i due sindaci di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, e di Potenza Picena, Noemi Tartabini. Saranno sette le liste in appoggio a Francesco Acquaroli: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Udc – Liste civiche, Noi Moderati, Civici Marche, I Marchigiani per Acquaroli.
Nel frattempo Acquaroli è tornato a parlare della riqualificazione delle zone dell'entroterra. Da sempre uno dei temi caldi per i quali a palazzo Raffaello si è lavorqto alacremente. ''Il rilancio delle aree interne e la ricostruzione post sisma sono state una priorità - commenta -. Significa dare nuove opportunità alle comunità e alle imprese, costruire nuove infrastrutture strategiche, valorizzare i borghi che custodiscono la nostra identità. Lo abbiamo fatto con politiche serie e strutturali, non con misure assistenzialistiche. L’accelerazione della ricostruzione post sisma è netta negli ultimi tre anni sono rientrate nelle proprie abitazioni 10 mila persone. Nel 2022 erano 15.000 i cittadini ancora fuori casa, oggi sono passati a 5.000. L’Ufficio Speciale della Ricostruzione sta erogando oltre 1 miliardo l’anno per la ricostruzione privata. Abbiamo progettato, finanziato con 1 miliardo di euro e avviato la Pedemontana delle Marche, infrastruttura sognata da decenni che darà una nuova prospettiva all’entroterra e all'intera nostra regione. E con la legge sui borghi abbiamo investito 110 milioni, di cui 80 milioni per le imprese, a sostegno di economia, artigianato e turismo. Stanno aumentando le presenze dei turisti nell'entroterra, la destagionalizzazione e l'attrattività del mercato immobiliare per gli stranieri. Vogliamo continuare su questa strada perché al centro della nostra strategia c’è il principio di equità territoriale, l’obiettivo è garantire a chi vive in tutte le aree delle Marche e nei comuni interni gli stessi servizi e le stesse opportunità e rendere le aree interne sempre più centrali nello sviluppo regionale''.