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Le nuove interfacce digitali conquistano il nostro tempo libero anche grazie al neuromarketing

di Redazione Picenotime

Chi ritiene che progettare un’interfaccia digitale chiami solo in causa competenze tecniche e grafiche non considera che oggi design e scienze cognitive viaggiano insieme per offrire soluzioni fruibili agli utenti in rete.

 

Oggi, soprattutto nei servizi di intrattenimento, app e piattaforme riescono a catturare la nostra attenzione grazie a una gerarchia visiva studiata per guidare la navigazione dell’utente. Non è un caso se gran parte del tempo libero viene riservato ad attività in rete.

 

Qui mantenere alta l’attenzione è la prima regola per avere successo. Si costruiscono sistemi grafici in grado di accompagnare lo sguardo dell’utente nella navigazione senza affaticarlo. I video sui social si riproducono senza interruzione per non distoglierne l’attenzione. Si tende ad utilizzare colori forti per evidenziare messaggi importanti, come accade con pop-up, badge o notifiche.

 

In questo scenario sia UX che UI Designer devono necessariamente servirsi di studi e test che analizzano le reazioni del cervello dinanzi a determinati stimoli.

Grazie all’eye tracking è possibile capire anche dove si concentra di più l’occhio dell’utente. Questo consente a chi struttura le locandine su una piattaforma che offre contenuti streaming di eliminare quelle che sono state ignorate la prima volta.

 

Va da sé che ogni interfaccia è studiata per il dispositivo di riferimento. Di fatto, Spotify ha recentemente rivisto l’interfaccia dell’app su tablet, che non assomiglia più ad una versione macro di quella presente su smartphone. Il tablet, infatti, offre spazio all’inserimento di una barra laterale intelligente, che consente di gestire la navigazione senza interrompere la riproduzione musicale in corso.

 

Colori vivaci, notifiche dinamiche, testi scorrevoli e feedback immediati sono gli stessi elementi che da anni caratterizzano anche le piattaforme di casino, insieme ad animazioni ed effetti sonori progettati per mantenere alta l’attenzione dell’utente.

 

Nelle piattaforme di live streaming come Twitch ritroviamo altri principi di neuromarketing. La scelta del posizionamento della chat in tempo reale a lato aiuta l’utente a non dimenticare la dimensione conviviale dell’esperienza.  Invece la presenza di emoji ed emote amplifica il senso di appartenenza alla community.

 

In sintesi, oggi per ottenere un prodotto digitale valido è indispensabile ricorrere allo studio dei modelli comportamentali umani. Solo uno spazio virtuale capace di integrarsi con i nostri ritmi psicologici può davvero trasformare il nostro tempo libero in un’opportunità di business.



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