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"Questione Sociale 2026": nelle Marche il Terzo Settore ha una densità superiore alla media nazionale con oltre 32mila occupati

di Redazione Picenotime


Con 4.547 istituzioni iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), la regione Marche si conferma un polo vitale per l'economia sociale in Italia. Il mondo del terzo settore è stato protagonista oggi 25 maggio dell’iniziativa "Questione Sociale 2026: Economia sociale, lavoro e sviluppo nelle Marche", organizzata da Camera Marche in collaborazione con Legacoop Sociali Marche e Confcooperative Federsolidarietà Marche, alla Loggia dei Mercanti di Ancona.

L’iniziativa ha offerto un quadro aggiornato sui dati del Terzo Settore marchigiano, che evidenziano una forte capillarità e una vocazione particolarmente orientata al sociale e all’inclusione.


Gli Obiettivi dell'Evento

L'incontro del 25 maggio, il terzo che Camera Marche al Terzo settore, si è posto l'obiettivo di tradurre questi dati in azioni concrete per il futuro. Come dichiarato dal Presidente Gino Sabatini in apertura di giornata “vogliamo trasformare l’analisi in alleanza operativa”. Il Presidente della Camera di Commercio delle Marche, ricordando come anche la doppia transizione digitale e ambientale (oggetto di riflessione in un convegno dedicato, lo scorso sabato a Pesaro) richieda in premessa una economia sociale giusta, ha parlato del Protocollo d’Intesa tra Ente camerale e Cooperative Sociali regionali (Federsolidarietà Coinfcooperative Marche, Legacoop Sociali Marche, AGCI )mirato a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, promuovere l’inclusione lavorativa e orientare i giovani.

Il Terzo Settore rappresenta oggi una leva strategica per lo sviluppo economico e sociale delle Marche. I numeri confermano una realtà dinamica, diffusa e capace di generare occupazione, inclusione e coesione territoriale. In una fase storica in cui i servizi alla persona, l’assistenza e il welfare di prossimità diventano sempre più essenziali, cresce anche la consapevolezza del ruolo fondamentale svolto dalle cooperative sociali, dalle associazioni e dall’intero mondo dell’economia sociale. Come Camera di Commercio delle Marche abbiamo voluto rafforzare questo impegno attraverso un Protocollo d’Intesa concreto, orientato al lavoro, all’inclusione e ai giovani. Il contributo portato a questo incontro da Unioncamere e dai rappresentanti delle istituzioni europee conferma inoltre come il tema dell’economia sociale sia oggi al centro delle strategie di sviluppo, non solo regionali ma anche nazionali e internazionali . Le Marche possono e devono essere protagoniste di questo percorso.


 Ha portato il suo saluto l’On.Albano, in collegamento, che ha sottolineato l’importanza del gruppo di lavoro sul tema del terzo settore, dell’elemento della collaborazione sempre cruciale in ogni progettualità di sviluppo per le economie e le comunità, imprescindibile in quest’ambito.

L’Assessore della Regione Marche con delega Terzo Settore ed Economia Sociale Tiziano Consoli ha commentato: "L'iniziativa odierna promossa da Camera Marche, come pure il Protocollo d'Intesa tra Ente camerale, Federsolidarietà Confcooperative Marche, Legacoop Sociali Marche e AGCI Imprese Sociali Marche, va esattamente nella direzione tracciata dalla Regione Marche: fare rete per unire inclusione lavorativa, formazione, orientamento e occupabilità dei giovani, a sostegno di persone fragili e svantaggiate. Sosteniamo questa alleanza non a parole, ma con fatti e stanziamenti precisi. È ferma intenzione della Giunta regionale, attraverso provvedimenti di imminente adozione, dare formale attivazione allo schema di Protocollo d’Intesa con gli Ambiti Territoriali Sociali per i Tirocini di Inclusione Sociale legati al programma PNRR-GOL e varare le nuove Linee Guida per le Borse Lavoro 2026-2027, con un investimento programmato di ben 6 milioni di euro. Il sociale non è più una spesa assistenziale, ma un pilastro economico e produttivo del nostro modello di sviluppo. Grazie alla recente approvazione della legge regionale sull'Amministrazione Condivisa, la co-programmazione e la co-progettazione diventano modalità ordinarie di una regia unica che coordina welfare, formazione e crescita del territorio".


I primi contributi tecnici sono stati quelli del Presidente di Cooperatives Europe Giuseppe Guerini e il Segretario Generale Unioncamere Giuseppe Tripoli, che hanno incentrato il loro intervento sull’Action Plan europeo per l’Economia Sociale. "Il futuro dell’economia sociale si gioca soprattutto nella capacità che avremo di rimettere la società e le sue forme organizzative nello spazio economia e politica, tra mercato e Stato, tra individualizzazione di massa e la “”magnifica humanitas per questo amiamo bisogno di un approccio multilivello per un’economia differente. Solo rafforzando la connessione tra locale, nazionale ed europeo potremo promuovere politiche efficaci per le cooperative. Senza questo approccio multilivello, l’economia sociale perderebbe gran parte della sua capacità trasformativa.

Mai come oggi abbiamo bisogno di un’economia differente, che rilanci la speranza in un tempo cupo e violento. I talenti delle cooperative mostrano la loro efficacia proprio nei momenti di difficoltà: se l’impresa capitalistica nasce per il profitto, la libera iniziativa dei cittadini che si uniscono per rispondere a bisogni comuni, genera valore. Dobbiamo quindi cavalcare le onde avverse con una narrativa alternativa.  Serve un’agenda europea per l'integrazione per fare i conti con i dati di realtà. Sul mercato unico, riconosciamo le libertà fondamentali del mercato interno europeo: libera circolazione delle merci, delle persone, dei capitali, ma aggiungiamo l’urgenza una libera circolazione della conoscenza, dell’educazione, del sapere e della solidarietà


Da Unioncamere a Roma, in collegamento il Segretario Generale Tripoli ha spiegato:

"L’economia sociale su cui l’Unione europea ha richiamato attenzione con l’Action plan è una dimensione fondamentale dello sviluppo che deve essere non solo economico ma anche civile e sociale.

Con la Riforma del Terzo settore in Italia si é fatto un passo avanti importante. Nel Registro del Terzo settore oggi si contano oltre 140mila enti. Di questi, il 15% circa sono imprese sociali.

Attorno a questo ecosistema che il Registro fa conoscere in modo trasparente e più in dettaglio, tuttavia, c'è una realtà ancora più ricca.  Una realtà fatta da tantissime iniziative diffuse e vitali, associazioni, comitati e così via, alimentata dal volontariato, che costruisce tanta coesione e solidarietà sociale. Anche queste realtà non iscritte al Runts, vanno tutelate e valorizzate".


Un focus specifico è stato dedicato all'inserimento lavorativo e alle convenzioni ex art. 14 dal Dirigente dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro Pierluigi Rausei, e sulla DGR 1512/2023 per potenziare l'occupazione di persone svantaggiate tramite la sinergia tra aziende e cooperative di tipo B, a cura del giornalista economico Romano Benini.

Infine, Enrico Piras e Marco Arlotti hanno presentato una ricerca inedita dell'UNIVPM svolta, attraverso un finanziamento di Fondazione Cariverona, dal Crismat, Centro di Ricerca e Servizio per le Innovazioni e le Metodologie Applicate al Terzo Settore, istituito presso la Facoltà di Economia, Università Politecnica delle Marche, ha condotto un approfondimento sul lavoro sociale nella cooperazione sociale, con un focus specifico sulla provincia di Ancona in prospettiva regionale.

Così ha spiegato il prof. Arlotti: "Attraverso una survey online ed interviste a referenti di cooperative si è inteso indagare il tema della qualità del lavoro e le sfide strategiche. La qualità del lavoro, infatti, è un tema cruciale in un contesto in cui è spesso sempre più difficile il mantenimento e il reclutamento dei cooperanti, anche in un’ottica di scivolamento verso il settore pubblico. Emerge uno spaccato in cui la dimensione valoriale, ossia il significato attribuito al lavoro, è in profondo mutamento: rimane rilevante il tema della remunerazione, al contempo si affermano sempre più nuovi bisogni ed aspettative, a partire da quelli del benessere psicofisico e della conciliazione vita-lavoro. Le cooperative sociali cercano di fronteggiare questo mutamento attivando leve molteplici: maggiore flessibilità, ascolto continuo, formazione e percorsi di crescita, in un contesto di passaggio da “cooperanti coinvolti” a “cooperanti professionisti”.

A tal proposito, presso il corso di laurea triennale in Economia Aziendale (sede di San Benedetto del Tronto) dell’Università Politecnica delle Marche è stato istituito un nuovo curriculum in Gestione, amministrazione e controllo degli enti del Terzo settore. L’evento rappresenta un momento fondamentale di confronto tra istituzioni, università e Terzo Settore per definire strategie che rafforzino l’economia sociale come pilastro dello sviluppo regionale.


I Dati Chiave del Terzo Settore nelle Marche (dati RUNTS a aprile 2026 e dati economici 2023):


Diffusione Territoriale e Riconoscimento: Delle 4.547 istituzioni del RUNTS nelle Marche, 2.255 risultano ammesse al 5 per mille. 

A livello provinciale, Ancona (1.371 enti) e Pesaro e Urbino (1.000 enti) guidano per numerosità. Sebbene Ancona e Pesaro e Urbino siano in testa per numero di enti, la densità (enti ogni 100.000 residenti) è più elevata nelle province di Ascoli Piceno (372,6) e Macerata (302,3). 

Le Marche (301,3 enti ogni 100.000 residenti) registrano una densità media superiore alla media nazionale (241,6), con la densità particolarmente elevata nelle zone scarsamente popolate (341,2 istituzioni ogni 100.000 abitanti), a fronte di una media regionale di 307,4.

Struttura degli Enti: La maggior parte delle istituzioni marchigiane si concentra nelle forme storiche dell’associazionismo: 2.234 sono Associazioni di promozione sociale (APS) e 1.338 sono Organizzazioni di volontariato (ODV). Le Imprese Sociali sono 470.

Impatto Economico e Occupazione:

Non Profit (Valore Aggiunto e Incidenza sul Totale Economia): Il settore Non Profit genera complessivamente 523,5 milioni di euro di valore aggiunto nelle Marche. La branca di attività più rilevante per valore aggiunto è l'Assistenza Sociale, con 171,8 milioni di euro, seguita dalle Attività di organizzazioni associative (107,0 milioni di euro). In termini di incidenza sull'economia complessiva (il dato "profit"), il Non Profit contribuisce per l'1,2% al valore aggiunto e per il 2,5% all'occupazione totale regionale.

Cooperazione: Il comparto della Cooperazione contribuisce con il 3,0% al valore aggiunto e con il 5,0% all’occupazione totale dell’economia regionale, eguagliando il dato nazionale. La sola provincia di Ancona, per entrambi gli indicatori, supera la media regionale, arrivando a un’incidenza del 4,0% sul valore aggiunto e del 6,0% sugli occupati.

Occupazione Totale e Cooperativa: Il settore Non Profit impiega complessivamente 17.178 occupati nella regione. La sola Cooperazione impiega un totale di 32.878 occupati nella regione. Il settore dell'Assistenza Sociale emerge come il principale bacino occupazionale, con 12.874 addetti, sottolineando la centralità del tema per lo sviluppo e il benessere del territorio.

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