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di Alessandro Pedicelli
Una giornata di studio e confronto sul campo quella di ieri, che ha visto protagonisti l’Università Politecnica delle Marche, il territorio di Acquasanta Terme e il mondo della castanicoltura locale, in un’importante iniziativa dedicata alla tutela e alla valorizzazione del settore. A coordinare il team multidisciplinare è stato il professor Sergio Murolo, docente dell’Università Politecnica delle Marche, insieme a docenti ed esperti di diverse discipline. Un’occasione che ha trovato nell’Azienda Agricola e Agrituristica Laga Nord, della famiglia Santini, non solo un prezioso punto di riferimento, ma anche una realtà che investe nella montagna, custodisce le sue tradizioni e contribuisce concretamente a mantenere vivo il territorio.
Nella Regione Marche si contano poco meno di 1.000 ettari di castagneti da frutto, fortemente concentrati nella provincia di Ascoli Piceno (circa 850 ettari). Questa presenza si concentra in particolare nei comuni di Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Roccafluvione, Montemonaco, Montegallo, Rotella, fino alle località di Piagge e San Marco di Ascoli Piceno. Recentemente, grazie all’impegno dell’AMAP e al supporto scientifico del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali (D3A) dell’Università Politecnica delle Marche (UNIVPM), si è proceduto a caratterizzare dal punto di vista morfologico e genetico ben 10 accessioni locali (Marrone Rugoso, Marrone Gentile, Marrone Classico, Marrone delle Piagge, Marrone di Pievebovigliana, Inzita, Pallante, Castagna di Valdicastro, Marrone della Sibilla di Montemonaco, Marroncino dell’Ascensione). In fase di valutazione risultano altre due accessioni caratteristiche delle zone di Comunanza e Roccafluvione. Iscritte al Repertorio Regionale, queste varietà rappresentano oggi la biodiversità castanicola ufficiale delle Marche.
In questo contesto d'eccellenza, si è
svolta ad Acquasanta Terme (nella frazione di Umito) una visita
didattica multidisciplinare organizzata dall’UNIVPM. L'iniziativa
ha visto la partecipazione attiva degli studenti dei corsi di laurea
in Scienze Forestali e Ambientali e in Sistemi Agricoli Innovativi,
guidati da un team di docenti ed esperti di patologia forestale,
zootecnia, entomologia ed ecologia, coordinati dal professor Sergio
Murolo, nonché dal castanicoltore Ascenzio Santini dell’Azienda
Agricola e Agrituristica Laga Nord. Un'occasione di apprendimento
integrato sul campo per toccare con mano le dinamiche colturali,
ecologiche e le problematiche fitosanitarie dei castagneti
tradizionali.
A margine dell’iniziativa, il professor Sergio Murolo ha rilasciato a Picenotime.it alcune dichiarazioni: “Ci troviamo presso Acquasanta Terme, nella frazione Umito e abbiamo organizzato, come Università Politecnica delle Marche, una visita didattica multidisciplinare che ha visto l’interazione tra docenti che si occupano di patologia forestale, di zootecnica e di entomologia ed ecologia. È stata un’occasione molto interessante, perché abbiamo passeggiato all’interno dei castagneti e questa, è una zona particolarmente vocata alla castanicoltura, soprattutto a quella da frutto, ma anche a quella da legno”.
“Quest’anno le produzioni hanno
risentito di un periodo di siccità che ha ridotto la pezzatura dei
frutti - ha proseguito il professor Murolo -. Con gli studenti quindi, abbiamo potuto vedere insieme quali
sono le principali problematiche che attaccano il castagno dal punto
di vista fitosanitario, una tra tutti è la malattia che attacca le
radici, il mal dell’inchiostro del castagno, che in alcuni casi
determina proprio il disseccamento repentino delle piante, anche
secolari. Abbiamo anche il cancro corticale, con cui i castanicoltori
hanno imparato a convivere, perché, oltre al cancro virulento c’è
un cancro ipovirulento, per cui meno aggressivo, questo, da un punto
di vista ecologico è molto interessante, in quanto riporta
equilibrio all’interno dei castagneti. Abbiamo anche visto la
presenza, per esempio, di galle determinate dal cinipide, che circa
dieci anni fa ha creato, per diversi anni, un azzeramento della
produzione delle castagne e dei marroni. Per gli studenti credo che
sia una giornata molto interessante perché la vicinanza al
territorio gli permette di acquisire delle conoscenze tecniche che
gli serviranno per la loro professione, ma soprattutto, devono
maturare l’ascolto per le esigenze e le problematiche del
territorio. Siamo stati accolti dal
castanicoltore Ascenzio Santini e abbiamo anche pranzato presso
l’agriturismo Laga Nord, che rappresenta sicuramente un punto di
riferimento per la comunità locale. La sua attività - ha concluso Murolo- oltre a
collaborare con l’università, costituisce un presidio fondamentale
per il nostro territorio, un esempio concreto di impegno contro
l’abbandono e lo spopolamento delle nostre montagne”.

Durante il sopralluogo gli studenti
hanno approfondito le principali minacce che affliggono la salute e
la produttività dei castagneti. Le sfide più gravi sono
rappresentate dal Mal dell'inchiostro, che provoca il disseccamento
di piante giovani e monumentali, dal Marciume bruno delle castagne
che danneggia quantità e la qualità delle produzioni, dalle
infestazioni di Cydia che, insieme ad altri insetti, determinano il
bacato. Un ruolo sicuramente molto importante è giocato dalle alte
temperature e scarsità di acqua in momenti critici delle fasi
vegetative del castagno che interferiscono con la pezzatura del
prodotto.
L'esperienza sul campo ha dimostrato quanto sia vitale la sinergia strategica tra i castanicoltori, il mondo della ricerca dell'UNIVPM e le istituzioni della Regione Marche. Attraverso progetti dedicati, come il progetto PSR INKAS per la protezione dal mal dell'inchiostro, il progetto CSR CASTAQUÀ per la valorizzazione del prodotto e il progetto di recupero e conservazione della biodiversità castanicola. La ricerca scientifica, dunque, è partita dall'ascolto concreto delle esigenze dei produttori e cerca di portare innovazione. I castanicoltori non sono solo custodi della biodiversità e produttori, ma rappresentano un vero e proprio presidio territoriale fondamentale per contrastare l'abbandono e lo spopolamento delle aree montane e marginali delle Marche.
In questo contesto, fiore all’occhiello
del territorio acquasantano, è l’Azienda Agricola e Agrituristica
Laga Nord, una preziosa realtà familiare portata avanti con passione
da Ascenzio Santini, dalla sorella Fausta e dalla moglie Lida. Una
famiglia che, anche nei momenti più difficili segnati dal terremoto,
ha scelto di non abbandonare la propria terra, continuando a credere
nella montagna e investendo nel suo futuro. Con amore, sacrificio e
dedizione, hanno contribuito a mantenere viva una comunità e un
patrimonio di tradizioni che rischiavano di andare perduti. Mettere a
disposizione i propri boschi per l’attività didattica degli
studenti dell’UNIVPM è un ulteriore gesto di generosità e
condivisione, che testimonia il valore di chi non si limita a vivere
un territorio, ma lo custodisce, lo valorizza e continua a
scommettere su di esso ogni giorno.
Il valore scientifico delle ricerche
condotte nel territorio di Acquasanta Terme trova riscontro anche in
pubblicazioni e riviste scientifiche internazionali. Tra queste,
Plant Pathology, rivista scientifica internazionale edita dalla
British Society, sulla quale sono stati pubblicati studi relativi
alle patologie del castagno, anche a partire da campioni raccolti
nella frazione di Umito, ad Acquasanta Terme, nell’ambito delle
ricerche curate dal professor Sergio Murolo. Un ulteriore
riconoscimento dell’importanza della ricerca scientifica per la
tutela e la valorizzazione del patrimonio castanicolo marchigiano.
autore Alessandro Pedicelli****