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di Davide Ciampini
Non si placano le onde d'urto provocate dalla nomina del nuovo presidente del Piceno Consind. Quella che doveva essere una partita di governance territoriale si è trasformata in un vero e proprio scontro aperto all'interno del Partito Democratico locale, mettendo in luce una frattura sempre più profonda tra i vertici di partito e gli amministratori sul territorio. Al centro della bufera c'è la presa di posizione del segretario provinciale dem, Francesco Ameli, che nei giorni scorsi aveva lanciato un duro attacco contro i primi cittadini del proprio partito, "colpevoli" – secondo la segreteria – di aver avallato e sostenuto l'elezione della nuova presidenza dell'ente consortile senza una linea condivisa. La replica non si è fatta attendere. Questo pomeriggio i principali sindaci dem del territorio si sono riuniti in un vertice d'urgenza per fare quadrato, respingere compatti le accuse del segretario e rivendicare la bontà della scelta compiuta nell'interesse delle rispettive comunità. Un botta e risposta infuocato che trasforma la vicenda gestionale del Consind nel catalizzatore di una resa dei conti politica tutta interna al PD piceno.
"Sono qui oggi rappresentate le realtà locali governate dal centrosinistra e dal Partito Democratico - ha esordito il sindaco di Folignano Matteo Terrani -. Ce ne sarebbero altre, ma che non abbiamo coinvolto anche per il rispetto di scelte diverse dalle nostre. Vogliamo dunque confutare alcune illazioni scritte nei giorni scorsi. Naturalmente non ci riteniamo infallibili, pertanto vogliamo ci sia chiarezza in merito alla questione Piceno Consind, ente che non appartiene a un partito politico bensì a tutta la comunità picena. In qualità di sindaci, ritengo sia opportuno chiarire alcune cose che sono recentemente accadute. Abbiamo chiesto a Fabio Polini di essere il nostro candidato presidente al Piceno Consind, in quanto vicepresidente uscente e figura che poteva essere un candidato trasversale. Siamo sempre stati mossi dal desiderio di unire il territorio negli enti di secondo livello; noi rappresentiamo tutti, indipendentemente dal proprio partito di riferimento. Il nostro candidato si è però tirato indietro, chiedendoci di fare da ponte con il presidente uscente Domenico Procaccini. L'unico incontro si è svolto non grazie al PD, bensì grazie a Polini. Abbiamo cercato una sintesi, sintesi che non si è trovata sulla base del modello CIIP. Abbiamo dunque costruito un altro tipo di percorso, bipartisan, su una figura centrista quale Francesco Miscione, su cui c'è stata la convergenza di un'ampia maggioranza di forze — sia di centrodestra che di sinistra — e su cui abbiamo costruito il programma. Il grande assente è stato il PD e il suo segretario, il quale si è ricordato del Piceno Consind solo quarantotto ore prima dell'elezione: siamo sindaci, non ratificatori. Non condividiamo pertanto la ricostruzione del segretario secondo cui avremmo fatto un accordo con la destra. Siamo stanchi di ricevere accuse e di non avere l'opportunità di replicare: lo ha fatto solo Sergio Loggi di recente, e questa è la prosecuzione di quanto accaduto al presidente uscente della Provincia. Denunciamo una doppia morale: non è più possibile vedere un partito ridotto a un fan club. Auspico che ci possa essere una parola fine a questo clima che non aiuta a raggiungere gli obiettivi, anche in vista delle prossime politiche".
"Siamo stanchi di subire attacchi, e non è un caso che il centrosinistra abbia perso tutto ciò che c'era da perdere - ha proseguito il sindaco di Offida Luigi Massa -. Quando si cerca sempre un colpevole non si parla più di politica: un approccio personalistico non è accettabile perché ci riduce a ragionamenti che ci limitano nell'azione. È evidente che nel PD non vi sia più posto per un confronto e un'azione condivisa. Noi ci mettiamo la faccia per qualsiasi nostra decisione e siamo soggetti al giudizio dei nostri cittadini. Se portiamo avanti un percorso, lo rendiamo esplicito. Un partito che denigra i propri rappresentanti istituzionali non è più accettabile e non è eticamente corretto".
"Abbiamo trovato porte chiuse - ha precisato il sindaco di Grottammare Alessandro Rocchi -: parliamo di una situazione che vede noi sindaci messi alla berlina quando, in realtà, veniamo puntualmente lasciati soli."
"Tutto è partito qualche mese fa - ha detto il sindaco di Monteprandone Sergio Loggi -; quanto successo al Piceno Consind è, infatti, la perfetta prosecuzione di quanto accaduto tra i banchi della Provincia. Cerchiamo giornalmente di rispondere ai cittadini, ma dall'altra parte — lato partito — è inaccettabile essere attaccati in questo modo. Possiamo andare a testa alta, in quanto tutto ciò che è stato fatto è avvenuto alla luce del sole. Invitiamo ad abbassare i toni, ancor più se rivolti a persone che credono in questi valori."
"Quando si stringono accordi istituzionali - ha puntualizzato il sindaco di Arquata Michele Franchi - lo si fa per un bene superiore: l'interesse del cittadino. Era infatti giusto trovare una soluzione, ma questa è l'ennesima estromissione della politica. Io sono un uomo delle istituzioni e smentisco seccamente di essere l'uomo di questo o quel politico. I sindaci devono essere ascoltati e capiti, non messi da parte. E le asimmetrie tra destra e sinistra nel merito dei comuni governati dalle siffatte fazioni politiche dovrebbero farci riflettere."
"Esprimo la mia amarezza per essere stato attaccato dal mio partito, specialmente dopo un percorso politico che ci ha visti trovare una soluzione al Piceno Consind - ha infine chiosato il sindaco di Rotella Giovanni Borraccini -. Una soluzione trovata alla luce del sole, in modo aperto e collegiale. Tutti i sindaci operano per il bene del territorio. Chiedo al partito, e lo faccio con forza, di abbandonare le doppie morali; auspicando altresì un cambio di atteggiamento nei confronti dei sindaci."
autore Davide Ciampini****