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di Redazione Picenotime
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Il consigliere regionale e presidente della II Commissione Andrea Maria Antonini ha scritto una lettera al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi richiedendo con un'urgenza un intervento in merito alle limitazioni ed ai divieti di trasferta disposti nei confronti della tifoseria dell'Ascoli Calcio.
"Egregio Signor Ministro,
Mi rivolgo alla Sua attenzione nella mia qualità di Consigliere della Regione Marche, al fine di rappresentarLe la viva preoccupazione e il profondo senso di amarezza che stanno interessando la comunità sportiva e civile di Ascoli Piceno e dei territori limitrofi in relazione at ripetuti provvedimenti restrittivi adottati nei confronti della tifoseria dell'Ascoli Calcio in occasione delle gare esterne.
I timori più volte manifestati nel corso degli ultimi mesi trovano oggi, purtroppo, ulteriore e grave conferma. Dopo i provvedimenti di divieto totale che hanno interessato la semifinale contro il Catania e la finale playoff contro il Brescia, anche l'avvio della nuova stagione sportiva sembra caratterizzarsi per un ricorso sempre più frequente a misure gravemente limitative della partecipazione dei sostenitori bianconeri alle trasferte. ln tale quadro, la recente gara di Coppa Italia disputata a Genova è stata già oggetto di restrizioni particolarmente incisive, che hanno di fatto impedito alla squadra di beneficiare del sostegno della propria tifoseria.
A destare ulteriore allarme è, da ultimo, il provvedimento adottato in vista dell'esordio in campionato presso lo stadio "Bentegodi" contro il Verona, con il quale è stato disposto il divieto di vendita dei biglietti ai residenti nelle province di Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Teramo. Una simile misura, per la sua estensione territoriale e per i suoi effetti concreti, si traduce sostanzialmente in un divieto generalizzato e indiscriminato, idoneo a colpire non già singoli soggetti responsabili di eventuali condotte illecite, bensì un'intera platea di cittadini, famiglie e sportivi corretti, del tutto estranei a comportamenti violenti o contrari all'ordine pubblico.
Appare evidente come il reiterato ricorso a provvedimenti di massima restrizione finisca per determinare una compressione generalizzata del diritto dei tifosi a seguire la propria squadra, con effetti fortemente penalizzante per un territorio che esperire da sempre una passione sportiva autentica, composta e profondamente radicata. Una simile impostazione rischia, inoltre, di configurarsi come una rinuncia preventiva all'adozione di misure selettive ed efficaci di prevenzione e controllo, che dovrebbero invece essere orientate a individuare e isolare le singole responsabilità, senza pregiudicare indiscriminatamente l'intera collettività.
Nel pieno rispetto delle prerogative e delle competenze delle Autorità preposte alla tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, nonché nella consapevolezza della complessità che caratterizza la gestione degli eventi sportivi, ritengo tuttavia doveroso sottoporre alla Sua autorevole attenzione la necessità di promuovere, con urgenza, una riflessione approfondita presso i competenti tavoli tecnici nazionali, finalizzata a un deciso mutamento di indirizzo.
Si rende, a mio arviso, indispensabile superare la logica del divieto generalizzato, privilegiando invece strumenti più selettivi, proporzionati ed efficaci, quali il rigoroso utilizzo dei sistemi di fidelizzazione e il potenziamento di controlli mirati, in modo da garantire il necessario equilibrio tra le imprescindibili esigenze di sicurezza e il diritto dei cittadini a partecipare, nel rispetto delle regole, alla vita sportiva del Paese.
Confidando in un Suo autorevole e sollecito interessamento, Le rinnovo la mia piena disponibilità per ogni utile approfondimento istituzionale sul tema.
Con osservanza."
MESSAGGIO DOVUTO. EDUCATO E RISPETTOSO. ISTITUZIONALE. RIMANE L'AMAREZZA E IL TOTALE DISSENSO A QUESTA PRATICA DISCRIMINATORIA CHE RISCHIA DI FARCI FINIRE DI NUOVO IN UN LOCKDOWN SPORTIVO