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Sisma 2016, al Meeting di Rimini il convegno sulla ricostruzione. Castelli: "Dopo le false partenze, avanti sulla rinascità delle comunità"

di Redazione Picenotime

La ricostruzione come progetto complessivo di rinascita, capace di restituire non soltanto case ed edifici pubblici, ma anche servizi, lavoro, relazioni e prospettive alle comunità dell’Appennino centrale. È stato questo il tema del convegno “Oltre l’emergenza. La ricostruzione che crea comunità”, che si è svolto nell’Arena Cdo C1 del Meeting di Rimini.


Al confronto hanno partecipato il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, il commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e l’amministratore delegato dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale Antonella Baldino. L’incontro, moderato da Gianluca Giansante, docente alla Luiss Guido Carli e socio di Comin & Partners, è stato trasmesso in diretta sui canali digitali di Sky e askanews.


A dieci anni dal terremoto che colpì Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, provocando 299 vittime e devastando centinaia di borghi, il convegno ha rappresentato un’occasione per fare il punto sul lavoro compiuto e sulle sfide ancora aperte. Al centro del dibattito il passaggio dalla gestione dell’emergenza a una ricostruzione sempre più orientata allo sviluppo economico, sociale e culturale dei territori.



«I territori che hanno subito il terremoto del 2016 erano già affaticati: abbandono e spopolamento non erano questioni ignote, il sisma ha avuto l’effetto di aggravare una situazione di crisi. Quella ricostruzione è stata costellata da una serie di incertezze e false partenze, con la ricostruzione partita molto tardi, quando si erano già create situazioni che hanno distratto rispetto al tempo che nessuno restituirà alle persone terremotate», ha dichiarato Castelli.



Il commissario ha quindi sottolineato il cambio di passo reso possibile dal lavoro condiviso tra Governo, struttura commissariale, Regioni ed enti locali: «L’azione di Musumeci e della filiera istituzionale dei quattro governatori ha reso possibile che all’azione sui fabbricati si unisse quella sulle comunità».


Castelli ha spiegato che l’obiettivo non è soltanto completare la ricostruzione materiale, ma garantire condizioni di vita e opportunità capaci di contrastare lo spopolamento delle aree interne. «Abbiamo sviluppato una strategia che punta a garantire ai territori dell’Appennino centrale il necessario per mantenere la vitalità di quelle comunità, che sono prevalentemente collocate in altura e in zone non facili da abitare», ha proseguito.


I primi risultati, ha evidenziato il commissario, iniziano a emergere anche dagli indicatori economici e occupazionali: «I dati cominciano a evidenziare come l’occupazione media sia superiore di sei punti nella zona del cratere rispetto alla media italiana, mentre il reddito pro capite inizia a superare la media regionale».


Musumeci ha posto l’accento sulla necessità di rendere più efficace il rapporto tra emergenza, prevenzione e ricostruzione. Il ministro Musumeci ha ricordato che dal 1968 l’Italia ha impegnato oltre 135 miliardi di euro per emergenze e ricostruzioni post-sisma, osservando che se anche soltanto la metà, fosse stata investita preventivamente nella messa in sicurezza del territorio, oggi il Paese avrebbe un territorio molto meno vulnerabile.



Musumeci ha poi insistito sulla responsabilità personale dei cittadini nella prevenzione. Lo Stato, ha spiegato, deve programmare, investire e mettere in sicurezza il territorio, ma ogni persona deve conoscere i rischi e adottare comportamenti responsabili. Da qui il richiamo alla celebre frase di John Fitzgerald Kennedy: «Non chiedetevi che cosa lo Stato possa fare per voi, ma chiedetevi che cosa voi possiate fare per lo Stato». La prevenzione, dunque, non può essere soltanto un compito delle istituzioni, ma deve diventare una responsabilità condivisa dall’intera comunità.



Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha evidenziato il valore della collaborazione tra Governo, struttura commissariale, Regioni, Uffici speciali, Comuni e professionisti. Una sinergia che ha consentito di accelerare l’apertura dei cantieri e di offrire risposte più efficaci alle comunità.


Il convegno ha concluso idealmente il percorso avviato al Meeting con la mostra “L’Abisso e la Carezza. Visioni del cuore d’Italia ferito dal terremoto e della sua rinascita (2016-2026)”, promossa dal commissario straordinario Guido Castelli e dalla Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, con la curatela del poeta Davide Rondoni.


Nei quattro giorni di esposizione il percorso è stato visitato da 7750 persone, con oltre mille presenze registrate già nella sola giornata inaugurale. Un’affluenza costante, composta da cittadini, amministratori, rappresentanti delle istituzioni, giovani e famiglie, che ha confermato la capacità della mostra di parlare non soltanto ai territori direttamente colpiti, ma all’intero Paese.


Attraverso fotografie, opere d’arte, installazioni e testimonianze, “L’Abisso e la Carezza” ha raccontato il passaggio dalla distruzione alla rinascita: da una parte l’abisso aperto dalle scosse, dall’altra la carezza rappresentata dalla solidarietà, dal lavoro quotidiano e dalla determinazione di chi non ha abbandonato il proprio territorio.


La mostra e il convegno hanno così restituito un messaggio comune: conservare la memoria del sisma significa assumersi la responsabilità di completare la ricostruzione e trasformarla in una concreta occasione di sviluppo. Dall’abisso può nascere una carezza e da quella carezza può rinascere una comunità.



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