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di Redazione Picenotime
Al 31 dicembre 2025 nelle Marche si contano 145.279 imprese registrate, di cui 130.880 attive, secondo i dati Movimprese di Unioncamere-Infocamere. Nel corso dell’anno si sono registrate 7.581 nuove iscrizioni a fronte di 7.184 cessazioni nette, determinando un saldo positivo di 397 imprese e un tasso di crescita annuale pari a +0,27%.
Il dato segna un ritorno alla crescita dopo tre anni consecutivi di saldo negativo (2022-2024), risultato dovuto soprattutto alla decisa riduzione delle cessazioni (-8,3%), a fronte di iscrizioni rimaste sostanzialmente stabili rispetto al 2024. Il confronto con il dato nazionale evidenzia tuttavia un divario ancora significativo: in Italia il tasso di crescita nel 2025 si attesta a +0,96%.
«Il segno positivo registrato nel 2025 rappresenta un segnale incoraggiante per il sistema imprenditoriale marchigiano – commenta Gino Sabatini, Presidente della Camera di Commercio delle Marche – ma non può farci abbassare la guardia. La crescita è ancora fragile: occorre continuare a sostenere le imprese nei percorsi di innovazione, digitalizzazione, internazionalizzazione e accesso al credito, rafforzando la competitività del territorio».
A livello provinciale, l’andamento positivo è diffuso, con la sola eccezione di Fermo (-0,42%). Le performance migliori si registrano ad Ascoli Piceno (+1,02%) e Macerata (+0,57%), mentre Ancona e Pesaro e Urbino mostrano una crescita molto contenuta, prossima alla stazionarietà.
«I dati provinciali confermano un quadro eterogeneo – prosegue Sabatini – che richiede politiche mirate e una forte integrazione tra istituzioni, sistema camerale e mondo produttivo, per accompagnare le aree più dinamiche e sostenere quelle in maggiore difficoltà».
Dal punto di vista delle forme giuridiche, prosegue il rafforzamento delle società di capitale, che chiudono l’anno con un saldo positivo di +923 unità e un tasso di crescita del +2,12%, arrivando a rappresentare oltre il 30% del totale delle imprese marchigiane. Restano invece in calo le società di persone e le imprese individuali, che continuano tuttavia a costituire la componente numericamente prevalente del tessuto imprenditoriale regionale.
Anche sul piano settoriale emergono segnali contrastanti: crescono in particolare attività immobiliari, costruzioni, servizi finanziari, attività professionali, turismo e servizi alle imprese, mentre continuano a registrare saldi negativi comparti di peso come commercio, manifatturiero e agricoltura.
«La sfida dei prossimi mesi sarà consolidare questa inversione di tendenza – conclude il Presidente Sabatini – favorendo la nascita di imprese più strutturate e innovative e accompagnando la transizione dei settori tradizionali, in un contesto economico che resta complesso ma ricco di opportunità».
Nota sull’andamento della demografia delle imprese delle Marche Anno 2025
Il quadro generale
Alla data del 31dicembre 2025 si rileva una consistenza di 145.279 imprese registrate nelle Marche, 130.880 di queste sono attive, grazie ai dati forniti dalla rilevazione Movimprese di Unioncamere-Infocamere sui Registri Imprese tenuti dalle Camere di Commercio su base provinciale.
Nel corso dell’intero anno da poco concluso i flussi in ingresso e in uscita dal tessuto imprenditoriale regionale si sono concretizzati in 7.581 iscrizioni di impresa, a fronte di 7.184 cessazioni (considerate al netto delle cancellazioni effettuate d’ufficio). Dai due flussi si è originato un saldo positivo per 397 unità, cui corrisponde, in termini relativi rispetto alla consistenza delle imprese di fine 2024, un tasso di crescita annuale pari a +0,27%. Esito che rappresenta uno dei pochi risultati positivi nella serie di medio lungo termine degli ultimi anni per le Marche (si veda la tabella 1 in appendice), in controtendenza, in particolare, rispetto all’andamento del triennio precedente (2022-2024), periodo in cui il tasso di crescita annuale si era infatti mantenuto sempre sfavorevole. Per l’Italia nel complesso il tasso di crescita del 2025 si attesta a +0,96% (era +0,62% nel 2024), frutto di risultati positivi, in varia misura, per tutte le regioni.
Il ritorno in campo positivo nel 2025 del tasso di crescita annuale marchigiano si lega a una sostanziale stabilità del numero delle iscrizioni rispetto al 2024 (-0,1%), alla quale si è affiancata invece una decisa diminuzione delle cessazioni nette (-8,3%). Tali andamenti hanno avuto entrambi impatto favorevole sul saldo, passato dal valore moderatamente negativo del 2024 a quello positivo del 2025.
Distribuzione percentuale delle imprese registrate (31 dicembre 2025), iscrizioni e cessazioni nette dell’anno 2025 per province delle Marche
L’andamento regionale del 2025 rappresenta la sintesi di una tendenza ampiamente diffusa nelle sue province, che hanno fatto generalmente riscontrare valori positivi del saldo tra iscrizioni e cessazioni nette, con la sola eccezione di Fermo, il cui saldo è pari a -78 imprese, cui corrisponde un tasso di crescita annuale di -0,42%. La crescita è debole e rasenta la stazionarietà per la provincia di Ancona, con saldo pari a +55 e tasso di +0,15%, e soprattutto per quella di Pesaro - Urbino, il cui saldo è di appena +10 unità, per un tasso di crescita annuale di lieve entità (+0,03%). Più sensibile è la crescita della provincia di Macerata, che fa rilevare un saldo di +193 imprese registrate e un tasso annuale pari a +0,57%. La crescita relativa maggiore è quella della provincia di Ascoli Piceno, il cui tasso è di +1,02%, grazie ad un saldo di +217 unità.
Le forme giuridiche
In linea con quanto frequentemente riscontrato negli anni precedenti, anche nel 2025 le società di capitale marchigiane chiudono con un ampliamento della propria base imprenditoriale: se ne sono iscritte 2.243, a fronte delle quali le cessazioni nette si sono fermate a 1.320, numeri che hanno dato luogo ad un saldo di +923 unità e a un tasso di crescita annuale pari a +2,12%.
D’altro canto, non muta l’orientamento generalmente in calo relativo alle altre classi di forma giuridica: le società di persone, con 530 iscrizioni e 925 cessazioni nette, hanno un saldo annuale di -395 imprese, e un tasso di crescita pari a -1,69%; le imprese individuali contano
4.712 iscrizioni e 4.830 cessazioni nette, da cui origina un saldo di -118 unità e un tasso di crescita annuale debolmente negativo (-0,16%); la classe residuale che accorpa le altre forme giuridiche (cooperative, consorzi, …) fa rilevare 96 iscrizioni e 109 cessazioni nette, per un saldo di -13 unità (-0,39% il tasso di crescita annuale).
Al termine del 2025 il tessuto imprenditoriale delle Marche si compone dunque di 44.433 società di capitale, che raggiungono il 30,6% del totale regionale, 22.887 società di persone (15,8%), mentre di gran lunga ancora maggioritario è il numero delle imprese individuali, che si fermano a 74.852, pari al 51,5% del totale, mentre sono 3.107 le imprese costituite in altre forme giuridiche (2,1%).
Le dinamiche settoriali
Nell’esame dell’andamento dei diversi settori di attività economica viene considerato il saldo dello stock delle imprese registrate alla fine 2025 rispetto al 31 dicembre 2024, depurato delle cancellazioni d’ufficio intercorse nell’intero anno. Numerosi settori di attività economica nelle Marche hanno saldo dello stock positivo, mentre le eccezioni, sebbene circoscritte, fanno capo a settori molto grandi in termini di numero di imprese e hanno così un saldo dello stock complessivo di entità negativa tale da assorbire in larga parte il cumulato dei settori economici in positivo.
Ordinati i settori economici per valore decrescente del saldo dello stock, nel primo gruppo i saldi maggiori sono quelli delle attività immobiliari (8.579 imprese registrate al 31.12.2025 e saldo annuale dello stock pari a +185), seguono le costruzioni (19.297; +179), quindi le attività finanziarie e assicurative (3.474; +169), le attività professionali scientifiche e tecniche (6.356; +140), il noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (4.591; +136), le attività dei servizi di alloggio e ristorazione (10.285; +120), e le altre attività di servizi (7.042; +102).
Valori assoluti del saldo dello stock inferiori alle 100 unità si allineano poi in relazione alle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (2.542; +40), all’istruzione (701; +30), alla fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (508; +24), alla sanità e assistenza sociale (1.004; +23) e ai servizi di informazione e comunicazione (3.188; +22). Numeri assoluti esigui si osservano, infine, per i rimanenti settori in positivo.
Il versante dei settori economici con saldo dello stock negativo comprende da tempo il settore maggiore per numerosità di imprese, il commercio (Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli), che a fine 2025 conta 30.038 imprese mentre il saldo dello stock è pari a -397, come pure altri due settori di ampia dimensione, le attività manifatturiere (17.671; -273) e l’agricoltura, silvicoltura e pesca (21.484; -262), ai quali se ne aggiunge uno più piccolo, il trasporto e magazzinaggio (3.258; -64).