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Ascoli Piceno, giornata all’insegna della storia a Castel Trosino: riaperta la necropoli longobarda

di Davide Ciampini

E’ stata una giornata all’insegna della storia quella di oggi presso le vie di Castel Trosino. Ad affermarlo gli stessi astanti che, in modo entusiastico, hanno partecipato alle iniziative organizzate su impulso dell'Associazione “Longobardi di Castel Trosino dell’Associazione Fortebraccio Vegrense”. Il tutto ha avuto inizio nel primo pomeriggio, con un’escursione atta a far conoscere i simboli più caratteristi del luogo: il fiume Castellano, l’Eremo di San Giorgio, la grotta dell’Inglese. Contestualmente, si è svolto un approfondimento della locale archeologia, svoltosi presso la Chiesa di San Lorenzo. A suscitare maggiore interesse è stata però l’attesa riapertura della necropoli longobarda, che è stata oggetto di recente restauro. Allietata dalla rievocazione delle pratiche del tempo, i partecipanti hanno potuto assistere alle antiche modalità di esequie, le quali accompagnavano il defunto alla sepoltura. Numerosi gli accenni storici durante il preambolo iniziale, funzionali alla comprensione del contesto storico. 

 

“Un doveroso ringraziamento alla città di Ascoli, cui va il merito di aver svolto questa opera di restauro – ha dichiarato Ildebrando della compagnia “I longobardi di Castel Trosino dell’Associazione Fortebraccio Vegrense” -. Nel 1893, mentre un contadino sta lavorando la sua terra, ritrova uno strano oggetto metallico. Comprende in fretta che si tratta di un ammennicolo di valore, dunque fa per recarsi dalle istituzioni, rappresentate nella fattispecie dal parroco. Si scoprì contestualmente che esso no nera un luogo qualunque, bensì una necropoli. I longobardi giunsero in Italia nel 568 d.C., mentre il 578 d.C. segnò l’anno della conquista di Ascoli Piceno. Castel Trosino diventa pertanto un punto strategico, specialmente dal punto di vista militare. Ciò che caratterizza questo luogo, oltre il numero di tombe, è la sua grande ricchezza: più di un centinaio di esse presentano infatti corredi  di grande valore. Qui sono state trovate corazze intera, elmi, con una grande commistione di elementi germanici e bizantini. Tra le altre, si tratta di uno uno dei pochi luoghi in cui è stata ritrovata spada ad anello, elemento tipico dell'estremo nord come la Svezia. Il rituale funebre iniziava con breve processione, dove il morto veniva portato in prossimo della tomba. Giunti qui si procedeva ad una solenne orazione funebre, poi si procedeva a calare il morto nella tomba. Fino alla metà del settimo secolo, la salma all'interno della fossa era adornata da monili di grande valore: scudi, spade, vasellame, vetro. Successivamente a questa epoca, le tombe venivano invece trovate disadorne. Con l'affermarsi della religione cattolica, si credeva che le siffatte usanze fossero di origine troppo pagana, e dunque si scelse di dare una discontinuità in tal senso. A ciò si aggiunge l’altra ragione di questo cambiamento, ossia l'impoverimento delle famiglie. Preciso altresì che si trattavano di oggetti dall’alto valore economico, tant’è che possiamo paragonarli, ciascuno, all’equivalente di 50.000 euro".





autore Davide Ciampini****

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