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Ascoli Piceno celebra gli 80 anni del Consiglio Comunale. Le parole del presidente Alessandro Bono

di Davide Ciampini

Alessandro Bono

Alessandro Bono

Alessandro Bono


Il Consiglio Comunale di Ascoli Piceno spegne ottanta candeline. Lo fa nel migliore dei modi, con una cerimonia che si svolgerà Sabato 11 Aprile al Teatro Ventidio Basso alla presenza di una folta platea istituzionale. Saranno infatti presenti molteplici protagonisti – passati e presenti - dell’assise comunale, che hanno animato le stanze dell’Arengo nelle diverse stagioni politiche. Non solo ricordi di un passato lontano, ma anche uno sguardo al presente ed al futuro: saranno ben cinque gli istituti scolastici coinvolti, con un contest che li vede parte integrante della cosa pubblica. Quest’ultimo mira a far conoscere, alle fasce più giovani della popolazione, il funzionamento dell’apparato burocratico: dalla sua composizione fino ai temi ivi dibattuti.

Abbiamo dunque raggiunto il presidente del Consiglio Comunale Alessandro Bono, il quale ha espresso le proprie sensazioni rispetto a questo attesissimo evento. Il cambiamento della comunicazione politica, aneddoti rispetto alla propria esperienza da presidente. Questo e molto altro nelle righe che seguono.








“Parlerò per esperienza – ha dichiarato il presidente del Consiglio Comunale di Ascoli Piceno Alessandro Bono -, in quanto ho vissuto uno spaccato di esperienza personale nell’agorà della cosa pubblica. Di cambiamenti ve ne sono stati diversi, tra cui il cambio di paradigma nell’ambito della comunicazione politica: essa è infatti più immediata, veloce, diretta. In principio i mezzi che andavano per la maggiore erano volantini piuttosto che comunicati; ora, invece, ci siamo spostati su una comunicazione sempre più digitale. Naturalmente non disdegniamo i siffatti mezzi, anzi: questi ultimi ci permettono di raggiungere una quota di pubblico maggiore, coinvolgendo finanche le generazioni più agée. Si può quindi parlare di mezzi inclusivi. Non ritengo invece che vi sia disaffezione verso la politica: in consiglio comunale abbiamo infatti ben sette under 35 a fronte di trentadue consiglieri che siedono nell’assise. Si tratta di una percentuale considerevole: un dato in continuità con le elezioni del 2024, dove molteplici liste hanno presentato una folta platea di giovani interessati al bene comune. Credo, pertanto, che vi sia molta partecipazione dal basso, il che permette a tutte le forze politiche – nessuna esclusa – di aprire con loro un proficuo canale comunicativo. Quella dell’ottantesimo dall’insediamento del primo Consiglio Comunale – ha proseguito – è una tappa particolarmente importante. In questi anni molti hanno amministrato questa città. Durante la cerimonia avremo oltre centodieci consiglieri comunali emeriti, oltre a sindaci ed amministratori che si sono avvicendati presso l’assise comunale. Quella a cui assisteremo è una forte risposta da parte di chi ha amministrato negli anni, segno inequivocabile dell’impegno profuso verso la città. E’ passato molto tempo ed altrettante cose sono state compiute. A tal proposito, abbiamo cercato di sostanziare, all’interno di una pubblicazione, quanto fatto dal 1946 ad oggi. Quanto alle sensazioni, stiamo vivendo con vasto entusiasmo questa ricorrenza: abbiamo infatti un grande desiderio di onorare al meglio questo appuntamento. Il Consiglio Comunale è la massima espressione democratica della città ed io sono onorato di guidarla per la seconda volta. Essere qui in occasione di questa ricorrenza non è cosa affatto scontata: porterò per sempre con me questa esperienza. Abbiamo altresì coinvolto le scuole superiori, con ben cinque istituti che hanno partecipato al contest. Miriamo a far conoscere il Consiglio Comunale in tutte le sue declinazioni: nella composizione, nel funzionamento, nelle peculiarità. Vogliamo sì onorarne la memoria, ma far conoscere anche come esso è cambiato anno dopo anno. Nel corso del nostro mandato – ha chiosato - abbiamo vissuto momenti importanti;  probabilmente il ricordo più intenso è quello del primo consiglio comunale da remoto – se non sbaglio il 14 Maggio 2020 -: a quel tempo l’Italia era in lockdown per via del Covid ed Ascoli Piceno fu uno dei primi comuni ad approvare il bilancio previsionale mediante questo strumento. Ora i suddetti mezzi sono ormai all’ordine del giorno; a quel tempo, però, l’assise tutta si cimentò in qualcosa di inedito. A ciò si aggiunge la soddisfazione per le delibere approvate: l’anno scorso abbiamo dato il via libera ad oltre centoventi di quest’ultime. Il tutto non sarebbe stato possibile se non fossi stato coadiuvato dagli altri consiglieri: persone specchiate nonché desiderose di mettere da parte l’appartenenza politica per un bene superiore: quello della città”.







autore Davide Ciampini****

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