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di Redazione Picenotime
È stata inaugurata stamattina la rinnovata sede del Sestiere di Porta Tufilla dopo i recenti lavori, alla cerimonia presenti il Magnifico Messere, il Presidente del CdA ed una rappresentanza degli altri Sestieri.
Il presidente del Consiglio degli Anziani Massimo Massetti ha dichiarato: “Oggi è un giorno di grande festa per l’intera Quintana, l’inaugurazione della nuova sede del Sestiere non è solo un traguardo per un singolo Sestiere, ma un momento di gioia condivisa che appartiene a tutta la nostra comunità. I Sestieri sono il cuore pulsante della nostra manifestazione. Sono fatti di anime, di storie e di persone, ma hanno bisogno di luoghi fisici dove potersi incontrare, confrontarsi e costruire quello spirito di comunità che ci rende unici. Un ringraziamento sentito va al sindaco Marco Fioravanti e all’intera amministrazione del per aver messo a disposizione del Sestiere di Porta Tufilla questo vero e proprio gioiello nel cuore del quartiere. È un investimento prezioso nel futuro delle nostre tradizioni. Ciò che più mi riempie di orgoglio, tuttavia, è vedere come il legame tra noi quintanari vada ben oltre la sana e necessaria competizione dei giorni di gara. La presenza oggi di tutti i Sestieri, che hanno voluto far sentire la loro vicinanza con un dono a Porta Tufilla, è la testimonianza più bella della nostra unità. Siamo divisi dai colori durante la Giostra, ma siamo uniti da un unico, grande amore, la nostra Quintana.”
Alle parole di Massetti ha fatto eco il sindaco Marco Fioravanti: “Una grande emozione vedere riaperta e riqualificata la storica sede del Sestiere di Porta Tufilla attraverso la messa a terra di fondi ministeriali, che - mi permetto di ricordare - è stata aperta notte e giorno dopo il terremoto, con lo scopo di dare una mano a chi ne avesse bisogno. È stato commovente vedere riunita insieme un’intera comunità, a partire da Don Mario, il Caposestiere, tutte le storiche figure che hanno animato e sostenuto il Sestiere in questi anni e i rappresentanti degli altri Sestieri. Questo a testimoniare che, al di là della competizione, alla base c’è un’identità comune, un sentimento di appartenenza che va oltre i colori e che rappresenta in pieno il popolo ascolano e il popolo quintanaro. Momenti come questo mi riempiono di gioia, perché mostrano in modo inequivocabile l’unità, la voglia di continuare ad investire su una manifestazione che negli anni ha avuto modo di crescere sempre di più, attraverso persone che sono riuscite a tramandarla passando il testimone alle giovani generazioni".