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FLC CGIL di Ascoli Piceno–Fermo si mobilita contro Istituti Tecnici e Professionali: "Meno scuola più impresa? No, grazie"

di Redazione Picenotime


Anche nelle province di Ascoli Piceno e Fermo, la FLC CGIL si mobilita contro la riforma degli istituti tecnici e professionali” dice Enzo Di Vita, Segretario generale della FLC CGIL di Ascoli Piceno – Fermo, spiegando che l’organizzazione sindacale ha proclamato lo stato di agitazione a contrasto di una riforma giudicata pericolosa e inaccettabile e che può essere riassunta nella formula “meno scuola, più impresa”.

I numeri parlano già da soli” dice ancora il sindacalista “Con l’entrata in vigore della riforma saremmo di fronte ad un vero e proprio smantellamento degli istituti tecnici, con la diminuzione di 627 ore di lezione nell’arco del quinquennio e con discipline fortemente penalizzate. Geografia, lingue straniere, scienze sperimentali e grafiche” prosegue Di Vita “saranno le discipline più colpite, tutte discipline che garantiscono una solida formazione critica oltre che tecnica. Ma anche le discipline STEM non saranno risparmiate.” Tagli paradossali, inaccettabili, spiega il segretario: “perché la retorica dell’innovazione camuffa un’operazione di puro risparmio sugli organici, con un taglio di 1.680 cattedre, la creazione di migliaia di soprannumerari e la fine delle speranze di stabilizzazione per tantissimi precari. Inaccettabile.” Secondo Di Vita, questa riforma disegna una scuola sempre più al servizio dell’impresa e del mercato, segna il passaggio dalla dall’istruzione all'addestramento: una sorta di lungo apprendistato che di fatto rappresenta un ritorno alle scuole di avviamento professionale di “gentiliana” memoria.

La FLC CGIL ritiene che l’’istruzione e la formazione di menti critiche, capaci di orientarsi nella complessità di oggi, non possa e non debba essere essere sacrificata all’idea di un profitto facile ed immediato, né piegata alle mere esigenze imprenditoriali. Se gli Istituti Tecnici italiani hanno fornito al mondo dell’industria professionalità di livello è perché sono stati in grado di fornire innovative una solida base culturale che oggi si vuol far venir meno. La FLC CGIL ritiene assolutamente insufficienti i deboli tentativi di modifica apportati al decreto di riforma che continua ad evidenziare numerose criticità, alcune delle quali sottolineate dal CSPI (Consiglio superiore della Pubblica Istruzione) che, di fatto, ha bocciato la riforma.

La mobilitazione è a supporto delle richieste della FLC di immediato stop alla riforma, e di copertura di un confronto reale con il personale scolastico, studenti e genitori che metta al centro la qualità della scuola e non il taglio degli organici. “Soprattutto, chiediamo il ritiro dei provvedimenti che trasformano il curricolo scolastico in una variabile dipendente dal mercato locale e non in un solido strumento di crescita tecnico/professionale utile al territorio. Insomma, conclude il Segretario della FLC di Ascoli -Fermo, “alla proposta Meno scuola più impresa, noi rispondiamo con un secco NO.

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