Comunicati Stampa
di Redazione Picenotime
Il profumo della terra, la cura per i
dettagli e una visione imprenditoriale capace di guardare oltre i
confini dell’agricoltura tradizionale. È questa la cifra
distintiva di Biofavole, l’azienda agricola di Ortezzano guidata da
Alessandra Poggi e protagonista della cerimonia del Premio “Impronta
d’Impresa Marche” che si è svolta giovedì alla Loggia dei
Mercanti di Ancona. Il riconoscimento, dedicato quest’anno al tema
“Le donne lasciano il segno”, ha voluto valorizzare con il
secondo posto nella categoria Turismo e Cultura un’esperienza che
rappresenta un modello innovativo di impresa agricola, capace di
coniugare produzione biologica, educazione e valorizzazione del
territorio. Biofavole non è infatti soltanto un luogo di
coltivazione, ma uno spazio vivo di incontro e scoperta, dove la
terra diventa strumento di relazione e apprendimento. L’azienda si
distingue innanzitutto per l’impegno nella produzione biologica di
frutta e verdura, portato avanti con attenzione alla biodiversità e
al rispetto dei cicli naturali. Ma è soprattutto nella capacità di
trasformare questa produzione in esperienza che si coglie l’elemento
più originale del progetto. Famiglie, scuole e turisti vengono
coinvolti in attività che vanno dalla raccolta diretta nei campi a
laboratori esperienziali e percorsi sensoriali, in cui il contatto
con la natura diventa occasione di conoscenza.
“Il prodotto
agricolo – spiega Francesca Gironi, presidente di Coldiretti Donne
Marche – supera la sua dimensione puramente commerciale e si carica
di un valore aggiunto che è educativo e culturale. Ogni frutto, ogni
ortaggio diventa racconto, occasione per riscoprire il legame con la
terra e comprendere i processi che stanno alla base della produzione
alimentare. È un approccio che si inserisce pienamente nelle nuove
tendenze del turismo rurale, sempre più orientato verso esperienze
autentiche e partecipative. Il premio conferito ad Alessandra va
oltre il riconoscimento individuale. È il segno di una
trasformazione più ampia che attraversa il mondo agricolo, in cui
l’impresa si fa laboratorio di sostenibilità, educazione e
innovazione sociale. In un territorio come quello marchigiano, ricco
di tradizioni ma anche di sfide e di un’imprenditoria femminile
consapevole e determinata, capace di lasciare un segno concreto nel
tessuto economico e sociale del territorio”.