Comunicati Stampa
di Redazione Picenotime
Riceviamo e pubblichiamo integralmente comunicato in merito alla vicenda Consind a firma di Attilio Bellini, Andrea Manfroni, Fabrizio Lucciarini de Vincenzi e Marco Oddi.
"Visto l’articolo in cui misteriosi iscritti che non si firmano si sono espressi sulla vicenda Consind, ci preme fare alcune pratiche considerazioni, in particolare sul segretario provinciale di mezzo PD che subdolamente torna nell’ombra e fa emergere il già noto Fan Club.
Il segretario aveva annunciato a gran voce che avrebbe sciorinato i numeri che a tutt’oggi non ha fornito e più precisamente l’elenco dei 19 sindaci che hanno votato Procaccini. Probabilmente perché tutti si sarebbero accorti che oltre un quarto dei 19 sindaci sarebbero stati di destra.
Infatti, se la matematica non è un’opinione, dato che la candidatura di Viscione è stata sottoscritta da 25 sindaci, avendo poi riportato solo 20 voti, appare evidente che almeno 5 voti sono andati all’altro candidato.
Dunque gli scenari accaduti possono essere stati solo due, il primo: o i 5 voti erano di Centro sinistra e non si capisce perché si urla allo scandalo, il secondo: oppure, come in effetti è stato, i sindaci hanno fatto un accordo largo e alla luce del sole, hanno votato dando una guida istituzionale e politicamente paritaria (votando Viscione) e quindi i 5 voti sono inesorabilmente di destra.
Quindi chi ha fatto l’inciucio? Chi ha fatto l’accordo alla luce del sole o chi, nascondendosi nell’ombra, come già nel caso della Provincia, ha fatto accordi sottobanco col centrodestra, eleggendo un presidente di destra?
Come per il Consind, siamo ancora in attesa dei tanto declamati numeri sulla Provincia che anche in questo caso, a tutt’oggi, non sono stati forniti. Ricordiamo che in Provincia i cittadini sono rappresentati dai consiglieri con voto ponderato. Anche qui, se la matematica non è un’opinione, numeri alla mano si può dimostrare come interi consigli comunali di comuni sotto i 3mila abitanti abbiano votato per il candidato di centrodestra.
Augurandoci che questa stucchevole polemica pubblica abbia fine, poniamo alcune ultime domande al segretario provinciale di mezzo PD.
Viene tirato in ballo anche l’ex parlamentare Agostini il quale, ormai da 8 anni, non svolge più alcuna funzione istituzionale e da qualche anno non fa più parte nemmeno degli organismi dirigenti del partito regionale. Si continua a chiamarlo in causa, chiedetegli perché. Sembrerebbe quasi più un’ossessione che un’analisi politica.
E comunque, si ricordi al segretario provinciale di mezzo PD che quando c’era un altro gruppo dirigente, largo, coeso e politicamente forte, nel Piceno la destra perdeva e Castelli girava a vuoto".