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Inchiesta sisma, Pd Piceno: “Fallimento della destra. Evitare altro terremoto Proprietari devono completare abitazioni e imprese sane continuare a lavorare"

di Redazione Picenotime


"Il Partito Democratico del Piceno esprime apprezzamento per il rigore dell'inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Ancona, che dimostra come lo Stato sia presente anche in un settore delicato come quello della ricostruzione post-sisma, dove sono in gioco risorse pubbliche, diritti e futuro di intere comunità". È questa la posizione emersa dalla partecipata Assemblea provinciale del PD Piceno, che ha dedicato un approfondito confronto all'inchiesta e alle responsabilità politiche e istituzionali che ne derivano.

«Le parole della Procura sono macigni: nelle Marche la criminalità organizzata avrebbe trovato una forma di "accoglienza", utilizzando il cemento anziché le armi e inserendosi nel sistema economico attraverso affari, relazioni e subappalti. È un quadro inquietante, soprattutto perché riguarda risorse destinate a persone che hanno perso tutto nel terremoto e che si sono affidate alle istituzioni per ricostruire la propria vita». L'Assemblea ha espresso un giudizio particolarmente severo sull'operato del governo regionale e della struttura commissariale. «Dal 2020 le Marche sono state presentate come un modello di governo del centrodestra nazionale. Oggi quel modello mostra tutte le sue fragilità. Non basta proclamare efficienza e rivendicare il numero dei cantieri avviati, se poi non si è in grado di garantire un sistema di vigilanza adeguato alla quantità di denaro pubblico investito».

Al centro della discussione il meccanismo dei subappalti a cascata descritto dagli investigatori. «La Procura descrive un'impresa che sarebbe stata autorizzata ad avviare 800 cantieri mentre Acquaroli e Castelli erano impegnati a tagliare nastri e a partecipare alle sagre.. Come è possibile che una concentrazione simile non abbia fatto scattare verifiche più approfondite? Chi controllava l'effettiva capacità delle imprese e l'intera filiera dei subappalti? Dov’erano il commissario, e il suo vice? Ricordiamo che Castelli, in qualità di Commissario e Acquaroli di vicecommissario avevano e hanno il dovere di vigilanza e sorveglianza.».

Per il PD Piceno, il commissario Guido Castelli e il presidente Francesco Acquaroli devono fornire risposte documentate. «Non attribuiamo loro responsabilità penali, ma contestiamo l'adeguatezza dei controlli e la gestione politica della ricostruzione. Se non sono state riconosciute anomalie così rilevanti, siamo davanti a un problema di capacità amministrativa; se invece erano emersi segnali di rischio, bisogna sapere come siano stati affrontati. In entrambi i casi non è accettabile che chi governa si limiti a prendere le distanze senza interrogarsi sulle proprie responsabilità. Castelli deve spiegare quali verifiche siano state realmente svolte dalla struttura commissariale e dagli uffici competenti».

Altrettanto urgente è la tutela dei terremotati e delle ditte. «Non possiamo consentire che le conseguenze dell'inchiesta provochino un secondo terremoto, questa volta economico e sociale. I proprietari devono poter completare le abitazioni, le imprese sane devono continuare a lavorare e i dipendenti devono essere tutelati. Servono immediatamente soluzioni operative per garantire la continuità dei cantieri, nel pieno rispetto delle decisioni della magistratura. La presunzione di innocenza è un principio irrinunciabile, ma non può diventare uno scudo contro le responsabilità politiche. Chi ha perso la casa e aspetta da dieci anni non merita giustificazioni o scarichi di responsabilità. Merita uno Stato che lo protegga fino in fondo. Le Marche non possono essere terra di accoglienza per le mafie, né i terremotati possono pagare ancora una volta il prezzo delle inadeguatezze di chi governa», conclude il PD Piceno.



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