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Comunicati Stampa

Firmato il nuovo Protocollo d’Intesa 2026 tra Ministero dell’Istruzione e del Merito, Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda

di Redazione Picenotime

Il Ministero dell’Istruzione e del MeritoConfindustria Moda e Confindustria Accessori Moda hanno sottoscritto oggi - alla presenza del Ministro Giuseppe Valditara - il nuovo Protocollo d’Intesa 2026, che rinnova e amplia il precedente accordo del 2021. L’obiettivo dell’intesa è rafforzare il raccordo tra sistema educativo e filiera produttiva della moda, al fine di valorizzare i talenti, sostenere l’orientamento e favorire l’occupabilità dei giovani, in un’ottica di scuola aperta al territorio, dialogo intergenerazionale e cittadinanza attiva.  La firma è avvenuta in occasione dell’inaugurazione delle Fiere Micam Milano e Mipel. Le Federazioni esprimono un sentito ringraziamento al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, per il sostegno e la collaborazione dimostrati nel dialogo tra scuola e impresa.

 

Il Protocollo segna un passaggio significativo rispetto alla sua ultima edizione: si passa da una logica settoriale a una visione sistemica, in cui scuola, formazione tecnica superiore e mondo delle imprese collaborano in modo strutturato per costruire competenze, innovazione e occupabilità lungo l’intera filiera tecnico-professionale

 

Un quadro istituzionale e normativo rinnovato

Il nuovo documento introduce riferimenti aggiornati al quadro legislativo e organizzativo più recente, con particolare attenzione alla definizione del Sistema ITS, alla formazione tecnologico-professionale, alla riforma dell’esame di stato e della riorganizzazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Quest’ultima ridefinisce competenze e risorse per la didattica digitale e l’inclusione e prevede, tra i nuovi uffici dirigenziali, l’istituzione della Direzione Generale per l’Istruzione tecnica, professionale e la formazione tecnica superiore, che coordinerà le azioni previste dal Protocollo, contribuendo a migliorare l’efficienza e la gestione delle politiche educative.

 

Un Protocollo più moderno e ambizioso

Rispetto alla versione 2021, il Protocollo 2026 si distingue per un ampliamento di orizzonte e di contenuti. Parla infatti di personalizzazione dei percorsi e di formazione integrata, introducendo i temi dell’intelligenza artificiale, delle tecnologie digitali, della sicurezza informatica e della protezione dei dati, con esplicito riferimento all’Agenda 2030 e agli obiettivi di sviluppo sostenibile.

 

Internazionalizzazione e nuove frontiere della formazione

Per la prima volta, il Protocollo assume una dimensione internazionale con azioni volte a favorire la formazione in loco di giovani provenienti da Paesi extra-UE, con possibilità di successivo inserimento nel mercato del lavoro italiano.

 

Il ruolo evolutivo delle imprese

Se nel 2021 il ruolo delle imprese era principalmente di supporto formativo e di partecipazione agli stage, nel 2026 esse diventano partner strutturali e co-protagonisti del sistema educativo.

Le aziende saranno coinvolte - attraverso le associazioni di categoria - nella co-progettazione dei curricula, nella definizione delle competenze professionali e dei nuovi standard tecnologici, nella formazione e aggiornamento dei docenti e nella certificazione delle competenze.

Si tratta quindi di un passo decisivo verso una istituzionalizzazione del partenariato scuola-impresa, orientato a potenziare innovazione, competenze trasversali e occupabilità.

 

 

 

 

 

Luca Sburlati, Presidente di Confindustria Moda, ha commentato: La firma del Protocollo con il Ministero dell’Istruzione e del Merito rappresenta per Confindustria Moda un investimento strategico sul futuro dell’industria della moda nel nostro Paese. Rafforzare e mantenere attuale e focalizzato sul futuro il legame tra scuola e impresa significa costruire competenze solide, valorizzare i talenti e garantire alle nostre filiere le professionalità necessarie per affrontare le sfide della transizione digitale, sostenibile e generazionale. È un impegno concreto per dare ai giovani opportunità reali di occupabilità e per tutelare, innovandolo, il patrimonio manifatturiero che rende il Made in Italy un’eccellenza riconosciuta nel mondo”.

 

Giovanna Ceolini, Presidente di Confindustria Accessori Moda, ha dichiarato

“La moda italiana non è soltanto creatività o espressione estetica. È soprattutto manifattura, competenze, occupazione. È una filiera che produce valore industriale e culturale, che genera identità e sostiene l’economia dei territori. Tuttavia, senza nuove competenze e senza un adeguato ricambio generazionale, tutto questo rischia di disperdersi. Il presente e il futuro della moda dipendono dalla capacità di formare e accompagnare i giovani verso professioni che richiedono conoscenze tecniche, digitali e artigianali sempre più integrate. Oggi, con la firma di questo Protocollo, non celebriamo soltanto un accordo, ma riaffermiamo l’impegno del nostro settore verso la crescita del Paese, la valorizzazione del capitale umano e la costruzione di un futuro solido e sostenibile per le nuove generazioni”.

 

Barbara Cimmino, Vicepresidente per l’Export e l’Attrazione degli investimenti di Confindustria, ha confermato: “Investire sui giovani significa investire sul futuro del Paese e delle nostre imprese. La firma di questo Protocollo rafforza il legame tra scuola e industria, offrendo ai ragazzi competenze concrete in una fase segnata da ricambio generazionale e da profonde trasformazioni delle filiere. Lo dimostrano anche esperienze internazionali significative: in Egitto, la missione del 2025 che ha riunito 67 imprese italiane, 18 scuole e 48 ITS Academy nel Villaggio Italia presso l’Istituto Don Bosco del Cairo ha evidenziato quanto la cooperazione formativa possa attrarre talenti e opportunità reciproche; in Brasile, il modello SENAI, con oltre 500 scuole e 27 centri di ricerca, rappresenta uno dei sistemi più avanzati al mondo per la formazione nel tessile, nella moda e nel design. Sono esempi che confermano come un investimento serio nelle competenze possa generare valore per tutto il sistema produttivo. Vogliamo trasferire alle nuove generazioni non solo il “bello e ben fatto”, ma anche il “bello e ben formato”, perché il Made in Italy continui a essere un modello riconosciuto e ammirato nel mondo”.

 

 

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