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Referendum Riforma Costituzionale magistratura: nasce il Comitato per il No nella provincia di Ascoli Piceno

di Redazione Picenotime


Si è costituito anche nella Provincia di Ascoli Piceno il Comitato della società civile per il NO al Referendum Costituzionale per la riforma della magistratura.

Hanno aderito le associazioni provinciali dell’Anpi, CGIL, Arci, Libera -Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, Auser, Sunia, ACLI, Legambiente, Federconsumatori, Tavolo piceno per l’acqua bene comune, Robin e La Fenice - Rete Studenti Medi.

Il Comitato, che lavorerà in sinergia con gli altri comitati promossi da altri soggetti, avrà il compito di coordinare e promuovere le iniziative che verranno svolte per sostenere le ragioni del NO al Referendum Costituzionale in programma il 22 e il 23 Marzo.

La riforma che verrà posta in votazione tra i cittadini non è una vera riforma della Giustizia:
- non risolve i problemi dei cittadini dal momento che non migliora il funzionamento della giustizia, non si rafforzano le garanzie, non si riducono i tempi dei processi;
- va a modificare ben sette articoli della nostra Costituzione, che continuiamo a considerare la più bella del mondo;
- altera profondamente l’equilibrio tra i poteri dello Stato, in particolare tra potere giudiziario e potere politico, mettendo a rischio l’autonomia della magistratura. L’indipendenza del potere giudiziario non è un privilegio ma l’unica garanzia affinché tutte le cittadine e i cittadini siano uguali davanti alla legge.


Il Comitato si impegnerà quindi nelle prossime settimane per dare la massima diffusione alle ragioni del NO, affinché ogni cittadino possa votare con piena consapevolezza rispetto alla reale posta in gioco per il futuro del nostro Paese e invita tutte le realtà interessate ad attivarsi aderendo al Comitato e partecipando ai momenti di confronto e di informazione che saranno promossi nel territorio provinciale.

Una Giustizia maggiormente assoggettata al potere esecutivo sarà un danno enorme verso lavoratrici e lavoratori, verso cittadine e cittadini più deboli e per questo ci batteremo per evitare questa possibilità e spiegare le ragioni del No.


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