Comunicati Stampa
di Redazione Picenotime
Un parcheggio su un’area vincolata all’uso pubblico, presso il Condominio in Via Aprutina 14/16 a Case di Coccia, contrassegnato con strisce che lo indicano come riservato ai residenti. È questa la situazione sulla quale il Gruppo consiliare CAMBIARE X CRESCERE chiede chiarezza dall’interrogazione del 5 giugno 2026, rimasta ancora oggi senza una risposta definitiva. Le aree sono disciplinate dalla deliberazione consiliare n. 14/1991, che ne prevede l’uso pubblico. Un vincolo confermato dallo stesso Sindaco nella risposta del 3 agosto, arrivata soltanto dopo la diffida del 23 luglio. In quella sede, tuttavia, i chiarimenti sono stati rinviati agli accertamenti tecnici. Da allora, nessuna ulteriore comunicazione.
«Gli spazi destinati a tutti non diventano privati con una mano di vernice. Non è ammissibile che qualcuno possa decidere autonomamente di riservare a proprio beneficio un parcheggio destinato all’uso della collettività. Se esiste un’autorizzazione, il Comune la mostri e ne chiarisca il fondamento. Se non esiste, intervenga per ripristinare il rispetto delle regole».
A oltre quattro mesi dall’interrogazione, il Gruppo ha quindi presentato un esposto al Prefetto di Ascoli Piceno e una richiesta di accesso agli atti ai sensi dell’art. 43 del TUEL, per accertare la legittimità della riserva degli stalli e la compatibilità con il vincolo di uso pubblico.
«Le domande sono semplici: chi ha disposto la delimitazione dei parcheggi? Con quale autorizzazione? In base a quale titolo se ne riserva l’utilizzo ai residenti? Un diritto della collettività non può essere cancellato per iniziativa individuale. Chiediamo documenti e risposte precise, senza anticipare le conclusioni degli accertamenti». «È politicamente inaccettabile che, dopo un’interrogazione e una diffida, la vicenda resti ancora irrisolta. Chi amministra ha il dovere di tutelare l’interesse pubblico e di dare risposte ai cittadini e ai loro rappresentanti. Le regole devono valere per tutti e il Comune deve garantirne il rispetto. La trasparenza non può fermarsi agli annunci: servono atti, verifiche e, qualora emergano irregolarità, provvedimenti conseguenti».