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Visita guidata partecipata alla scoperta dei tesori della chiesa di San Benedetto Martire

di Redazione Picenotime

Nell’ambito dei festeggiamenti dedicati al Patrono San Benedetto Martire, la cultura e la memoria storica della comunità locale hanno trovato un momento di straordinaria valorizzazione. Sabato 10 ottobre, gli spazi del Museo di Arte Sacra di Via Pizzi 25 hanno ospitato una speciale visita guidata incentrata sulle preziose testimonianze artistiche ed ecclesiastiche provenienti dalla chiesa parrocchiale di San Benedetto Martire. A guidare i visitatori in questo suggestivo itinerario tra arte, devozione e storia cittadina è stato il Prof. Nicola Rosetti, che ha illustrato con rigore e passione il significato storico e spirituale di ciascun reperto esposto. Tra i momenti più significativi dell’incontro, spicca la presentazione di due tra le più antiche immagini raffiguranti San Benedetto Martire: una preziosa illustrazione contenuta in un inventario parrocchiale e una raffinata acquaforte, entrambe risalenti al XVIII secolo. Due opere di inestimabile valore documentario, capaci di restituire con nitidezza l'iconografia del Santo e la centralità della sua figura nella pietà popolare settecentesca. Il percorso espositivo ha poi posto l'accento sul ruolo fondamentale della componente laica nella storia della Chiesa locale. Gli stendardi storici conservati all'interno del Museo hanno testimoniato il fervore e l'organizzazione delle antiche associazioni e confraternite cittadine, quali la Confraternita delle Figlie di Maria, quella della Madonna del Carmelo, del Rosario e del Santissimo Sacramento. A completare il quadro delle sculture d'epoca, la visita ha permesso di ammirare le pregevoli statue degli Evangelisti, sculture che un tempo venivano solennemente collocate sull'altare della chiesa più antica della città in occasione della festività di Pasqua. Un risalto del tutto particolare è stato riservato alla ricca collezione di oreficeria sacra in argento. Tra gli oggetti d'arte orafa di maggior rilievo figurano due calici straordinari: uno risalente al 1739 e uno storico calice commissionato 140 anni fa da Monsignor Giacinto Nicolai in occasione della cessazione della seconda ondata di peste, nel 1886. Quest'ultimo è finemente decorato con angeli che reggono gli strumenti della Passione di Cristo, creando un preciso rimando stilistico ed estetico con gli otto angeli che lo stesso Monsignor Nicolai fece affrescare nello stesso anno dal pittore Filippo Flajani nel presbiterio della chiesa parrocchiale. L'attenzione dei presenti si è infine posata su preziosi reliquiari di altissimo valore artistico e devozionale: una solenne stauroteca incastonata di pietre preziose e un ricco reliquiario contenente le sacre reliquie di San Giuseppe, del Velo della Beata Vergine Maria, di San Luigi Gonzaga, di Santa Maria Maddalena de' Pazzi e di San Francesco d'Assisi. L'evento ha così offerto ai cittadini e ai visitatori un'occasione unica per riscoprire le radici spirituali e l'eredità culturale della città attraverso i suoi tesori d'arte più custoditi.

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