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Quando gli studenti internazionali progettano il territorio: una sfida di rigenerazione del patrimonio rurale nel Piceno

di Redazione Picenotime

Diciassette studenti internazionali della NHL Stenden University of Applied Sciences, università olandese, sono nel Piceno per lavorare a progetti di rigenerazione rurale che coinvolgeranno quattro case coloniche nel territorio di Acquaviva Picena.

 

Il progetto parte da una sfida concreta. Le quattro case coloniche sono attualmente abbandonate e necessitano di interventi di recupero. L'obiettivo è quello di recuperarle per destinarle al turismo del vino. Come? Saranno gli studenti a presentare delle idee valutate poi dalle aziende del territorio.

 

«È esattamente il modello di formazione internazionale sul quale lavoriamo da anni: coinvolgere gli studenti nella soluzione di problemi reali e, allo stesso tempo, offrire alle aziende e al nostro territorio l’opportunità di riceve idee e prospettive innovative provenienti da futuri professionisti internazionali,  sottolinea Gianluca Vagnarelli di i-strategies, l’azienda che organizza questa esperienza di formazione.

 

Durante la loro permanenza nel Piceno gli studenti visiteranno direttamente le proprietà, analizzeranno il paesaggio vitivinicolo circostante e si confronteranno con i responsabili dell’azienda Ciù Ciù. Il lavoro sul campo servirà a verificare le ipotesi sviluppate precedentemente, raccogliere nuove informazioni e perfezionare i quattro progetti.

 

Il progetto nasce nell’ambito del corso Alternative Accommodations in Italy and Beyond, sviluppato e coordinato presso la NHL Stenden University of Applied Sciences, da Chiara Fabbri e Radu Mihailescu, docenti e responsabili del corso. Attraverso questo insegnamento gli studenti lavorano all’ideazione di soluzioni innovative per il recupero e la valorizzazione di strutture rurali, mettendoli in diretto contatto con i territori e con le aziende coinvolte.

 

Il progetto punta così a mettere in relazione università internazionale, impresa e territorio, trasformando il Piceno da semplice destinazione di una mobilità studentesca a luogo nel quale gli studenti possono produrre idee e soluzioni potenzialmente utili allo sviluppo locale.

 

«La presenza di studenti internazionali assume un valore molto diverso quando questi giovani non vengono nelle Marche soltanto come turisti, ma entrano davvero nella nostra realtà e lavorano su progetti che possono contribuire concretamente al nostro futuro, in questo caso alla rigenerazione del nostro patrimonio rurale e vitivinicolo. E per questo li ringrazio di cuore perché hanno fatto un lavoro eccezionale», afferma Walter Bartolomei di Ciù Ciù.

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