Comunicati Stampa
di Redazione Picenotime
Non sarà una seduta ordinaria quella dell'Assemblea legislativa in programma martedì prossimo. Dopo l’ennesimo diniego della Conferenza dei Capigruppo ad inserire all’ordine del giorno le comunicazioni del Presidente Francesco Acquaroli sulla maxi-indagine condotta da Dda e Guardia di Finanza, le forze di minoranza hanno deciso di passare al contrattacco sfruttando lo spazio del question time. Ben dieci le interrogazioni a risposta immediata sottoscritte e depositate congiuntamente per costringere Acquaroli e la sua Giunta a chiarire i troppi punti d'ombra sulle responsabilità politico-istituzionali legate allo scandalo e, al contempo, fare luce sul futuro dei cantieri nel crateri che – ribadisce la minoranza – «devono andare avanti».
Gli atti presentati si articolano in tre sezioni tematiche. Il primo blocco accende i riflettori sulle vicende interne a Palazzo Raffaello e sul ruolo ricoperto dall’ex capo di gabinetto Fabio Pistarelli. Nello specifico, l'opposizione chiederà «perché dopo una lunga serie di comportamenti ambigui e molto discutibili, tenuti oltretutto all'interno del Palazzo della Regione e con Dirigenti di massimo livello, Fabio Pistarelli è stato fatto rimuovere dal suo incarico solo a metà dicembre, dopo le elezioni regionali e a distanza di mesi dai fatti sopra descritti?» (Antonio Mastrovincenzo, PD) e «Chi aveva segnalato direttamente al Presidente della Giunta regionale anomalie in merito all'operato dell’ex capo di gabinetto» (Maurizio Mangialardi, PD). Michele Caporossi (Progetto Marche) solleciterà invece la Giunta a mettere a disposizione «Le e-mail, i verbali degli incontri, le relazioni e i documenti relativi alle verifiche svolte dal Presidente Acquaroli sull’operato di Pistarelli». Andrea Nobili (Avs), inoltre, chiederà al Presidente «Se, prima di avanzare la richiesta a Pistarelli di lasciare l'incarico di capo di gabinetto, avesse ricevuto, anche informalmente o nel corso delle verifiche sopra richiamate, informazioni sull'esistenza di indagini riguardanti il suo capo di gabinetto per fatti connessi all'incarico ricoperto».