Comunicati Stampa
di Redazione Picenotime
Le forze politiche provinciali del centrosinistra del Piceno si compattano per denunciare la problematica del tribunale di Ascoli Piceno.
"La
situazione del Tribunale di Ascoli Piceno ha raggiunto un livello di
gravità, e di imbarazzo (un Tribunale sfrattato!) che non consente
più rassicurazioni. La Corte d’Appello ha reso immediatamente
esecutivo il rilascio dell’immobile di piazza Orlini e, dopo anni
nei quali il rischio era perfettamente conosciuto, non risulta oggi
disponibile una sede alternativa pronta ad accogliere Tribunale e
Procura. È arrivato il momento di dirlo con chiarezza: la
tanto rivendicata filiera istituzionale non ha funzionato ed è stata
solo a guardare. Nel 2024 il sindaco Fioravanti assicurava di
essere al lavoro anche su un “piano B”; nello stesso periodo
dalla Albano, sottosegretaria al MEF (non un ruolo qualunque!)
arrivavano rassicurazioni sulla permanenza del Tribunale nella sede
attuale, mentre nel 2025 veniva annunciata come ormai avanzata la
trattativa per l’acquisto dell’immobile da parte dello Stato.
Oggi, a distanza di oltre due anni, siamo esattamente davanti al
problema che quelle rassicurazioni avrebbero dovuto evitare. E
il rischio non riguarda soltanto un edificio. Il rischio sono mesi o
addirittura anni di rallentamento o persino il blocco dell’attività
giudiziaria, con conseguenze dirette sui diritti dei cittadini. Se
mai si dovesse trovare altra sede, non si spostano in poche settimane
archivi, sistemi informatici, uffici, sicurezza e personale di
Tribunale e Procura senza compromettere la continuità di un servizio
essenziale".
"Per questo chiediamo di sapere cosa sia stato
fatto in questi anni dal Comune, dal Governo, dai Ministeri
competenti, dal Demanio e dalla rappresentanza istituzionale del
centrodestra piceno. Che cosa hanno fatto Fioravanti, Castelli, la
sottosegretaria al MEF e gli esponenti di Governo del territorio per
trasformare le rassicurazioni in una soluzione concreta? Il
tempo c’era. Il problema era noto, tanto che già dal 2024 i nostri
rappresentanti parlamentari e nei consigli comunali hanno presentato
diverse interrogazioni. E non è accettabile arrivare oggi a
discutere dell’eventualità di una paralisi della giustizia in
un’intera provincia, solo perchè il sistema pubblico non è
riuscito ad esercitare il suo potere nei confronti di un fondo
immobiliare privato. Un caos che ha radici lontane e che è
bene ricordare. La vicenda nasce anche dalla stagione delle
cartolarizzazioni del 2004, quando il Governo di centrodestra scelse
di vendere una parte del patrimonio pubblico per fare cassa e ridurre
il debito. Quella scelta non fu neutrale: rispondeva a una precisa
idea del rapporto tra poteri pubblici e mercato, secondo cui anche
beni strategici dello Stato potevano essere dismessi e affidati alla
logica privata. Oggi ne vediamo le conseguenze, con lo Stato
costretto a rincorrere immobili che un tempo erano suoi e con servizi
essenziali esposti a rischi che avrebbero dovuto essere
evitati. Adesso, però, la priorità è una sola: garantire al
Tribunale e alla Procura di Ascoli una sede certa, stabile e
definitiva e impedire qualsiasi interruzione dell’attività
giudiziaria. Sosterremo quindi ogni iniziativa istituzionale utile a
raggiungere questo obiettivo, ma dopo anni di promesse non è più il
momento delle dichiarazioni da campagna elettorale, è l’ora dei
fatti".