Comunicati Stampa
di Redazione Picenotime
Referendum sulla giustizia, nasce ad Ancona il Comitato regionale per il NO. Non solo magistrati ma anche avvocati penalisti, giornalisti e docenti universitari nell’organismo costituito dall’assemblea riunita nell’aula 8, “Carlo Alberto Dalla Chiesa”, del Tribunale dorico.
Presente per l’occasione, nelle Marche, il giudice Claudio Castelli, del Comitato nazionale, già presidente della Corte d’Appello di Brescia ed ex componente del Csm, che ha coordinato l’incontro insieme al presidente di Anm Marche, Umberto Monti, procuratore della Repubblica di Ascoli Piceno, e al giudice del Lavoro, Maurizio Paganelli, del tribunale di Pesaro.
Oltre 40 i magistrati intervenuti da tutta la regione e che hanno eletto all’unanimità Coordinatori del Comitato “Giusto dire NO” delle Marche il giudice Maurizio Paganelli e il sostituto procuratore alla Procura della Repubblica di Ancona, Ruggiero Dicuonzo.
Nel ruolo di Portavoce dell’articolazione territoriale sono stati eletti i giornalisti Maurizio Blasi e Teresa Valiani. Mentre hanno offerto la propria disponibilità a collaborare nel gruppo di coordinamento operativo per le iniziative locali del Comitato, il procuratore Umberto Monti, Giovanni Di Cosimo, ordinario di Diritto costituzionale presso il Dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Macerata, Maria Letizia Fucci, sostituto procuratore alla Procura della Repubblica di Pesaro, Renzo Interlenghi, avvocato penalista del Foro di Fermo, Giovanni Narbone, Procuratore capo di Macerata, Filomena Ruta, già consigliere della Corte d’Appello di Ancona, e Agostino Fancello, magistrato ordinario in tirocinio ad Ancona.
“La riforma Nordio non riguarda la funzionalità della giustizia (anzi la peggiora) e non ha al centro la separazione delle carriere - spiega Claudio Castelli -. Va vista nel suo complesso e in realtà mina l’indipendenza e l’autonomia dei magistrati rendendo irrilevante il Csm, frazionandolo, con componenti sorteggiati e senza più la competenza disciplinare. Avremo una magistratura più debole e soggetta ai condizionamenti del potere esecutivo”.
“La riforma modifica gli equilibri tra i poteri dello Stato stabiliti dalla Costituzione, a vantaggio della politica – sottolinea Maurizio Paganelli -. Interviene in modo sbagliato, mettendo a rischio l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge.”
“Il comitato è aperto a qualsiasi contributo arrivi dalla società civile – evidenzia il presidente Anm Marche, Umberto Monti -. Invitiamo cittadini e rappresentanti delle istituzioni a partecipare ai nostri incontri e a promuoverne insieme sul territorio regionale. È molto importante comprendere il senso e il significato di questo referendum che riguarda ciascun cittadino e i suoi diritti. Per garantire una giustizia giusta, indipendente e imparziale è necessario dire NO”.