Comunicati Stampa
di Redazione Picenotime
Emergenza caldo, agire subito per tutelare i lavoratori all’aperto ed evitare i gravissimi ritardi dello scorso anno. È questo il fermo appello che il consigliere regionale del Partito Democratico, Antonio Mastrovincenzo, rivolge al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e alla Giunta. Il consigliere dem annuncia sul tema il deposito di un'interrogazione a risposta immediata,sottoscritta da tutti i consiglieri di opposizione, che verrà discussa nel primo Consiglio regionale di giugno.
«Il forte innalzamento delle temperature di questi giorni di fine maggio – dichiara Mastrovincenzo – dimostra che l'emergenza climatica è già in atto. La salute di chi lavora nei campi o nei cantieri non può assolutamente aspettare i tempi della politica e della burocrazia. Lo scorso anno la Giunta Acquaroli si è mossa in gravissimo e inaccettabile ritardo, attendendo addirittura il mese di agosto per emanare i primi provvedimenti, quando i lavoratori avevano già affrontato l'intera estate in condizioni di massima allerta». Il consigliere dem ricorda come si arrivò a quelle tutele: «È bene ricordare che l'ordinanza dello scorso anno non nacque da una spontanea sensibilità della destra, ma fu il risultato, dopo mie ripetute sollecitazioni, di una mozione presentata dalla consigliera del PD Anna Casini e approvata all'unanimità dal Consiglio regionale il 30 luglio. La Giunta si è mossa solo quando è stata costretta dal voto dell'Aula a rincorrere un'emergenza che durava da mesi. Per questa ragione ho deciso di presentare un'interrogazione a risposta immediata: la Giunta deve chiarire subito, davanti all'aula, se intende tutelare i lavoratori adesso o se vuole ripetere l'immotivato attendismo dello scorso anno». Quest'anno il cambio di passo deve essere immediato: «Non sono ammessi rinvii. Chiediamo al Presidente di firmare da subito un'ordinanza che vieti i lavori esterni nei cantieri e nei campi dalle 12:30 alle 16:00 nei giorni a rischio. L'umidità e la prolungata esposizione al sole rappresentano già oggi un pericolo concreto per i settori dell'agricoltura, dell'edilizia e del florovivaismo. Lo stress termico riduce la soglia di attenzione e aumenta esponenzialmente il rischio di infortuni». «È fondamentale – conclude Mastrovincenzo – muoversi in anticipo e accogliere l'appello che puntualmente viene lanciato ogni anno dai sindacati. Di fronte a un caldo già torrido a fine maggio, l'unica risposta accettabile è un'azione immediata. La tutela della salute e della sicurezza sul lavoro deve essere la priorità assoluta, prima che si verifichino malori o tragedie».