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Le Marche hanno ospitato presentazione Rapporto Istat su competitività imprese. L’evento ad Ancona con Camera Marche

di Redazione Picenotime


Oggi 23 marzo ad Ancona, nella sala della Loggia dei Mercanti della Camera di Commercio delle Marche, è stata presentata la quattordicesima edizione del Rapporto sulla competitività dei settori produttivi dell’Istat. L’incontro ha rappresento il primo appuntamento del calendario di iniziative con cui l’Istat celebra nel 2026 il centenario della propria istituzione (1926–2026).

L’evento, organizzato dall’Istat in collaborazione con la Camera di Commercio delle Marche, con il patrocinio della Regione Marche e il coinvolgimento dell’Università Politecnica delle Marche, ha portato nel capoluogo marchigiano uno dei principali appuntamenti annuali dell’Istituto nazionale di statistica dedicati all’analisi del sistema produttivo italiano.

Il Rapporto, corredato da un’ampia appendice statistica, analizza il posizionamento internazionale e le caratteristiche del sistema produttivo italiano – settori, imprese e filiere di produzione – a fronte delle complesse trasformazioni in atto nella domanda e nell’offerta mondiale. I saluti istituzionali sono stati affidati al presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, al rettore dell’Università Politecnica delle Marche Enrico Quagliarini, al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e al presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli. A illustrare i dati e i contenuti del volume sono intervenuti i ricercatori e curatori del Rapporto Claudio Vicarelli e Stefano Costa, del Dipartimento per le statistiche economiche, ambientali e conti nazionali dell’Istat. E’ seguito il dibattito con la partecipazione di Alessandro Sterlacchini, professore ordinario di Economia applicata, e Gian Luca Gregori, professore ordinario di Economia e gestione delle imprese, entrambi dell’Università Politecnica delle Marche.

Ha concluso i lavori Stefano Menghinello, direttore del Dipartimento per le statistiche economiche, ambientali e conti nazionali dell’Istat.


Il Rapporto sulla competitività, uno dei principali strumenti di analisi dell’Istat, è l’occasione  per leggere in modo integrato le trasformazioni del sistema produttivo italiano, mettendo insieme quadro macroeconomico, i settori e i comportamenti d’impresa - spiega il presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli - e quest’anno abbiamo avuto l’onore di presentarlo con Camera Commercio Marche, Università Politecnica e Regione Marche. I dati - ha aggiunto Chelli - mostrano un’economia che nel 2025 ha tenuto, con una crescita modesta ma resiliente: industria stagnante e servizi in lieve espansione. I dazi statunitensi hanno finora avuto effetti limitati e meno diffusi del previsto, pur frenando il potenziale dell’export. Resta tuttavia elevata l’esposizione ai mercati extra-UE, in particolare agli Stati Uniti, da cui dipende una quota rilevante delle esportazioni e il cui eventuale ridimensionamento avrebbe impatti significativi sul Pil. In questo contesto emergono inoltre vulnerabilità legate alla dipendenza energetica e da importazioni di prodotti strategici, aspetti che rendono sempre più necessaria una diversificazione dei mercati e un rafforzamento del posizionamento competitivo del sistema produttivo italiano”.


Esprimiamo grande soddisfazione per la scelta dell’Istat di individuare le Marche come sede di questo appuntamento così cruciale per la lettura del sistema economico nazionale ha dichiarato il Presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini. È un riconoscimento importante per il nostro territorio e per il lavoro che istituzioni, università e sistema produttivo stanno portando avanti insieme. I dati regionali restituiscono l’immagine di un sistema economico solido e dinamico: le Marche mostrano una densità imprenditoriale superiore alla media nazionale, una crescita degli investimenti particolarmente sostenuta e livelli di occupazione più elevati, con un contributo molto significativo dell’occupazione femminile. Emergono anche elementi che richiedono attenzione, in un contesto internazionale complesso e in continua evoluzione, che incide in particolare sulle dinamiche dell’export. Proprio per questo diventa sempre più strategico rafforzare i processi di innovazione, digitalizzazione e apertura internazionale delle imprese: percorsi in cui le Camere di Commercio svolgono un ruolo di supporto e accompagnamento importante, specie per le PMI. E anche nell'azione delle Camere di Commercio sono centrali i dati e la fondamentale attività svolta dall’Istat, che rappresenta un presidio imprescindibile per la conoscenza approfondita del nostro sistema economico. L’'analisi e l’interpretazione dei dati diventano oggi sempre più necessarie per poter definire decisioni di politica industriale e commerciale realmente efficaci, mirate e fondate su un solido supporto scientifico. Non si tratta solo di leggere i numeri, ma di trasformarli in strumenti operativi per accompagnare le imprese nei processi di crescita, innovazione e apertura ai mercati internazionali. In questo scenario, la Camera di Commercio delle Marche si sta strutturando proprio in questa direzione, rafforzando le proprie competenze e dotandosi di strumenti avanzati di analisi e monitoraggio, con l’obiettivo di offrire un supporto concreto sia alle imprese sia agli operatori pubblici. Una capacità che riteniamo strategica per contribuire a costruire politiche economiche più consapevoli e a rendere il sistema produttivo regionale sempre più competitivo e resiliente”.


Aver scelto le Marche per la presentazione nazionale del Rapporto sulla competitività da parte di Istat è importante - ha aggiunto Francesco Acquaroli Presidente della Regione Marche - E' un momento di confronto utile e l’occasione per ringraziare e sottolineare il lavoro che Istat svolge, essenziale per il decisore politico e per le imprese. In questo momento storico, più che mai, il sistema di ricerca e lo studio dei dati sono fondamentali, consentono di comprendere gli andamenti dell'economia, dei costi delle materie prime, dei mercati e dell’export e permette di organizzarsi, prevedere, operare e incidere. Viviamo una fase molto particolare, con scenari geopolitici che cambiano rapidamente, e altrettanto velocemente occorre capire gli effetti di questi cambiamenti sull’economia italiana ed europea. Più si riesce ad avere dati e conoscenze, più si riduce il margine di errore. Il lavoro che produce l’Istat è quindi preziosissimo: aiuta a capire l’andamento dell’economia italiana e a fare focus su argomenti attuali".


Per il Rettore dell'Università Politecnica delle Marche prof. Enrico Quagliarini, “La presentazione del Rapporto sulla competitività dei settori produttivi è un’occasione importante per leggere con lucidità l’evoluzione del nostro sistema economico. Ringrazio l’Istat per il contributo scientifico che ogni anno mette a disposizione del Paese, la Camera di Commercio delle Marche per aver organizzato l'evento e la Regione per il costante sostegno al dialogo tra ricerca, imprese e territorio. L’edizione 2026 aggiorna in modo puntuale l’analisi dell’esposizione dei settori produttivi alle dinamiche internazionali: uno strumento prezioso in una fase segnata da instabilità geopolitiche e rapide transizioni tecnologiche. Per una regione come le Marche, caratterizzata da un tessuto produttivo diffuso, fatto in prevalenza di micro e piccole imprese, spesso altamente specializzate e fortemente radicate nei territori, il tema della competitività assume un valore ancora più strategico. Comprendere i cambiamenti in atto significa anche individuare le leve su cui investire per sostenere crescita, innovazione e resilienza. In questo scenario, il ruolo dell’Università Politecnica delle Marche è duplice: da un lato formare competenze sempre più qualificate e coerenti con le esigenze del mondo del lavoro; dall’altro contribuire, attraverso la ricerca, alla produzione di conoscenza utile per affrontare le sfide che ci attendono. Siamo pronti a collaborare con tutte le istituzioni, le associazioni di categoria e il mondo produttivo per costruire progetti comuni capaci di integrare formazione, ricerca, trasferimento tecnologico e impatto sociale ed economico. Insieme possiamo creare un ecosistema che trattenga e attragga i giovani, sostenga le imprese, generi innovazione e rafforzi l’identità della nostra Regione".


Per Gian Luca Gregori, professore ordinario di Economia e gestione delle imprese dell’Università Politecnica delle Marche: “Il rapporto dell’Istat consente di realizzare alcune riflessioni; innanzitutto, sui processi di internazionalizzazione delle Pmi, che devono essere più strutturati e diversificati. Inoltre, sulla necessità di un maggior rafforzamento economico- organizzativo, il che pone all’attenzione l’importanza della governance, del private equity e del capital venture ed anche, qualora ce ne siano i presupposti, di valutare un avvicinamento al processo di quotazione nel segmento Euronext Growth Milan. Altro aspetto, riguarda la tematica della sostenibilità, da considerarsi come fattore competitivo e non come un fardello burocratico”.


NOTA INFORMATIVA SULLA REGIONE MARCHE


Le informazioni riportate in questa Nota informativa derivano prioritariamente dall’Appendice statistica del Rapporto competitività. Sono inoltre considerati i dati più recenti già pubblicati dall’Istat relativi ai conti nazionali territoriali, alla rilevazione ICT sulle imprese e agli scambi con l’estero.

Il quadro macro-economico

  • La dinamica del Pil delle Marche nel 2024 è contrassegnata da una sostanziale stazionarietà rispetto al 2023, a fronte di una crescita comunque contenuta a livello nazionale (+0,7%). Rispetto al 2020, la dinamica della crescita economica reale delle Marche (+13,5%) è inferiore a quella nazionale (+16,1%).

  • Gli investimenti fissi lordi nelle Marche mostrano una dinamica più sostenuta rispetto alla media nazionale. Nel 2023, il tasso di crescita degli investimenti rispetto al 2022 è pari al 13,9% per le Marche e al 10,1% per l’Italia. Rispetto al 2020, l’incremento è pari al 48,6% per le Marche e al 43,6% per la media nazionale.

  • Per quanto riguarda l’occupazione, nel 2025 il tasso di occupazione nelle Marche (67,5%) è di 5 punti percentuali superiore alla media nazionale (62,5%). Questo dato è in larga misura spiegato dall’ampia differenza nel tasso di occupazione femminile che è pari al 62,7% nelle Marche, di quasi 10 punti superiore a quello medio nazionale (53,8%).

Il sistema produttivo marchigiano

  • Al 2023 la densità imprenditoriale nelle Marche (imprese attive/popolazione in età attiva) è pari a 141 imprese attive ogni 1.000 abitanti, valore superiore sia a quello medio nazionale (126) sia a quello del Centro (138). La differenza è dovuta soprattutto ai settori dell’Industria (il valore delle Marche è pari a 17, a fronte di media Centro e media Italia entrambe pari a 10).

  • La governance delle imprese marchigiane è per lo più interna al Paese, nel senso che queste raramente fanno parte di gruppi multinazionali esteri: l’8% del valore aggiunto totale marchigiano è comunque riconducibile a imprese che operano nell’ambito di tali gruppi, mentre sia nel Centro Italia che in media nazionale il valore corrispondente è pari al 18%

  • Al 2024, le Marche sono la 5° regione per incidenza di imprese con oltre 10 addetti che abbiano intrapreso un percorso di digitalizzazione (74%), preceduta solamente da Friuli Venezia Giulia (81%), Trentino Alto Adige (81%), Lombardia (78%), Emilia-Romagna (75%)

  • Al 2024, nelle Marche l’incidenza delle imprese con 10 addetti e più che utilizzano almeno una tecnologia IA è del 9,4%, a fronte di una media nazionale del 7,7%.

La manifattura nelle Marche

  • Nelle Marche risiede nel 2023 il 4% degli stabilimenti produttivi della manifattura italiana. La dimensione media degli stabilimenti marchigiani è pari a 9,8 addetti, in crescita rispetto al 2020. La manifattura rappresenta il 40,4% del valore aggiunto totale della regione.

  • Il tasso di natalità delle imprese marchigiane nella manifattura nel 2023 è pari al 3,9%, in crescita rispetto al 2020 (3,4%).Il tasso di mortalità è pari al 5,0% in riduzione rispetto al 2020 (5,2%).Il tasso di sopravvivenza delle imprese marchigiane a cinque anni nel 2023 è pari al 57%, in crescita rispetto al 2020 (53,7%)

  • La produttività del lavoro, misurata dal rapporto tra valore aggiunto ed addetti ed espressa in migliaia di euro, è pari a 65,2 nel 2023, in crescita rispetto al 2020 (47,3 mila euro)

Considerando alcuni dei principali settori di specializzazione dell’industria manifatturiera marchigiana:

Nelle Marche si collocano nel 2023 il 18,4% degli stabilimenti produttivi ed il 14,8% dei relativi addetti della fabbricazione di articoli in pelle e simili a livello nazionale. Questo settore rappresenta il 4,2% del valore aggiunto della regione e l’11,1% dell’export regionale (dato al 2024). Il tasso di natalità delle imprese marchigiane nel settore è pari al 5,2% quello di mortalità al 6,4%. La produttività del lavoro del settore nelle Marche è in forte crescita, passando da 32,2 mila euro per addetto nel 2020 a 50,2 nel 2023.

Sempre nel 2023 nelle Marche si collocano inoltre il 2,3% degli stabilimenti produttivi ed il 3% dei relativi addetti dell’industria farmaceutica. La dimensione media di questi stabilimenti è molto elevata, pari a circa 115 addetti. Questo settore rappresenta il 1,7% del valore aggiunto della regione ma raggiunge il 34,1% dell’export regionale (2024), in forte crescita rispetto alla quota del 2020 (17,9%). La produttività del lavoro del settore nelle Marche è in crescita passando da 171,7 mila euro per addetto nel 2020 a 222,4 nel 2023.

Nelle Marche si localizza inoltre nel 2023 il 3% degli stabilimenti produttivi ed il 2,9% dei relativi addetti dell’industria nazionale di macchine ed apparecchiature meccaniche. La dimensione media degli stabilimenti produttivi è di 21,4 addetti. Questo settore rappresenta il 4,2% del valore aggiunto della regione e l’13,7% dell’export regionale (dato al 2024). Il tasso di natalità delle imprese marchigiane nel settore è pari al 3,3% quello di mortalità al 3,8%. La produttività del lavoro del settore nelle Marche risulta sostanzialmente stazionaria e pari a 73,7 mila euro per addetto.

Commercio con l’estero

Nel 2024 gli operatori che esportano merci prodotte nelle Marche sono 5.662, in riduzione dell’8,6% rispetto al 2020 e del 21,1% rispetto al 2015. Il valore delle merci esportate prodotte nella regione aumenta invece del 25,5% rispetto al 2020 e del 19,3% rispetto al 2015.

Nel 2025, le esportazioni di merci della regione Marche sono diminuite del 7,6% rispetto al 2024 a fronte di un incremento del 3,3% dell’export nazionale. Al netto dei prodotti farmaceutici, la flessione dell’export della passa dal -7,6 al -3,2% verso tutti i paesi e dal -23,2 al -11,6% verso gli Stati Uniti, registrando comunque cali diffusi nella maggior parte degli altri settori.



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