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Vinitaly, chiusa l’avventura del Consorzio Vini Piceni alla presenza di politici nazionali

di Redazione Picenotime

Il nuovo logo quale simbolico segnale di un mondo che cambia approccio al vino, trasmettendo senso di leggerezza e invita a guardare lontano con la mente ed il palato. E’ stato il Picchio l’elemento trainante per il Consorzio Vini Piceni, anche per il valore storico e la simbologia che si porta dietro, della 58° edizione del Vinitaly di Verona che si è chiusa mercoledì 15 Aprile. I 29 espositori, divisi tra la collettiva Marche nel padiglione 7 ed altri limitrofi, hanno potuto constatare che la neppure velata prudenza che aveva attanagliato la vigilia, è stato smentita. “Sia wine lovers sia  operatori professionali hanno potuto apprezzare le denominazioni tutelate dal Consorzio che stanno avendo la capacità di adattarsi a logiche di consumo diverse dove probabilmente, ora,  si prediligono prodotti con un approccio meno impattante.- ha dichiarato il presidente del Consorzio di Tutela Vini Piceni Simone Capecci-Credo che nel contempo l’abilità dei nostri imprenditori vitivinicoli sia stata quella, nell’adattarsi e nella capacità di stare la passo con i tempi, di non snaturare mai la qualità e l’identità che portano poi alla  riconoscibilità ed alla identificazione chiara dei nostri vini”  Lo stand consortile, nell’ambito del padiglione 7 della Regione Marche è stato visitatissimo, grazie anche alla “Terrazza Marche” ove vi è stata anche quest’anno la possibilità della degustazione libera di due etichette  scelte degli espositori presenti. Ma la vera sorpresa è stata quella della visita di personaggi della politica nazionale quale il premier Giorgia Meloni che ha potuto costatare l’organizzazione della struttura consortile ed il vice Matteo Salvini che ha brindato sulla terrazza con la Passerina Spumante prodotta dai soci del Consorzio Vini Piceni. Non hanno fatto mancare la loro presenza ed il loro appoggio il governatore delle Marche Francesco Acquaroli, l’on Mirco Carloni, presidente della commissione agricoltura della Camera dei deputati e l’ assessore all’agricoltura delle Marche Enrico Rossi. Tutti hanno voluto visitare i singoli desk dei soci con cui hanno intrattenuto lunghi colloqui per valutare il momento del mondo enologico piceno. Non è passata inosservata, tra i tanti argomenti, la questione dell’indicazione del “Montepulciano” in etichetta che interessa i rossi a d.o della Regione Marche. Non hanno fatto mancare la loro presenza anche il Sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti e l’Assessore al bilancio della regione Marche Francesca Pantaloni. “Siamo onorati di avere avuto presenze così illustri. Non capita tutti i giorni di avere in contemporanea il presidente del Consiglio dei ministri ed il suo vice nel giro di qualche ora. Meglio non potevamo aspettarci per poter far conoscere il mondo vitivinicolo piceno da cui proviene più della metà della produzione regionale- ha precisato Simone Capecci- Contemporaneamente abbiamo apprezzato la sensibilità dei nostri rappresentanti locali di dedicare del tempo ad intrattenersi con i nostri produttori per discutere delle speranze ma anche delle problematiche del settore, non da ultimo l’annosa questione dell’indicazione del Montepulciano in etichetta. Non posso che ringraziarli a nome della base sociale così come ringrazio tutta la struttura della regione Marche per aver messo a disposizione un servizio di eccellenza che molti ci invidiano. Le presenze in questi giorni ne sono la più vitale testimonianza”. Il Vinitaly 2026 è stato teatro di molte iniziative del Consorzio Vini Piceni.  Oltre il nuovo logo e la nuova strategia di comunicazione, molto interessante è stato il convegno sulla viticoltura di precisione, tenuto dal prof. Brancadoro, docente di viticoltura all’Università di Milano, grazie anche alla collaborazione con la Vinea di Offida. Molto seguite anche la degustazione di Rosso Piceno Superiore con l’Ais Marche , la  masterclass con buyer stranieri e sei incontri tecnici con le denominazioni tutelate che hanno coinvolto i produttori del padiglione 7, questi ultimi realizzati al fine di rendere  disponibili e accessibili a tutte le aziende, sia le strutturate sia le più piccole, i servizi consortili.

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