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Consiglio Unione Comuni della Vallata del Tronto approva recesso dal CUP: "Scelta sofferta ma conseguenza delle risultanze negative degli ultimi 15 anni”

di Redazione Picenotime


Il Consiglio dell'Unione dei Comuni della Vallata del Tronto ha deliberato all'unanimità il recesso dal Consorzio Universitario Piceno (CUP) con decorrenza dal 1° gennaio 2028. Si tratta di una decisione assunta a malincuore, ma maturata dopo un’attenta analisi della situazione e delle prospettive del sistema universitario locale. Questa delibera rappresenta la naturale conclusione di un percorso avviato già nel 2018, quando l'Ente aveva votato una prima volta per l’uscita dal Consorzio. La decisione era stata poi temporaneamente ritirata, nell'auspicio e con la promessa di un ampliamento della compagine sociale che purtroppo attualmente non si è verificato. Negli anni, la base associativa del CUP si è progressivamente assottigliata, registrando solo uscite e nessuna nuova adesione: un segnale chiaro delle difficoltà dell'ente nell'esercitare un ruolo attrattivo nei confronti delle municipalità della provincia.

"A fronte di impegni economici importanti sostenuti dai soci – oneri che non nascondiamo facciamo sempre più fatica ad onorare –, il sistema universitario piceno è oggi quello che registra le maggiori sofferenze in tutta la regione Marche. Giunti di fronte al bivio tra proseguire o raddoppiare l'impegno, abbiamo scelto la strada suggerita dai dati concreti, senza lasciarci abbagliare dagli scenari prospettati dallo studio della Luiss Business School. La speranza è che questa decisione possa stimolare una ponderata riflessione da parte dei soci di maggior peso all'interno del Consorzio, favorendo il passaggio verso soluzioni più efficaci, flessibili ed eque per tutto il territorio. L'Unione dei Comuni onorerà con senso di responsabilità tutti gli impegni economico-finanziari previsti fino al 2030, un arco temporale sufficiente a garantire una gestione ordinata della transizione e la continuità dei servizi. Nel formulare i più sinceri auguri di buon lavoro alla Presidente Roberta Faraotti, auspichiamo che questo periodo possa consentirle di valutare l’efficacia delle misure intraprese e porre in essere ogni più opportuna azione per il rilancio dell'università nel Piceno; con la speranza che, di fronte a un cambio di rotta concreto, si possano creare in futuro le condizioni per un eventuale ripensamento".







Questa la nota ufficiale di Roberta Faraotti, presidente del Consorzio Universitario Piceno: "Abbiamo appreso con stupore e dispiacere la decisione assunta dall’Unione dei Comuni Vallata del Tronto nella seduta consiliare del 1° ottobre. Una scelta che sorprende e che non condividiamo, soprattutto considerando che appena lo scorso 31 luglio la stessa Unione aveva votato, nell’Assemblea dei soci, a favore della proroga del C.U.P. fino al 2050, confermando quindi la volontà di proseguire il percorso con il Consorzio. Una volontà che sembrava essere stata ulteriormente condivisa dalla mediazione con cui, nel 2025, avevamo chiuso la vicenda giudiziale tra i due enti, ritrovando una comune condivisione degli obiettivi e della missione del C.U.P. Il dispiacere nasce soprattutto dalla convinzione che il Consorzio rappresenti uno strumento strategico per lo sviluppo del Piceno. Il sistema universitario del territorio si sta infatti consolidando, sia nell’offerta didattica sia nei servizi agli studenti, e i dati che monitoriamo ogni anno lo confermano. A questo si aggiungono gli investimenti privati negli studentati e l’aumento delle borse di studio, segnali concreti di un sistema che sta crescendo e che può rendere il Piceno sempre più attrattivo nel panorama universitario. I numeri sono significativi: il 63% degli studenti proviene da fuori provincia, a conferma della capacità del nostro territorio di attrarre giovani anche da altre realtà. Allo stesso tempo, su 817 studenti piceni iscritti ai corsi universitari, 126 provengono proprio dai cinque Comuni dell’Unione della Vallata. Sostenere il Consorzio significa quindi anche offrire a questi ragazzi la possibilità di studiare nel proprio territorio, garantendo l’accesso all’istruzione universitaria anche a chi avrebbe maggiori difficoltà a sostenere i costi di un percorso lontano da casa. Siamo consapevoli che occorra ampliare ulteriormente l’offerta formativa e aumentare il numero dei corsi. Ma per farlo servono risorse e, soprattutto, un territorio coeso, capace di fare squadra . Lo studio realizzato dalla Luiss Business School nel 2025 e presentato al territorio all’inizio del 2026, basato sull’analisi concreta dei dati, ha inoltre evidenziato il significativo impatto economico del sistema universitario piceno. Per questo riteniamo che indicare le carenze del sistema universitario come motivazione per uscire dal Consorzio significhi non riconoscere pienamente il percorso di sviluppo intrapreso. Nel Piceno operano due Atenei pubblici, a cui si è aggiunta di recente anche un’università privata che insieme al C.U.P. lavorano per promuovere il territorio e renderlo sempre più attrattivo. Un percorso apprezzato anche dagli stessi studenti, che esprimono un elevato grado di soddisfazione per la qualità e l’organizzazione dei corsi frequentati. C’è poi un altro elemento che riteniamo particolarmente significativo: mentre l’Unione della Vallata sceglie di uscire, altri Comuni hanno formalmente manifestato la volontà di entrare nel C.U.P., anche realtà di piccole dimensioni, dimostrando che l’impegno economico può essere affrontato quando esiste la volontà di credere in un progetto comune. Allo stesso modo, BIM Tronto e Camera di Commercio delle Marche collaborano e sostengono economicamente, attraverso il Consorzio, progetti rivolti agli studenti, offrendo loro opportunità capaci di andare anche oltre i confini nazionali. Il C.U.P., inoltre, sostiene direttamente le Università pubbliche attraverso tre convenzioni, con contributi complessivi superiori a un milione di euro, svolge una fondamentale funzione di coordinamento e promuove progetti specifici di orientamento e borse di studio. Il nostro obiettivo resta quindi chiaro: continuare a costruire un’Università del Piceno sempre più forte, attrattiva e aperta all’Italia e all’Europa. Per farlo servono investimenti, progettualità e soprattutto unità. Perché sostenere l’Università significa sostenere i nostri giovani e investire concretamente nella crescita e nel futuro dell’intero territorio".





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