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Florovivaismo: Coldiretti Ascoli-Fermo fa il punto tra Distretto regionale, novità normative e sfide da vincere

di Redazione Picenotime

Un settore importante anche se spesso trascurato e dal dopo pandemia indebolito dai rincari energetici, dai cambiamenti climatici e del costo delle materie prime che ora ha la possibilità di rilanciarsi nel segno dello sviluppo, dell’innovazione e della competitività. È il florovivaismo marchigiano che sta rafforzando il proprio ruolo nel sistema agricolo regionale, guardando al futuro con una nuova consapevolezza grazie anche al sostegno di Coldiretti. L’organizzazione agricola negli ultimi anni ha portato avanti un’azione strutturata, intensificata soprattutto nel post Covid e giunta oggi, ad ampie falcate, alla nascita del Distretto florovivaistico delle Marche con sede a Grottammare. E proprio la località adriatica ha ospitato nei giorni scorso un incontro che ha riunito istituzioni, imprese e rappresentanti del settore, tra cui Nada Forbici, coordinatrice Consulta nazionale Florovivaismo Coldiretti, e la direttrice dell’Amap, Francesca Severini, per fare il punto della situazione e le novità normative.

Il florovivaismo, particolarmente radicato nell’area picena e fermana, ha mostrato esigenze specifiche che abbiamo affrontato attraverso un progetto di consulenza tecnica continuativa – ha ricordato Stefano Mazzoni, presidente di Coldiretti Ascoli-Fermo -. Le imprese sono state affiancate da agronomi con incontri periodici finalizzati a supportare la gestione aziendale e le problematiche fitosanitarie, in un contesto agricolo sempre più esposto a cambiamenti climatici e di mercato”.

Nelle Marche sono presenti circa 600 aziende florovivaistiche che occupano circa 1.400 addetti e generano oltre 40 milioni di pil agricolo. “Nel tempo – ha spiegato Andrea Montresor, responsabile dell’Area economica di Coldiretti Marche – abbiamo ottenuto diverse conquiste per il settore, a partire dal chiarimento normativo che ha riconosciuto sfalci e potature come sottoprodotti da recuperare e non come rifiuti da smaltire, con evidenti benefici operativi per le aziende. Un risultato a cui si è affiancata la revisione dei bandi PSR, grazie alla quale il florovivaismo è stato finalmente equiparato agli altri comparti agricoli in termini di accesso ai finanziamenti”.

Secondo il direttore di Coldiretti Ascoli-Fermo, Giordano Nasini, “strategico per il settore anche il protocollo d’intesa tra Amap e Coldiretti, firmato nel 2025, che favorisce l’integrazione tra vivai forestali pubblici e operatori privati. Un modello che rafforza il legame tra produzione e territorio, con ricadute positive soprattutto per le imprese impegnate nel settore forestale. La nascita del Distretto florovivaistico segna ora una nuova fase di aggregazione e cooperazione tra aziende. La creazione di una filiera organizzata consente non solo lo scambio di competenze e informazioni, ma anche una maggiore capacità di affrontare le sfide del mercato, puntando su crescita dimensionale e qualità produttiva”.

 

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