Comunicati Stampa
di Redazione Picenotime
«Garantire i servizi essenziali nei piccoli Comuni è l'unico modo per contrastare lo spopolamento e dare un futuro concreto alle nostre comunità. Purtroppo assistiamo all'inaccettabile atteggiamento speculativo ed egoistico degli istituti di credito che, accecati esclusivamente dalla logica del profitto aziendale, continuano a smantellare la propria presenza sul territorio lasciando interi Comuni privi di presidi fondamentali. Ma se di fronte ai colossi bancari privati l'intervento pubblico è complesso, nei confronti di Poste Italiane la Regione Marche ha il preciso dovere politico e istituzionale di farsi sentire per esigere il rafforzamento della rete».
A dichiararlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti, che ha depositato un’interpellanza urgente rivolta al Presidente della Giunta regionale per chiedere la messa in campo di più efficaci politiche volte a contrastare la progressiva scomparsa dei servizi di prossimità.
«Il servizio postale universale - spiega Cesetti - è un servizio pubblico di interesse generale (SIEG), la cui tutela è garantita anche a livello comunitario ed è fondamentale per contrastare la desertificazione bancaria. I dati più recenti del Centro Studi CNA Marche, invece, scattano la fotografia di un'emergenza dilagante: ben 71 Comuni marchigiani su 225 non dispongono più di uno sportello bancario, mentre in altri 34 resta attivo soltanto un Bancomat senza personale. Un abbandono che colpisce in particolare le zone collinari e montane — in gran parte coincidenti con i territori ancora impegnati nella ricostruzione post-sisma del 2016 — penalizzando anziani, famiglie e piccole attività economiche».
«A questa ritirata selvaggia» incalza Cesetti «si aggiunge la scelta grave e ingiustificabile di Poste Italiane di insistere con un piano di riorganizzazione che impone aperture a giorni alterni, tagli all'organico e il ricorso sistematico al monoperatore. Un modello del tutto inadeguato a garantire prestazioni dignitose. È paradossale che si riduca la presenza capillare proprio mentre agli uffici postali vengono continuamente affidate nuove funzioni commerciali, dal disbrigo di pratiche fiscali fino alla vendita di energia».
Per Cesetti, il mantenimento e il potenziamento della rete postale rispondono a precise necessità economiche e sociali. «I presidi territoriali costituiscono un punto di riferimento vitale per i cittadini e le imprese: sono indispensabili per la tutela del risparmio, il ritiro del contante, l'accesso al credito e il pagamento dei tributi locali. Inoltre, la loro presenza costante riveste una profonda rilevanza in termini di sicurezza pubblica. Garantire uno sportello attivo ed efficiente permette alla popolazione, e in special modo agli anziani, di non dover custodire in casa ingenti somme di denaro, esponendosi al rischio concreto di furti, truffe e raggiri».
L’impegno di Cesetti per il rafforzamento strutturale dei servizi non è una novità: «Già nella scorsa legislatura, avevo presentato una mozione sul potenziamento degli uffici postali, approvata all'unanimità dal Consiglio regionale. Purtroppo, gli impegni sanciti da quell’atto sono rimasti lettera morta e, di conseguenza, la situazione si è ulteriormente aggravata. Quanto al Progetto POLIS, pur rivestendo un ruolo positivo — che io stesso ho promosso da assessore durante il mandato della Giunta Ceriscioli — da solo non può bastare se le sedi restano prive di personale e chiuse per metà settimana».
«La Regione - conclude Cesetti - non può continuare ad alzare le mani. Serve un'iniziativa forte e immediata da condurre nei confronti di Cassa Depositi e Prestiti, del Ministero dell'Economia e all'interno della Conferenza delle Regioni per esigere da Poste Italiane la copertura degli organici e il potenziamento delle strutture. Se la risposta a questa mia interpellanza non sarà soddisfacente e concreta, la trasformerò immediatamente in una mozione per impegnare e vincolare la Giunta ad azioni ed impegni precisi e non più rinviabili».