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Turismo Marche, Piergallini: ''Se la giunta Acquaroli escludesse Pro Loco e associazioni dai bandi turistici, sarebbe un colpo letale al volontariato''

di Redazione Picenotime

«Siamo di fronte a una retromarcia incomprensibile e dannosa che cancella una prassi consolidata da almeno dieci anni. Escludere associazioni, Pro Loco, fondazioni ed enti del terzo settore dalla partecipazione diretta ai bandi turistici significherebbe tagliare le gambe a chi, soprattutto nei piccoli Comuni e nelle aree interne, garantisce la sopravvivenza stessa delle nostre comunità. La giunta regionale faccia immediatamente un passo indietro». A dichiararlo è il vicepresidente del consiglio regionale Enrico Piergallini, primo firmatario di un’interrogazione a risposta immediata che – sottoscritta da tutti i consiglieri del Partito Democratico – verrà discussa martedì prossimo. L'atto contesta le nuove linee della programmazione turistica della giunta Acquaroli, che con il “Bando per l’animazione dei borghi e centri storici” del 2026 ha escluso il mondo no profit dall'accesso diretto ai fondi, riservandolo ai soli comuni marchigiani. «Si tratta di una scelta che rischia di desertificare l'offerta culturale ed estiva dei territori - spiega Piergallini - interrompendo un modello virtuoso che dal 2016 vedeva la Regione cooperare direttamente con il tessuto civico. I dati in nostro possesso parlano chiaro: nel 2023 il “Bando Accoglienza” ha finanziato 259 progetti, di cui ben 144 presentati da associazioni; nel 2024 la tendenza si è confermata con 148 realtà associative su 280 beneficiari, così come nel 2025 il bando per il turismo esperienziale ha visto trionfare 134 progetti del no profit su 236 totali. I numeri dimostrano che oltre la metà dei progetti turistici e culturali delle Marche poggia sulle spalle del volontariato e dell'associazionismo stabilizzato. Parliamo di realtà che compaiono stabilmente nelle graduatorie regionali da quattro anni consecutivi, offrendo competenze e radicamento che i Comuni, spesso stremati dalla carenza di personale, non possono esprimere da soli. Centralizzare tutto sulle amministrazioni locali non ha snellito le procedure, ha solo creato un imbuto istituzionale». Il vicepresidente mette in evidenza anche i gravi ritardi accumulati dalla struttura regionale: il bando per i borghi, pubblicato il 9 aprile 2026 con scadenza a metà maggio, ha raccolto 115 domande: la graduatoria, attesa per fine giugno, slitterà alla fine di luglio a causa dell'aggravio del procedimento. «Siamo in piena estate – conclude Piergallini - e i territori non sanno ancora se e come verranno coperti i costi degli eventi già in corso o in cantiere. Questo slittamento comprime i tempi e compromette la pianificazione turistica dell'anno. Martedì chiederemo alla giunta di correggere immediatamente la rotta e di varare misure specifiche e bandi dedicati per le Pro Loco e il tessuto associativo. Non si può disperdere un patrimonio culturale così prezioso per le Marche».

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