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Ascolto e Partecipazione su impianti Monte Piselli: “Persa occasione. Si sarebbe potuto sciare da Novembre a quasi tutto Aprile”

di Redazione Picenotime

Riceviamo e pubblichiamo comunicato da parte del Comitato Ascolo e Partecipazione in merito alla situazione Cotuge e degli impianti sciistici di Monte Piselli.


"Sempre più avvincente la deplorevole saga della stazione sciistica a Monte Piselli. Come i climatologi avevano prospettato, già lo scorso autunno si sospettava che questo inverno avrebbe potuto portare molta neve a causa de "La Niña" (fenomeno climatico naturale caratterizzato da un diffuso raffreddamento delle temperature superficiali del mare nell'Oceano Pacifico tropicale centrale e orientale), ma nonostante ciò il CoTuGe ha preso la decisione di non rinnovare la vita tecnica della vecchia seggiovia, pur non avendo ancora idea di quali passi intraprendere per il futuro della nostra preziosa stazione sciistica. Tutto questo presumibilmente per risparmiare qualche decina di migliaia di euro e non intaccare il "tesoretto" destinato ai presunti nuovi impianti. Una cifra certo rispettabile ma non sufficientemente critica rispetto ai finanziamenti a disposizione, che peraltro, col passare del tempo e a causa dell’inflazione, continuano a perdere potere d'acquisto e a permettere quindi interventi sempre meno significativi. Se si pensa poi che sono stati "bruciati" oltre 200.000 € nel 2024 per un progetto iniziale di nuovo impianto senza capo né coda, è ancora più incomprensibile e dannosa la miopia della scelta del Consorzio di non rinnovare la vecchia seggiovia. Ed eccoci ora ad Aprile 2026 con la conferma che è stata buttata alle ortiche un'occasione storica e forse irripetibile date le prospettive climatiche: si sarebbe potuto sciare praticamente ininterrottamente da metà novembre 2025 a quasi tutto aprile, date le nuove precipitazioni che hanno portato la coltre bianca a già oltre un metro di spessore. Nel frattempo, tutto tace sul fronte delle decisioni riguardanti il futuro della stazione, nonostante le "ferme" promesse di finalizzare il progetto definitivo entro fine marzo, abbracciando l'ipotesi A (ovovia San Giacomo - Monte Piselli) o l'ipotesi B di ripiego (nuova seggiovia Tre Caciare - Monte Piselli - Campetto alto - Rifugio Pizi, ed un'eventuale seggiovia di arrocco San Giacomo - Tre Caciare).

Mentre attendiamo il verdetto, sempre elaborato in segrete stanze cui non è dato accesso istituzionale e formale alle istanze e intelligenze della comunità cittadina, continua a non esserci alcuno studio di sostenibilità economica della "opzione A", che certamente implicherebbe costi di manutenzione e gestione più alti e più difficilmente sostenibili rispetto alla "opzione B". Peraltro non viene mai pubblicizzato che l'ovovia della "opzione A" sarebbe una ovovia "riposizionata", ovvero di seconda mano, che probabilmente richiederà manutenzioni più costose della media, di conseguenza.

Questo aspetto sembra che non preoccupi nessuno dei fautori, che sperano di trovare altri milioni pubblici da destinare a una soluzione che nel giro di pochissime stagioni, qualora realizzata, potrebbe far saltare tutta la struttura data la sua dubbia sostenibilità. Ordunque, prima che i famosi 12 milioni di euro siano sufficienti solo per acquistare una manovia, sarà il caso di salvare il salvabile, e ragionevolmente e pragmaticamente perseguire "l'opzione B" senza ulteriori indugi? Un'opzione peraltro affatto di ripiego e anzi a nostro parere molto più consona e promettente per Monte Piselli".

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