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Nasce l’Unione Giovani di Sinistra Marche. Tommaso Melacotte scelto all’unanimità come referente regionale

di Redazione Picenotime


In seguito al voto unanime nel corso dell’ultima assemblea nazionale a Roma – il 28 febbraio e 1 marzo 2026 – nasce Unione Giovani di Sinistra Marche, organizzazione giovanile nazionale di Sinistra Italiana. Questo momento non rappresenta un semplice passaggio organizzativo, ma la volontà di rafforzare uno strumento politico. Una nuova fase di lavoro per le mobilitazioni e le lotte della classe giovanile: creare e favorire spazi di confronto ed organizzazione, lotta per un diritto allo studio accessibile, prospettive di lavoro dignitose, unione fra giustizia sociale e giustizia ecologica. Il referente regionale, approvato all’unanimità, sarà Tommaso Melacotte.

"Rifiutiamo una narrazione che individualizza il fallimento e cancella le responsabilità strutturali. Per questo la risposta non può essere individuale, ma collettiva, organizzata, in un contesto segnato da aumento delle disuguaglianze e progressivo depauperamento delle opportunità di partecipazione sociale, dove nella nostra Regione – come per il resto del Paese – la classe giovanile continua ad essere colpita da crescente precarizzazione ed impoverimento materiale, dalla formazione al lavoro".

Unione Giovani di Sinistra (UGS) prende vita come organizzazione giovanile di Sinistra Italiana nel 2020 e ha il suo Primo Congresso nell’estate 2022. Un luogo di crescita, confronto e costruzione. Uno spazio di sperimentazione, innovazione e formazione per lavorare a un orizzonte comune. Un progetto politico radicato e radicale, come le nostre prerogative nei confronti di questa fase politica.

"Per tutti coloro che hanno dovuto andarsene da una Regione in cui è sempre più difficile mettere radici, trovare una dimensione, dove tutt’oggi per la classe giovanile sono in crescita infortuni sul lavoro, precariato e la mancanza di un nuovo carattere culturale, dove il modello economico dominante produce disuguaglianze crescenti scaricando il costo delle proprie crisi su chi non ha strumenti per difendersi: studenti, lavoratori, giovani costretti all’emigrazione. Crediamo nella necessità di costruire un’alternativa fondata su uguaglianza, diritti, giustizia sociale e partecipazione democratica. Abbiamo bisogno di un modello differente di Paese e necessità di costruire nuove idee di comunità, partecipazione e cittadinanza. Di stare all’interno di queste contraddizioni, organizzarle e trasformarle in forza politica.

Nella nostra storia e nei temi della nostra piattaforma politica: il diritto alla casa come condizione angolare di ogni essere umano, in quanto imprescindibile della propria dignità e del pieno sviluppo di ogni esistenza. La rappresentanza studentesca, che non riguarda solo la possibilità di dare parola ad ogni studentessa e studente delle nostre scuole, ma costruire la Democrazia a partire dagli spazi che viviamo ogni giorno. Un intervento consistente sull’edilizia scolastica per attivare il tempo prolungato, almeno per il biennio e proporre una scuola di qualità contro l’abbandono scolastico. O come nella proposta di legge “Promossa” nella quale prevediamo zone di educazione prioritaria e solidale – ZEPS – in cui ricostruire un’idea di scuola in cui mettere al centro i quartieri, e le comunità educative, l’indice di disagio sociale, contrastando accorpamenti d’istituto e spopolamento scolastico. Potenziamento dei dipartimenti di salute mentale per prevedere ed aumentare la presenza dello psicologo scolastico.

Continueremo il lavoro di radicamento UGS nella nostra Regione con iniziative, campagne e momenti di aggregazione politica: radicarsi nei territori, nei luoghi della formazione e del lavoro, costruire vertenze e campagne che rimettano al centro i bisogni materiali di questa generazione. Consapevoli di una postura che si pone l’ambizione di rappresentare la complessità del quadro politico entro il quale ci muoviamo, con l’obiettivo di continuare a trovare linee interpretative comuni per uscire dal senso di alienazione ed insufficienza in cui troppo spesso la nostra generazione, alle nostre latitudini, è ricaduta.

Solo organizzandosi è possibile trasformare il diritto al cambiamento in azione collettiva e forza politica reale".

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